Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 3 giugno 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 3 giugno 2026
”Non ci sono stati progressi concreti” nei negoziati tra Iran e Stati Uniti per la fine della guerra. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi intervistato dall’emittente libanese Al Mayadeen. “Le comunicazioni con gli americani non sono state interrotte e ci sono stati scambi di messaggi sulla necessità di fermare gli attacchi contro Beirut. Tuttavia, nonostante ciò, non si sono registrati progressi concreti nel processo negoziale. Il ritorno al tavolo delle trattative è subordinato alla garanzia dei diritti del popolo iraniano, alla fine della guerra in Libano e alla cessazione delle tensioni nella regione”, ha spiegato il capo della diplomazia iraniana.
È attesa per domani una dichiarazione scritta di Mojtaba Khamenei, per l’anniversario della morte del fondatore della Repubblica Islamica, Ruhollah Khomeini, avvenuta il 3 giugno del 1989. Prevista una grande cerimonia attorno al suo mausoleo. Quest’anno la commemorazione coincide con una delle principali festività sciite.
I Pasdaran hanno negato di aver colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait, affermando che l’attacco è stato causato da un malfunzionamento di un sistema missilistico Patriot di fabbricazione statunitense. Lo ha dichiarato un portavoce delle Guardie Rivoluzionarie negando la responsabilità del raid che ha danneggiato parte del terminal passeggeri dell’aeroporto kuwaitiano.
Gli iraniani daranno ”una risposta decisa” se le forze di difesa israeliana attaccheranno Beirut. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi parlando all’emittente Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, “preoccupato” per i rinnovati scontri tra Iran e Stati Uniti e per gli attacchi contro il Kuwait, ha esortato oggi “tutte le parti ad esercitare la massima moderazione”, ha dichiarato il suo portavoce.
Particolarmente “turbato” dalle notizie di vittime civili, Guterres “esorta tutte le parti ad esercitare la massima moderazione e ad evitare qualsiasi ulteriore escalation che rischi di compromettere gli sforzi diplomatici in corso”, ha detto Stéphane Dujarric ai giornalisti.
“La sovranità e l’integrità territoriale di tutti i paesi devono essere rispettate”, e gli attacchi contro obiettivi civili sono “vietati” dal diritto internazionale, ha aggiunto, sottolineando il sostegno del Segretario generale agli sforzi di mediazione, in particolare quelli guidati dal Pakistan, tra Teheran e Washington.
”L’era in cui si minacciava l’Iran impunemente è finita e qualsiasi aggressione riceverà una risposta decisa” da parte di Teheran. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf citato dall’agenzia di stampa Fars. “Oggi, la nazione iraniana, nella sua battaglia contro l’America e il regime sionista, ha dimostrato che qualsiasi aggressione riceverà una risposta decisa e proporzionata”, ha detto Ghalibaf secondo l’agenzia di stampa Isna.
Gli Stati Uniti stanno ”aspettando il via libera definitivo” da parte dell’Iran sulla questione nucleare per poi finalizzare l’accordo per la fine della guerra. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio nel corso di un’audizione alla Camera. “Sarebbe impossibile firmare un accordo che non riguardi l’uranio altamente arricchito”, ha precisato Rubio aggiungendo che qualche mese fa, l’Iran “si era rifiutato di discutere” del programma nucleare, ma ora la questione è stata “chiaramente affrontata” nelle bozze dei documenti.
Rubio ha aggiunto che “non abbiamo ancora ricevuto l’approvazione definitiva da parte loro, almeno fino a stamattina”.
L’Iran si sta ”difendendo” e i raid che ha condotto in Kuwait e Bahrein sono per ”autodifesa”. Così il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su ‘X’, dove ha affermato che l’Iran sta colpendo i siti utilizzati dagli americani per lanciare attacchi contro ”navi mercantili civili e violare il cessate il fuoco”.
”Le nostre Forze Armate stanno conducendo attacchi di autodifesa contro siti che gli Stati Uniti sono autorizzati a utilizzare per attaccare navi mercantili civili e violare il cessate il fuoco”, ha scritto il capo della diplomazia iraniana. ”Qualsiasi atto ostile riceverà una risposta immediata e decisa. Ciò che le sanzioni e la guerra non sono riuscite a ottenere, non si otterrà con altra guerra”, ha concluso.
“A volte siamo rimasti troppo soli, meno male che gli italiani erano lì”. Ad affermarlo è stato il primo ministro francese Sébastien Lecornu parlando del dopo-Unifil, uno scenario che vede il Libano spingere per una forza internazionale che sostituisca la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite dopo il 31 dicembre. “Altri Paesi europei” devono “aiutarci a mettere in sicurezza il Libano” dopo la partenza dei Caschi Blu alla fine del 2026, che fa temere un vuoto di sicurezza in una situazione di occupazione di una parte del sud del paese da parte di Israele. Il Segretario generale dell’Onu ha esortato due giorni fa a mantenere truppe dell’Onu, un’opzione che rischia però di scontrarsi con l’opposizione di Stati Uniti e Israele.
“Proprio per evitare che si crei questo vuoto, la Francia ha già avanzato un’offerta “con diversi scenari”: “uno scenario da 5.500 uomini, uno scenario intorno ai 3mila e uno intorno ai 2mila”, ha dettagliato il primo ministro francese. “E lo faremo con i partner europei” perché “a volte siamo rimasti troppo soli in questa vicenda. Fortunatamente gli italiani c’erano. Ma altri Paesi europei devono essere maggiormente in prima linea per aiutarci a mettere in sicurezza il Paese”, ha aggiunto Lecornu, citato dai media francesi. “Ciò che la Francia sta facendo è mettere già sul tavolo un’offerta di mezzi militari che permettano di immaginare un nuovo mandato”, ha affermato il premier rispondendo in Assemblea Nazionale alla domanda del capogruppo socialista Boris Vallaud.
“Ha detto interposizione?”, gli ha replicato Lecornu. “Questo non lo so. In ogni caso, è da definire”. Il premier ha inoltre promesso di “raddoppiare o triplicare nelle prossime settimane” l’aiuto umanitario al Libano, invitando Israele a “porre fine a questa guerra e all’occupazione illegale”.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha auspicato che venga adottato ”un piano d’azione” per il Libano durante i colloqui diretti in corso al Dipartimento di Stato a Washington tra la delegazione libanese e quella israeliana sotto l’egida degli Stati Uniti. “Speriamo di poter redigere oggi una dichiarazione congiunta su un piano d’azione, su un percorso verso la sicurezza di questo Paese, che sia indipendente da Hezbollah e dalla sua influenza nefasta “, ha detto Rubio alla Commissione Affari Esteri della Camera.
Israele avrebbe respinto tra le sei e le sette proposte di accordo per un cessate il fuoco immediato con il Libano. Lo riporta l’emittente libanese Mtv citando proprie fonti a conoscenza dei negoziati. La rivelazione avviene mentre al Dipartimento di Stato a Washington si stanno incontrando le delegazioni israeliana e libanese per un nuovo round di colloqui.
In caso di necessità Stati Uniti ed Israele sono pronti a riprendere “su larga scala” l’azione militare contro l’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un’intervista rilasciata alla Cnbc dopo la telefonata non proprio dai toni distesi avuta con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a causa delle operazioni delle Idf in Libano.
Nel corso dell’intervista Netanyahu ha messo in dubbio la reale stabilità della tregua tra gli Usa e la Repubblica islamica, parlando di una “partita tattica” in corso tra le parti. Ha quindi ricordato le parole del presidente americano, Donald Trump, secondo cui “se necessario, ci sarà un ritorno su larga scala all’azione militare”, sottolineando che si tratta di una decisione di Washington. “Israele è pronto e anche le forze statunitensi sono pronte”, ha precisato.
Benjamin Netanyahu ha minimizzato le divergenze con , Donald Trump sulla gestione del dossier iraniano, affermando che i due leader sono d’accordo “sulle questioni principali”. Il presidente americano oggi ha confermato di aver dato del “fottutamente pazzo” al primo ministro israeliano per gli attacchi sul Libano. Intervistato dalla Cnbc a Gerusalemme, Netanyahu ha riconosciuto l’esistenza di differenze di vedute in alcune occasioni con Trump, ma ha sottolineato la solidità del rapporto tra i due. “A volte, come nelle migliori famiglie, abbiamo divergenze tattiche. Troviamo sempre il modo di risolverle”, ha dichiarato.
Alla domanda sulle parole usate da Trump nei suoi confronti, il primo ministro israeliano ha risposto con tono distensivo, senza entrare nei dettagli e sottolineando che i due possono “essere in disaccordo al mattino e avere un’azione comune nel pomeriggio”. Netanyahu ha quindi ribadito che Israele e Stati Uniti condividono gli stessi obiettivi strategici nei confronti della Repubblica islamica.
Il ministero della Salute libanese dichiara che 48 persone sono state uccise e 97 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani condotti nelle ultime 24 ore in Libano. Sale così a 3.516 morti e 10.674 feriti il bilancio delle vittime in Libano dal 2 marzo, inizio del conflitto Israele-Hezbollah.
Il Kuwait ribadisce che il proprio territorio e spazio aereo non sono stati utilizzati per lanciare attacchi contro “alcun Paese”, respingendo le accuse iraniane secondo cui gli Stati Uniti avrebbero condotto operazioni contro l’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, partendo dal territorio kuwaitiano.
La smentita è arrivata contestualmente alla convocazione dell’incaricato d’affari iraniano. Nell’occasione, il viceministro degli Esteri kuwaitiano, Hamad Suleiman Al-Mashaan, ha sottolineato che “le accuse iraniane sono false, infondate e prive di qualsiasi prova”.
Il Kuwait ha convocato l’incaricato d’affari iraniano, Hamed Hamid Yaqoubi Far, e dichiarato persona non grata due diplomatici iraniani in risposta a quella che ha definito la “continua aggressione” contro il Paese. Lo rende noto il Ministero degli Esteri kuwaitiano, richiedendo che i due diplomatici lascino il Paese entro 24 ore. Secondo le autorità di Kuwait City, l’Iran ha lanciato missili e droni contro il territorio kuwaitiano, causando la morte di una persona e il ferimento di almeno altre 60.
L’India ha condannato il lancio di missili e droni iraniani contro il territorio del Kuwait, che ha causato la morte di un suo cittadino e il ferimento di decine di altre persone. “Condanniamo l’attacco che oggi ha colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait, in cui uno dei nostri cittadini ha perso la vita e molti altri sono rimasti feriti”, si legge in una nota del Ministero degli Affari Esteri indiano, che esorta “con fermezza” le parti in conflitto a non prendere di mira la popolazione e le infrastrutture civili.
Iniziato a Washington un nuovo round di negoziati diretti tra Israele e Libano. Lo riporta l’emittente libanese Al Jadeed, dopo aver annunciato l’arrivo delle delegazioni israeliana e libanese al Dipartimento di Stato statunitense. Presente anche l’ambasciatore statunitense a Beiruit, Michel Issa.
Le autorità del Kuwait hanno dichiarato di aver rilevato 30 missili balistici e droni lanciati in quello che hanno definito un “vile attacco iraniano”. Secondo il portavoce del ministero della Difesa, Saud Abdulaziz al-Atwan, “dall’alba di oggi le forze armate hanno rilevato e intercettato 13 missili balistici ostili nello spazio aereo kuwaitiano”. I missili, ha precisato, sono stati abbattuti sopra diverse aree residenziali, con la caduta di alcuni detriti. “Le forze armate hanno inoltre rilevato e neutralizzato 17 droni ostili. Questa vile aggressione iraniana ha preso di mira infrastrutture civili e strategiche”, ha aggiunto il portavoce.
Medici Senza Frontiere condanna fermamente l’attacco israeliano di lunedì contro un ospedale di Tiro, nel sud del Libano, che ha provocato almeno 4 morti e 127 feriti. MSF parla di “un grave fallimento nella protezione della missione medica“.
“Una parete di una sala operatoria è stata gravemente danneggiata, con la formazione di un ampio squarcio, e l’équipe medica ha dovuto trasferire d’urgenza metà dei pazienti rimasti in terapia intensiva in un altro reparto per garantirne la sicurezza”, si legge in un comunicato. Omar Ebeid, coordinatore del progetto di Msf nel Libano meridionale, aggiunge: “Questi ripetuti attacchi riflettono una grave mancanza nella protezione della missione medica e sottolineano l’urgente necessità di salvaguardare i civili, il personale medico, le strutture sanitarie e garantire l’accesso continuo alle cure salvavita”.
Nel corso del podcast Pod Force One, Donald Trump non risparmia commenti su premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo definisce “f*ttutamente pazzo” ma ammette “lavorare bene insieme” a lui. “Ero un po’ turbato dai suoi continui combattimenti in Libano – afferma Trump – Ma mi piace molto Bibi. E lavoro molto bene con lui. Io sono un presidente in tempo di guerra, e lui è un primo ministro in tempo di guerra”.
“Sono preoccupato perché non sono convinto sia facile realizzare una pace vera e stabile in Medio Oriente. È un dedalo di conflitti a specchio”. Lo dice il presidente di Abi, Antonio Patuelli, intervenendo all’evento per il 30esimo anniversario dalla quotazione di Banca Mediolanum, in corso a Milano.
Gli Stati Uniti non hanno bisogno di inviare “truppe sul terreno” in Iran. Lo sostiene il presidente statunitense Donald Trump al podcast Pod Force One. “Abbiamo eliminato gran parte del loro esercito solo con le bombe“, aggiunge.
L’attacco iraniano di questa mattina all’aeroporto internazionale del Kuwait ha causato un morto e 63 feriti, oltre che danni a infrastrutture vitali. Lo conferma il Ministero della Salute del Paese, aggiungendo che sono stati eseguiti sette interventi chirurgici d’emergenza.
La vittima, secondo quanto riportato dall’Afp, sarebbe di nazionalità indiana.
Sempre parlando a Pod Force One, Trump aggiunge: “Senza di me non ci sarebbe Israele oggi“. Sull’ipotesi secondo cui sarebbe stato convinto da Benjamin Netanyahu ad attaccare l’Iran, Trump afferma: “Sono stato io a iniziarla (la guerra, ndr) perché non potevo permettere loro di avere un’arma nucleare. Questo protegge anche Israele perché sarebbero stati probabilmente i primi a venire attaccati”.
Al podcast Pod Force One, Trump risponde così alle accuse relative ai cambiamenti continui di linea nei confronti dell’Iran: “È positivo che siano confusi. Ma è semplicemente il mio modo di essere: posso dare una risposta e poi andare nello Studio Ovale e rendermi conto che non è più corretta. Le cose cambiano, sai. I fatti cambiano”.
L’Iran ha accettato di non avere un’arma nucleare. Così annuncia, nel bel mezzo dell’escalation delle ultime ore, il presidente statunitense Donald Trump, parlando al podcast Pod Force One di Miranda Devine.
Trump sostiene di volere incontrare la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei: “È coinvolto nei negoziati, nutrono molto rispetto verso di lui. Non ho avuto il privilegio di incontrarlo. Sento che non sta molto bene: gli mancano diverse parti”. E aggiunge: “Sembriamo andare molto d’accordo con l’ayatollah. Vorrei incontrarlo e penso che lo incontrerò a un certo punto”.
Il Ministero degli esteri iraniano risponde alle accuse del segretario di Stato statunitense Marco Rubio in merito ai presunti complotti di Teheran per assassinare leader politici degli USA, compreso il presidente. Per il portavoce Esmail Baghaei si tratta di tentativi di “distogliere l’attenzione” globale dai “crimini di guerra” statunitensi contro i civili iraniani.
“Ogni accusa è una confessione! Giocare la parte della vittima non può spazzare via i tuoi raccapriccianti crimini di guerra e contro l’umanità ai danni della Nazione dell’Iran”, si legge in un post su X.
Il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, ha ricevuto una chiamata dal primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani. Tra i temi discussi, naturalmente, l’escalation nella regione e la tensione aumentata in seguito agli attacchi iraniani contro Bahrein e Kuwait.
Il Ministero degli Esteri del Kuwait conferma l’uccisione di una persona in seguito all’attacco con droni e missili lanciato dall’Iran che ha raggiunto l’aeroporto internazionale del Paese. In una nota, il Ministero esprime “condanna e denuncia” per gli “attacchi brutali e ancora in corso” da parte dell’Iran. Il Kuwait, inoltre, comunica che si riserverà il diritto di prendere misure e di rispondere alle “aggressioni peccaminose e ripetute” dell’Iran. Misure che sarebbero in risposta al raid statuntiense sull’isola di Qeshm.
L’Iran ha condannato i recenti attacchi statunitensi contro l’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, sostenendo che rappresentano una violazione degli accordi di cessate il fuoco e del diritto internazionale. In una nota, il Ministero degli Esteri iraniano attribuisce anche a Kuwait e Bahrein una “responsabilità diretta e chiara” per l’accaduto, principalmente a causa delle basi concesse agli USA.
Gli Stati del Golfo devono adottare una posizione “ferma, unita e coesa” di fronte ai recenti attacchi contro Kuwait e Bahrain attribuiti all’Iran. Lo ha dichiarato su X il consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash. “Alla luce delle ripetute aggressioni dell’Iran contro i fraterni Stati del Kuwait e del Bahrein, è indispensabile una posizione del Golfo ferma, unita e coesa – ha affermato Gargash, sottolineando che – nessuno Stato del Consiglio di Cooperazione del Golfo dovrebbe essere lasciato ad affrontare da solo questi attacchi”. Secondo il consigliere emiratino, la sicurezza dei Paesi del Ccg è strettamente interconnessa e le aggressioni “non colpiscono un solo Paese, ma tutti noi”.
Prosegue il calo dei prezzi alla pompa. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna – mercoledì 3 giugno 2026 – il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale si attesta al di sotto dei 2 euro al litro, registrando un valore pari a 1,934 euro/l per la benzina mentre torna sotto i 2 euro (per l’esattezza a 1,994 euro/l) per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,033 euro/l per la benzina e 2,074 euro/l per il gasolio.
L’Autorità per l’aviazione civile del Kuwait ha sospeso tutto il traffico aereo e dirottato i voli dall’aeroporto internazionale del Kuwait dopo che missili e droni iraniani hanno colpito il Terminal 1, ferendo diverse persone e causando danni strutturali, come confermato dai media statali kuwaitiani.
Il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa, il generale di brigata Saud Abdulaziz Al-Otaibi, dichiara: “Oggi diversi droni ostili hanno colpito l’edificio passeggeri (T1) dell’aeroporto internazionale del Kuwait, a seguito dell’aggressione criminale iraniana, provocando ingenti danni materiali all’edificio e il ferimento di diverse persone, che hanno ricevuto le cure mediche necessarie”. Al-Otaibi aggiunge che “le forze armate stanno monitorando la situazione in coordinamento con le autorità competenti e sono in stato di massima allerta per affrontare qualsiasi sviluppo e adottare tutte le misure necessarie per preservare la sicurezza e la stabilità del Paese”.
Il portavoce in lingua araba delle Forze di Difesa Israeliane ha diramato un avviso di evacuazione agli abitanti di diversi villaggi nel Libano meridionale, invitando i civili ad allontanarsi in previsione di attività militari.
In un messaggio pubblicato da Avichay Adraee, agli abitanti di Sidone, Mazraat Kawthariyat al-Raz e al-Zarariyeh è stato comunicato: “Avvertimento urgente agli abitanti del Libano… alla luce della violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah e dei suoi attacchi contro il territorio israeliano, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono costrette ad agire con la forza, soprattutto nelle vostre zone”.
Il comunicato aggiunge: “Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente le vostre case e spostarvi a nord del fiume Zahrani”. Il portavoce ha inoltre avvertito: “Chiunque si trovi vicino a militanti, strutture o mezzi di combattimento di Hezbollah mette a repentaglio la propria vita”.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto colloqui telefonici con i ministri degli Esteri di Francia, Turchia, Qatar, Egitto, Pakistan e Arabia Saudita. Le conversazioni avvengono dopo la serie di attacchi missilistici e con droni che hanno interessato il Kuwait e il Bahrain in risposta agli attacchi statunitensi.
L’esercito del Bahrein ha riferito di aver intercettato tre missili e diversi droni diretti contro infrastrutture civili, attacchi che ha attribuito all’Iran e alla sua “aggressione sistematica”. L’esercito ha condannato gli attacchi iraniani definendoli una violazione del diritto internazionale e ha affermato che continuerà a proteggere il Bahrein.
L’esercito kuwaitiano ha annunciato che i sistemi di difesa aerea sono operativi per intercettare missili e droni sul territorio nazionale. Secondo il comunicato militare, “i rumori di esplosioni nella zona sono dovuti alle intercettazioni”. Non sono stati segnalati colpi a segno.
L’Autorità per l’aviazione civile del Kuwait ha sospeso tutto il traffico aereo e dirottato i voli dall’aeroporto internazionale del Kuwait dopo che missili e droni iraniani hanno colpito il Terminal 1, ferendo diverse persone e causando danni strutturali, come confermato dai media statali kuwaitiani. L’attacco di Teheran fa seguito al raid statunitense contro una postazione di controllo terrestre militare iraniana e al contrasto di molteplici attacchi missilistici e con droni iraniani diretti contro il Kuwait e il Bahrein, avvenuti nella notte, come confermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom).
L’esercito statunitense ha lanciato attacchi di “autodifesa” contro l’Iran e ha dichiarato di aver abbattuto missili balistici e droni lanciati contro navi e paesi del Golfo. Teheran ha risposto colpendo obiettivi in Bahrein e Kuwait, dove si trovano basi militari statunitensi. Gli attacchi Usa all’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, sono stati “una risposta ai tentativi di attacco da parte dell’Iran in tutto il Medio Oriente”, ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom).
L’Iran ha affermato di aver attaccato basi ed elicotteri statunitensi in un “paese della regione” utilizzando missili e droni per rappresaglia. Il Centcom ha dichiarato che Teheran ha lanciato due missili contro il Kuwait e tre contro il Bahrein, tutti disintegrati o intercettati.
Gli ultimi attacchi si verificano in un contesto di stallo nei negoziati per il cessate il fuoco, dopo che i colloqui per un accordo che ponga fine alla guerra, in corso da mesi, non hanno registrato progressi durante il fine settimana. Il Centocom ha aggiunto che l’attacco all’isola di Qeshm aveva come obiettivo una stazione di controllo terrestre militare iraniana e che l’esercito statunitense ha anche abbattuto tre droni d’attacco lanciati dall’Iran contro “marinai civili che stavano legittimamente transitando nelle acque regionali”. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato che “compromettere la sicurezza dello Stretto di Hormuz avrà un prezzo elevato per l’aggressiva azione militare statunitense”.
Il Centcom ha inoltre affermato che l’Iran ha lanciato “diversi” missili balistici verso paesi della regione. “Due missili iraniani lanciati contro il Kuwait sono caduti o si sono disintegrati durante la traiettoria, e tre missili lanciati contro il Bahrein sono stati immediatamente intercettati dalle forze di difesa aerea statunitensi e del Bahrein”.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie
“Le notizie secondo cui la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti avrebbero interrotto i colloqui alcuni giorni fa sono infondate ed errate“. Lo ha detto il presidente degli USA Donald Trump in un post su Truth Social. Ha sottolineando come le discussioni siano proseguite “senza interruzioni, anche quattro giorni fa, tre giorni fa, due giorni fa, ieri e oggi”. Aggiunge inoltre che tali discussioni “non si sa mai dove porteranno ma come ho detto all’Iran: “È ora, in un modo o nell’altro, che voi facciate un accordo. Fate questo da 47 anni e non si può permettere che continui ancora a lungo!”.
Hezbollah ha confermato per la prima volta di aver ricevuto due proposte statunitensi per un cessate il fuoco con Israele. Starebbe anche esaminando quella avanzata dal presidente Trump, ribadendo tuttavia che qualsiasi accordo dovrà prevedere un “cessate il fuoco completo e inclusivo”. Lo riferisce l’emittente Al Manar, vicina al movimento sciita libanese, che ha così riconosciuto l’esistenza della tregua annunciata nelle scorse ore da Trump. Secondo Al Manar, Hezbollah avrebbe respinto una prima proposta attribuita al segretario di Stato Marco Rubio. Prevedeva la rinuncia israeliana a colpire il quartiere meridionale di Dahieh, roccaforte del gruppo a Beirut, in cambio della cessazione degli attacchi contro Israele. Una seconda proposta, attribuita a Trump, prevederebbe invece l’entrata in vigore di un “cessate il fuoco completo” entro 48-72 ore. L’emittente aggiunge che Hezbollah è in contatto con il governo libanese e continua a insistere sulla necessità di una tregua globale, mentre delegazioni israeliane e libanesi si sono incontrate a Washington per nuovi colloqui mediati dagli Stati Uniti.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

