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Guerra Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Domani ultimo giorno per l’accordo”

Guerra Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Domani ultimo giorno per l’accordo”
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 6 aprile 2026.

Guerra in Iran lunedì 6 aprile 2026, LIVE sul QdS
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 6 aprile 2026.
Inizio diretta: 06/04/26 07:00
Fine diretta: 07/04/26 00:00
Trump minaccia il carcere per la fuga di notizie sui piloti in Iran

Donald Trump minaccia il carcere per il giornalista che per primo ha pubblicato la storia del pilota disperso in Iran per due giorni: “è stato messo in pericolo e anche tutti coloro che sono andati a salvarlo”. “Troveremo chi è stata la fonte dell’articolo e il giornalista che l’ha pubblicata andrà in carcere se non parlerà”, ha messo in evidenza il presidente.

Trump conferma: “Domani ultimo giorno per accordo con Iran”

“Martedì è la scadenza definitiva per l’Iran per fare un accordo”. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando di aver visto tutte le proposte. “Ho visto proposte che non potete immaginare” ha concluso il numero uno della Casa Bianca.

Militari Iran: “Comtinueremo a combattere fin quando il nostro governo ce lo dirà”

L’Iran continuerà la guerra finché i suoi leader politici lo riterranno necessario. Lo ha affermato il portavoce dell’esercito, come riporta Al Jazeera: “Possiamo continuare la guerra finché le autorità politiche lo riterranno opportuno. Il nemico se ne pentirà sicuramente, perché dopo questa guerra dobbiamo raggiungere una situazione di sicurezza e non assistere a un’altra guerra”.

Israele ammette errore: ucciso esponente partito cristiano contrario a Hezbollah

Le forze militari israeliane hanno ucciso per errore in Libano Pierre Mouawad, un esponente di spicco del Partito delle forze libanesi, un gruppo cristiano fortemente contrario a Hezbollah, al posto di un esponente di spicco della milizia sciita e filo iraniana, obiettivo reale dell’attacco. L’Idf ha ammesso l’errore, parlando con la Bbc, esprimendo rincrescimento per le perdite di civili. Nel raid contro un edificio residenziale ad Ain Saadeh, una cittadina in una zona di colline a maggioranza cristiana a est di Beirut, lontana dalle zone in cui Hezbollah è radicata, è rimasta uccisa anche la moglie di Mouawad, Flavia, e un’altra donna, come ha reso noto il ministero della Salute libanese.

Le vittime si trovavano al piano inferiore a quello dell’appartamento considerato come obiettivo. “Diverse persone non coinvolte sono state colpite in risultato dell’operazione”, ha dichiarato l’Idf. Mouawad, ha sottolineato il suo partito, “non era un combattente e non era un obiettivo militare”. Celebrava oggi la Pasqua a casa con la famiglia.

Ambasciata Usa in Israele: Grazie a Netanyahu per aiuto in recupero pilota americano"

Gli Stati Uniti ringraziano Israele per l’aiuto fornito nelle operazioni di ricerca del navigatore del caccia americano abbattuto in Iran venerdì scorso e recuperato ieri. In un post su X, l’ambasciatore americano a Gerusalemme, Mike Huckabee, ha scritto: “Ho appena incontrato il premier Benjamin Netanyahu per ringraziare Israele a nome del popolo americano per l’assistenza senza precedenti fornita alle agenzie militari e di intelligence statunitensi che hanno condotto una storica missione di salvataggio del nostro equipaggio aereo in Iran”. “Le forze speciali statunitensi hanno svolto un’operazione brillante e le Idf e il Mossad sono stati partner preziosi nella missione””, ha sostenuto.

Beirut: "7 morti nel sud del Libano dopo attacco israeliano, tra loro due paramedici"

Un raid aereo israeliano contro un veicolo a Kfar Roummane, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano, ha causato la morte di quattro persone. Lo ha riferito l’agenzia di stampa nazionale libanese (NNA). In un altro attacco israeliano sulla città di Siddiqine, una persona è rimasta uccisa e un’altra ferita mentre i soccorritori della protezione civile stavano recuperando le vittime dell’attacco del giorno precedente, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa. Nella città di Haris, situata nel distretto di Bint Jbeil, un attacco di droni israeliani ha ucciso due paramedici.

Idf: "Intercettato drone Houthi sul Mar Rosso"

Un drone lanciato dagli Houthi dello Yemen contro Israele è stato intercettato sul Mar Rosso. Lo ha riferito l’Idf. In precedenza le sirene avevano risuonato nella città costiera israeliana di Eilat.

New York Times: "Cina pronta a crisi energetica da primo mandato Trump, aumentate riserve petrolio e boom rinnovabili"

Come per i dazi, anche per la crisi energetica. La Cina non si è fatta trovare impreparata al secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca e alle conseguenze delle sue politiche di rottura. E pur rimandendo il principale importatore al mondo di gas e petrolio, con i tre quarti del petrolio che consuma importati, ha dimostrato resilienza alle conseguenze della guerra in Medio Oriente che stanno mettendo in ginocchio i Paesi asiatici, come Vietnam e Filippine che il mese scorso hanno chiesto aiuto a Pechino.

Il New York Times spiega come Pechino abbia aumentato le riserve di petrolio, e iniziato a sostituire dal 2019 il carbone al gas e al petrolio soprattutto nella crescente industria petrolchimica, e perseguito le energie rinnovabili come solare, eolico ed energia idroelettrica in modo tanto aggressivo che la sua domanda di petrolio raffinato, diesel e benzina è diminuita. Pechino ha sviluppato tecnologie per ridurre la sua dipendenza da materie prime straniere per alimentare la sua industria considerata dal Partito comunista al potere come fondamenta della sua strategia di sicurezza nazionale.

E dal primo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, il Paese ha affinato ed esteso questo approccio. “C’è stata una politica industriale sempre più top down, con un controllo centralizzato ancora più forte per sviluppare alcuni settori strategici che per Pechino devono essere rafforzati per non essere controllati dalle potenze occidentali”, ha commentato Heiwai Tang, direttore dell’Asia Glibal Institute dell’Università di Hong Kong, intervistato dal quotidiano americano.

 

Iran: Seul invia 5 navi a Yanbu per aprire rotta rifornimento petrolio alternativa a Hormuz

La Corea del Sud invierà cinque navi al porto saudita di Yanbu per aprire una nuova rotta per il rifornimento di petrolio in alternativa allo Stretto di Hormuz, ha reso noto il parlamentare Ahn Do-geol a Seul. La Corea del Sud importa dal Medio Oriente il 70% del petrolio che consuma. Per questo, Seul sta definendo misure di emergenza, incluso un tetto al prezzo dei carburanti, e uno stanziamento di 17,2 miliardi di dollari di aggiunta al bilancio per assorbire l’impatto economico della guerra. Un inviato speciale della Corea del sud è atteso in Arabia saudita, Oman e Algeria per negoziare l’acquisto di ulteriori quote di petrolio.

Seul invia 5 navi a Yanbu per aprire rotta rifornimento petrolio alternativa a Hormuz

La Corea del Sud invierà cinque navi al porto saudita di Yanbu per aprire una nuova rotta per il rifornimento di petrolio in alternativa allo Stretto di Hormuz, ha reso noto il parlamentare Ahn Do-geol a Seul.

La Corea del Sud importa dal Medio Oriente il 70% del petrolio che consuma. Per questo, Seul sta definendo misure di emergenza, incluso un tetto al prezzo dei carburanti, e uno stanziamento di 17,2 miliardi di dollari di aggiunta al bilancio per assorbire l’impatto economico della guerra. Un inviato speciale della Cora del sud è atteso in Arabia saudita, Oman e Algeria per negoziare l’acquisto di ulteriori quote di petrolio.

Teheran, capo intelligence Guardiani rivoluzione Majid Khademi ucciso in un raid

Il capo dell’intelligence dei Guardiani della rivoluzione Majid Khademi è stato ucciso in un raid questa mattina, scrive l’agenzia semi ufficiale Tasnim citando il corpo dei Guardiani.

Khademi ha avuto un ruolo di peso nell”intelligence e nella sicurezza del Paese per quasi cinquant’anni ed è stato uno degli esponenti di spicco con maggiore influenza e capacità dell’apparato di sicurezza dell’Iran, sottolinea il comunicato dei Guardiani.

Al Jazeera, almeno 34 morti in raid Usa Israele, 6 bambini fra le vittime

I raid di Stati Uniti e Israele nella notte e alle prime ore di questa mattina hanno provocato la morte di almeno 34 persone in Iran, inclusi almeno sei bambini, riferisce al Jazeera. Almeno 23 persone, inclusi i sei bambini, sono state uccise nella provincia di Teheran. A Qom i raid hanno provocato cinque morti e nella città meridionale di Bandar-e-Lengeh, ci sono state altre sei vittime.

Media, piano per tregua potrebbe entrare in vigore oggi, prevede riapertura Hormuz

Iran e Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità che potrebbe entrare in vigore già oggi e riaprire lo Stretto di Hormuz, ha reso noto una fonte citata da Reuters, come si legge sul sito di Israel Times. Il possibile accordo, che avrebbe la forma di un memorandum di intesa è stato definito dal Pakistan e inviato a Iran e Israele durante la notte, ha precisato la fonte, confermando quanto già anticipato da Axios, la possibilità di una intesa in due fasi con una tregua immediata seguita da un accordo complessivo.

“Tutti gli elementi devono essere concordati oggi”, ha precisato la fonte, sottolineando invece, contrariamente a quanto aveva scritto Axios, che il Pakistan è l’unico canale di comunicazioni fra le parti.

Teheran: "6 bambini morti nei raid"

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars, nella notte alcuni attacchi aerei statunitensi e israeliani hanno causato la morte di quattro bambine e due bambini di età inferiore ai 10 anni nella provincia di Teheran. L’agenzia ha precisato che nell’attacco contro una zona residenziale nella contea di Baharestan sono state uccise in totale 13 persone.

Axios, si discute cessate il fuoco di 45 giorni anche con messaggi fra Witkoff e Araghchi

Stati Uniti e Iran stanno discutendo, grazie al gruppo di Paesi mediatori (Pakistan, Egitto e Turchia), e con contatti diretti fra l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi, con scambi di messaggi, i termini di un possibile cessate il fuoco di 45 giorni che possa portare alla fine della guerra, hanno reso noto quattro diverse fonti coinvolte nelle discussioni citate da Axios, sito di notizie americano usualmente molto bene informato.

La possibilità di una tregua più breve (come chiesto da Donald Trump, che ha esteso il suo ultimatum scaduto ieri di altre 20 ore, fino a domani alle otto di sera, ndr) sono poche. E lo sforzo per estendere la tregua a 45 giorni è l’ultima possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto che includerà raid massicci contro le infrastrutture civili iraniane e una rappresaglia dopo i raid delle forze iraniane contro i siti per l’energia e la desalinizzazione dell’acqua nei Paesi del Golfo.

Ieri il presidente americano ha rivelato ad Axios che gli Stati Uniti sono coinvolti in “negoziati approfonditi” con l’Iran e che un accordo può essere raggiunto prima della scadenza dell’ultimatum. La proposta in discussione è articolata in due fasi: la prima quindi un cessate il fuoco di 45 giorni durante il quale sarebbe negoziata la fine della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso nel caso fosse necessario più tempo per i negoziati che includerebbero la riapertura dello stretto di Hormuz e una soluzione sulla questione dell’uranio altamente arricchito di Teheran, questioni su cui Teheran dovrebbe adottare misure parziali già durante la prima fase del processo.

Raid droni e missili di Teheran su Eau, detriti su Abu Dhabi provocano un ferito

I detriti di un drone iraniano intercettato dalla difesa aerea degli Emirati arabi uniti in corrispondenza della zona industriale di Abu Dhabi di Musaffah ha provocato un ferito, una persona di cittadinanza del Ghana, rendono noto le autorità locali. Anche a Fujairah le autorità locali hanno denunciato un “incidente legato a un drone lanciato contro un edificio della azienda di telecomunicazioni Du”. Ma non ci sono state vittime. Ieri nel porto di Khor Fakkan, sulla costa non lontana dall’imbocco dello stretto di Hormuz, quattro persone sono rimaste ferite in un attacco.

Axios: in corso mediazione per cessate il fuoco di 45 giorni

Secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli Stati Uniti, l’Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra. È quanto scrive Axios.

Iran: 17 morti nei raid notturni di Israele e Usa

Almeno 17 persone sono morte nei raid condotti questa notte sull’Iran da Israele e Stati Uniti: lo riferiscono agenzie di stampa legate al regime iraniano. Il bilancio più grave riguarda due condomini di Ghaleh Mir, nella regione centro-orientale del

Baharestan, dove si contano 13 vittime. Il governatore locale ha riferito che sono in corso le ricerche tra le macerie per individuare eventuali superstiti o recuperare i corpi di ulteriori vittime, ha riferito la Fars.

Un attacco contro aree residenziali nella zona est di Teheran ha causato quattro morti e sette feriti, ha riferito l’agenzia Mehr aggiungendo che nei raid tre abitazioni sono state completamente distrutte e una cinquantina di edifici sono stati danneggiati. Colpita strutture energetiche all’Università di Sharif, nel nord-est della capitale, con conseguenti blackout nella zona.

Danneggiata anche una moschea universitaria. Non c’è un bilancio ufficiale dei morti in Iran dall’inizio della guerra: dopo la prima settimana Teheran aveva riferito di 1.230 persone uccise nei raid mentre l’Ong Hrana, che si oppone al regime e ha sede negli Stati Uniti, ha parlato in totale di più di 3.400 morti, di cui 1.500 civili.

Un nuovo giorno di guerra in Medioriente, con il conflitto che non pare giungere a conclusione nel breve termine. Le forze speciali Usa hanno intanto recuperato il secondo pilota disperso in Iran dopo l’abbattimento dell’F-15E avvenuto venerdì. Lo riferisce Axios, citando fonti ufficiali Usa, per le quali sia il pilota sia l’ufficiale addetto ai sistemi d’arma sono riusciti a stabilire un contatto tramite i propri sistemi di comunicazione subito dopo essersi catapultati fuori dal velivolo. Intanto Donald Trump ha continuato a “minacciare” Teheran attraverso il suo social network “Truth”: “L’Iran si arrendi entro domani oppure bombarderemo tutto e sarà l’inferno”. A singhiozzo, intanto, i transiti nello Stretto di Hormuz e cresce l’allarme carburante a livello globale: tutti gli aggiornamenti sulla guerra, minuto per minuto, online su QdS.it

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