Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 6 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 6 luglio 2026
Punti chiave
- Israele, Knesset approva commissione inchiesta politica su 7 ottobre
- Idf: "Ucciso oggi a Gaza Fadi Daghmash, capo unità di addestramento di Hamas"
- Leiter: "I prossimi colloqui Libano-USA a Roma"
- Axios: "Netanyahu ha chiesto a Trump di tenere a freno Erdoğan"
- Libano, Aoun: "Non incontrerò Netanyahu e non scenderò a compromessi sul sud"
- Iran a Trump: "Parli con rispetto o risponderemo con altro linguaggio"
- Bismuth: "Obiettivo creare zone cuscinetto con Gaza, Libano, Siria e Iran, guerra non è finita"
- La salma di Khamenei a Qom
- Libano, oltre 90mila case danneggiate dagli attacchi israeliani nel sud
- Funerali Khamenei, oltre 34mila persone soccorse ma nessun decesso
La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato al primo voto una commissione di inchiesta politica sulle mancanze che hanno portato al massacro compiuto il 7 ottobre del 2023 da Hamas.
”Questa mattina, l’Idf ha colpito in un attacco aereo la Striscia di Gaza settentrionale eliminando il terrorista Fadi Falah Ashour Daghmash, comandante dell’Unità di addestramento dell’ala militare di Hamas”. Lo comunica il portavoce dell’Idf in una nota.
Si terrà a Roma, i prossimi 15 e 16 luglio, il nuovo round di negoziati diretti tra Israele e Libano. Lo conferma l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, durante un incontro con il Council on Foreign Relations a Washington. L’incontro si svolgerà a livello di ambasciatori, come riporta il sito di Ynet. Leiter afferma anche che il presidente libanese Joseph Aoun incontrerà l’omologo statunitense Donald Trump il 21 luglio.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe chiesto al presidente statunitense Donald Trump di tenere a freno il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e la sua “retorica” anti-Israele, alla vigilia del vertice della Nato ad Ankara. Lo scrive in esclusiva Axios citando funzionari israeliani e statunitensi a condizione di anonimato. Netanyahu avrebbe anche chiesto a Trump di non vendere sistemi d’arma che aiuterebbero la Turchia a modernizzare la sua aeronautica militare. “Netanyahu ha fatto una richiesta e il presidente l’ha ascoltata. Quindi il presidente potrebbe trasmettere” al presidente turco ”un messaggio del tipo: ‘Ehi, potresti andarci piano?’. Ma le cose stanno così”, sono le parole di un funzionario statunitense.
Il presidente libanese Joseph Aoun, intervistato dal quotidiano libanese An-Nahar, dichiara di “rifiutarsi di scendere a compromessi sul sud e di non voler incontrare Netanyahu”. Aoun, scrive il giornale libanese, non prenderà in considerazione un incontro con Netanyahu finché “continueranno gli attacchi israeliani contro i civili libanesi e le violazioni del suo territorio”.
Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, risponde alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sui negoziati. “Al presidente degli Stati Uniti che ha minacciato 91 milioni di iraniani, dico: lei, leader di una nazione senza radici, in passato ha parlato in termini simili della distruzione della millenaria civiltà iraniana. Il risultato per lei è stata la sconfitta, la disperazione e le richieste di negoziati e di un cessate il fuoco. Gli iraniani non rispondono al linguaggio delle minacce. Parli al popolo iraniano con rispetto, altrimenti le risponderemo in un altro linguaggio”, si legge nella nota.
“A Gaza il 60% (del territorio) è controllato dall’Idf. La logica è non avere più della popolazione di fronte ai gruppi ostili” e, quindi, “la creazione di una zona cuscinetto con Hamas, Hezbollah, Siria, Iran”. Sono le parole di Boaz Bismuth, deputato del Likud, partito del premier Benjamin Netanyahu, alla Knesset e capo del comitato Affari Esteri e Difesa, in un incontro con la stampa italiana al parlamento israeliano.
“A me – prosegue – la guerra non piace neanche nei film. Ma alcune volte è inevitabile. E quando tenti però di evitarla, arrivi al 7 ottobre”, spiega, sottolineando come “voglio vincere questa guerra per evitarne di altre. La mattina non mi alzo pensando ‘chi uccido oggi’, come invece leggo su alcuni giornali”.
Sul futuro, sottolinea Bismuth, “abbiamo due opzioni: o vinciamo questo conflitto, e l’Iran perde, oppure perdiamo ogni cosa. Dobbiamo essere decisi sul finire questa guerra, che non è finita, e in cui abbiamo già perso migliaia di soldati e civili. E le famiglie che protestano qui davanti (alla Knesset, ma non solo, ndr), sono una ferita che sanguinerà per molto tempo”. (Dall’inviato Lorenzo Capezzuoli Ranchi)
La salma dell’Ayatollah Ali Khamenei è arrivata stasera nella città santa di Qom, dove domani si terrà la processione funebre. Lo conferma la televisione di stato iraniana. “La salma del leader martire è arrivata a Qom”, spiega la tv statale iraniana.
Oltre 90mila case sarebbero state distrutte o danneggiate dagli attacchi israeliani nel Libano meridionale. Lo rende noto un’indagine condotta dal governo di Beirut e rilanciata dall’emittente al-Jazeera. Il costo della ricostruzione è stimato in oltre un miliardo di dollari, una somma che gli abitanti del luogo non possiedono, afferma al-Jazeera.
Oltre 34mila partecipanti hanno ricevuto assistenza medica durante i funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, senza che siano stati registrati decessi. Lo riferisce il capo dei servizi d’emergenza iraniani, Jafar Miadfar, citato dall’agenzia di stampa statale Irna.
Centinaia di migliaia di iraniani sono scesi nelle strade di Teheran per i funerali dell’ayatollah Ali Khamenei.
“Ho sentito che gli iraniani stanno molto bene. No, non stanno bene per niente. Vogliono disperatamente un accordo”. Lo sostiene il presidente statunitense Donald Trump durante il Club Lunch al Rose Garden della Casa Bianca, sottolineando che l’Iran “deve fare l’accordo giusto perché non può avere un’arma nucleare“.
Un terzo delle petroliere che ha attraversato di recente lo Stretto di Hormuz ha utilizzato la rotta omanita. Lo rivelano i dati diffusi dall’agenzia di monitoraggio marittimo MarineTraffic. In base all’ultimo aggiornamento rilanciato dalla Cnn, 108 imbarcazioni avrebbero attraversato lo stretto di Hormuz da venerdì a ieri. Di queste, 30 navi, tra cui petroliere e navi cisterna per il trasporto di Gpl, hanno seguito la rotta omanita.
Il flusso di navi attraverso il canale, dove transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas liquefatto, ha raggiunto il suo picco venerdì, con 43 attraversamenti. Sabato e ieri, secondo MarineTraffic, si sarebbero registrati rispettivamente 34 e 31 attraversamenti. Si tratta di un’attività “operativa ma frammentata”, spiegano gli analisti sottolineando che la situazione “dovrebbe essere interpretata nel contesto ancora fragile della sicurezza e della diplomazia“.
“O raggiungiamo un accordo, oppure portiamo a termine il lavoro. E non sarà difficile portare a termine il lavoro”. Così il presidente statunitense Donald Trump si esprime in merito ai negoziati sull’Iran.
“Preferirei raggiungere un accordo perché non voglio che ne risentano 91 milioni di persone – aggiunge – Possiamo abbattere i loro ponti in un’ora. Possiamo mettere fuori uso la loro rete energetica, tutte quelle grandi centrali che hanno costruito, grandi, belle e moderne. Adesso non hanno soldi. Non gli abbiamo dato niente”.
Potrebbe tenersi nella capitale pakistana Islamabad il 14 e 15 luglio un nuovo round di negoziati a livello tecnico tra Iran e Stati Uniti con la partecipazione di esperti dei due Paesi e del Pakistan come mediatore. Lo scrive il Pakistan Observer, che rilancia notizie non ancora confermate ufficialmente.
“Stiamo andando molto bene in Iran” ma “non stiamo ricevendo la copertura che meriteremmo“. A sostenerlo, dallo Studio Ovale, è il presidente statunitense Donald Trump. Non stiamo ricevendo la copertura che meriteremmo, ma abbiamo sventrato il loro esercito e il nostro Paese è forte, abbiamo il migliore esercito del mondo”, ribadisce.
In Libano, dove proseguono le operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah, dal 2 marzo si contano 4.319 morti. Lo denuncia il ministero della Salute di Beirut, come riporta l’agenzia libanese Nna. Nel Paese dei Cedri, precisano, i feriti sono 12.203.
“Le condizioni per la ricostruzione di Gaza sono tre: una pace stabile e non un cessate il fuoco temporaneo, la demilitarizzazione della zona, l’impossibilità delle milizie militari di essere organizzazioni politiche”. Sono le parole di George Deek, direttore del dipartimento del Sud Europa del ministero degli Esteri israeliano, nonché Inviato speciale per il mondo cristiano, nel corso di un incontro con la stampa italiana al ministero di Gerusalemme.
“Se c’è pace – prosegue Deek – non abbiamo intenzione di occupare o combattere, ma solo di mantenere la sicurezza dei nostri cittadini. Per questo abbiamo firmato degli accordi con Egitto, Libano e lo faremo con altri Paesi”.
Per il diplomatico poi la scelta di Hamas di trasferire le competenze di governo a una tecnocrazia, “non è una soluzione. Sta cercando di copiare il modello di Hezbollah in Libano: così, mentre la tecnocrazia può occuparsi del governo, la milizia può occuparsi” di attaccare Israele. “L’unica strada per il futuro di Gaza – conclude Deek – è il disarmo di Hamas e la demilitarizzazione della Striscia. Perché se investiamo denaro a Gaza e manteniamo Hamas, quei soldi verranno riutilizzati per riattaccarci, in un ciclo continuo”.
L’occupazione israeliana del sud del Paese sta impedendo il dispiegamento dell’esercito libanese. Lo ha detto il presidente libanese Joseph Aoun. In una dichiarazione del suo ufficio, Aoun ha sottolineato la necessità di fare pressione su Israele affinché ritiri le sue forze “perché la persistenza dell’occupazione mina la legittimità dello Stato (libanese) e impedisce all’esercito di schierarsi e di porre le basi per il raggiungimento di una pace giusta e duratura”.
Il ministero dei Trasporti iracheno ha annunciato oggi la “messa a disposizione di 400 autobus e 6 treni per il trasporto dei partecipanti al corteo funebre del martire Ayatollah Khamenei”. In una nota pubblicata dall’Agenzia di Stampa Irachena (Ina), il ministero ha affermato che “la Compagnia generale per il trasporto di passeggeri e delegazioni ha messo a disposizione 400 autobus per il trasporto dei cittadini che parteciperanno al corteo funebre della Guida Suprema della Repubblica Islamica, il martire Ali Khamenei (che Dio abbia pietà della sua anima)”.
“Tre treni – aggiunge la nota – sono stati messi a disposizione dalla Compagnia generale delle ferrovie, con partenza da Baghdad e destinazione Karbala, e altri tre con partenza da Bassora e destinazione Karbala, con la possibilità di aumentare il numero di treni per il viaggio di andata e ritorno”.
Il ministero ha esortato “tutti i partecipanti a garantire un flusso di traffico regolare, evitare assembramenti e coordinarsi con le autorità settoriali competenti per il trasporto privato”. Inoltre, ha affermato il ministero ha che “le stazioni dei trasporti nella capitale e nelle province rimarranno operativi e che verrà mantenuto un elevato livello di organizzazione per tutta la giornata dell’evento e anche successivamente”.
Un attacco israeliano contro un’auto nel sud del Libano ha causato la morte di quattro persone, tra cui tre donne, nonostante il fragile cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Lo riferiscono i media libanesi. L’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna (National News Agency) ha riferito che una preside, sua madre, una collaboratrice domestica straniera e un lavoratore siriano sarebbero rimasti uccisi quando “un drone israeliano ha preso di mira l’auto” su cui viaggiavano mentre tornavano da un sopralluogo alla loro casa di famiglia a Nabatieh al-Fawqa.
L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato visto al corteo funebre per l’addio ad Ali Khamenei. Lo riferisce la Bbc. Si tratterebbe della prima apparizione in pubblico dall’inizio della guerra contro l’Iran.
Stamani c’era anche il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, tra gli iraniani al corteo funebre per l’addio ad Ali Khamenei. Lo riferisce l’agenzia iraniana Irna. Il presidente poi si sposterà in Iraq per le cerimonie in ricordo di Khamenei previste mercoledì a Najaf e Kerbala.
Presenti alle commemorazioni in Iran anche le famiglie delle vittime della strage nella scuola di Minab, che ha portato alla morte di 175 civili, molti dei quali bambini.
Dieci navi collegate al Giappone avrebbero iniziato a lasciare lo Stretto di Hormuz dopo aver trascorso mesi bloccate nel Golfo a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Tra le navi figurano sei petroliere che trasportano 12 milioni di barili di greggio, oltre a due navi cisterna per prodotti chimici, una nave per il trasporto di veicoli e una nave portacontainer. Il carico di petrolio, imbarcato tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, comprende greggio proveniente dall’Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti e dal Qatar. Lo dice Al Jazeera, citando i dati marittimi forniti da Lseg. La maggior parte delle navi è gestita dalla compagnia di navigazione giapponese Mitsui Osk Lines.
Nel corso delle operazioni condotte nell’ultimo mese nella città di Haddatha, nel sud del Libano, le truppe israeliane hanno ucciso 20 militanti di Hezbollah e sequestrato oltre 150 armi, tra cui lanciagranate Rpg, missili anticarro e armi da fuoco. Lo riferisce l’Idf.
Le truppe della 401ª Brigata corazzata, inoltre, avrebbero distrutto circa 90 “infrastrutture terroristiche” nella città a circa 10 chilometri a nord del confine con Israele.
Nessuna traccia della Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, mentre nella Repubblica Islamica prosegue l’omaggio al padre, Ali Khamenei. Rimane quindi il mistero sulle sue effettive condizioni di salute dopo i raid in cui è rimasto ucciso il padre. All’ultimo saluto ad Ali Khamenei hanno partecipato ieri altri tre figli dell’ayatollah, Mostafa, Masoud e Meysam.
Hamas si dice pronta a sciogliere l’organo di governo che ha controllato la Striscia di Gaza per quasi due decenni. Sarebbe una svolta importante per il gruppo e per la sua strategia in Medio Oriente.
Secondo un recente sondaggio del Jewish People Policy Institute, il 60% degli israeliani credono che vi sia un “concreto e reale” rischio di guerra civile in Israele. Circa la metà degli intervistati, poi, si dicono pessimisti sul futuro. Lo riporta Al Jazeera.
Il capo della magistratura iraniana Gholamhossein Ejei ha parlato alla TV di Stato chiedendo vendetta contro le “azioni criminali da parte del nemico” (referendosi agli USA).
Il ministro della Difesa israeliano Katz sostiene che il suo Paese ha assassinato Ali Khamenei per aver presumibilmente ideato un “piano per distruggere Israele” e minaccia di “eliminare” qualsiasi leader iraniano che intenti una missione simile. Lo riporta il canale israeliano Channel 13, citato da Al Jazeera.
Almeno quattro palestinesi sarebbero stati uccisi e altri sedici feriti in un attacco di droni israeliani contro un veicolo lungo la strada costiera di al-Rashid, nella zona di Mawasi a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti mediche dell’ospedale Nasser e dell’ospedale Al-Hilal.
Non ci sarà pace in Libano senza che l’Iran svolga un ruolo di stabilizzatore in Medio Oriente. A sostenerlo è il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf durante un incontro a Teheran con Muhammad Fneish, un alto funzionario di Hezbollah.
Il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf sostiene che l’Iran rimane in profondo disaccordo con gli Stati Uniti nonostante il memorandum d’intesa firmato di recente, la cui attuazione viene descritta come “difficile, ma possibile”.
“Uccideremo Trump“. La minaccia appare su uno striscione portato al funerale di Ali Khamenei. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasmin.
Secondo l’agenzia di stampa Tasmin, sarebbero “milioni” i partecipanti al corteo funebre dell’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. L’agenzia definisce anche l’evento “il più grande raduno pubblico della storia recente del Paese“.
Mentre si svolgono i funerali di Ali Khamenei, gli Stati Uniti portano avanti i negoziati con l’Iran volti a riaprire completamente lo Stretto di Hormuz, a smantellare il programma nucleare iraniano e chiudere la guerra. I colloqui dovrebbero rimanere sospesi fino a dopo la sepoltura dell’ex Ayatollah.
Iniziata a Teheran la processione funebre per il defunto leader supremo dell’Iran, Ali Khamenei e dei tre membri della sua famiglia uccisi nei primi raid israelo-statunitensi lo scorso 28 febbraio. Lo ha annunciato la televisione di Stato. “Il corteo funebre per il venerato corpo dell’Imam e leader martirizzato è iniziata pochi momenti fa nella capitale”, ha scritto su Telegram l’Islamic Republic of Iran Broadcasting (Irib), aggiungendo che “sta partecipando un’enorme folla di persone in lutto”.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Dolore e rabbia contro gli Usa nella Grande Moschea dove sono in corso i funerali di Ali Khamenei, una prova di potere del regime che giura “vendetta” e “morte all’America”. Nelle cerimonie funebri che dureranno 6 giorni sono attese circa 20 milioni di persone. Mojtaba Khamenei, figlio dell’Ayatollah ucciso il 28 febbraio scorso all’inizio della guerra, vorrebbe esserci per la tumulazione prevista per il 9 luglio. Subito dopo, secondo Al Arabiya, l’11 luglio dovrebbero riprendere i negoziati con gli Usa in Pakistan.
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