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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Vicini ad accordo di pace. Iran non produrrà armi nucleari”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump: “Vicini ad accordo di pace. Iran non produrrà armi nucleari”
Foto da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran, USA, Israele e in Libano: news in diretta, aggiornamenti su morti, feriti e negoziati e su cosa sta succedendo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 7 giugno 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 7 giugno 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 7 giugno 2026
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 7 giugno 2026.
Inizio diretta: 07/06/26 07:00
Fine diretta: 08/06/26 00:00
Ghalibaf: "Blocco navale e raid a Beirut rendono asset Usa e Israele obiettivi legittimi"

L’Iran minaccia di colpire interessi americani e israeliani in Medio Oriente in risposrt ai raid dell’Idf oggi nella periferia meridionale di Beirut che avrebbero avuto il “via libera” di Washington che continua ad imporre il blocco navale. “Il blocco navale imposto all’Iran e il via libera dato oggi dagli Stati Uniti al regime sionista rendono le basi e le infrastrutture americane e del regime nella regione obiettivi legittimi”, ha dichiarato il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalib, Presidente del Parlamento di Teheran.

Trump: "Con Netanyahu andiamo molto d'accordo, in disaccordo su un paio di cose"

“Andiamo molto d’accordo”. Così Donald Trump descrive la sua relazione con Benjamin Netanyahu affermando di essere in sintonia con il premier israeliano sulla guerra con l’Iran, arrivata al 100mo giorno, ammettendo però di “essere in disaccordo con lui su un paio di cose”, con un riferimento al conflitto in Libano. “Siamo grandi alleati, abbiamo fatto dei numeri con un certo Paese che non dà altro che problemi da 47 anni”, ha detto ancora riferendosi all’Iran nell’intervista con “Meet the press”.

Libano, deputato iraniano: "Daremo risposta decisa a attacchi Israele a Beirut"

“Daremo una risposta decisa e dolorosa all’attacco del regime sionista ai sobborghi di Beirut”. È quanto ha scritto su X Ebrahim Rezaei, deputato del Parlamento iraniano e portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera.

Trump: "Con Netanyahu andiamo molto d'accordo, in disaccordo su un paio di cose"

“Andiamo molto d’accordo”. Così Donald Trump descrive la sua relazione con Benjamin Netanyahu affermando di essere in sintonia con il premier israeliano sulla guerra con l’Iran, arrivata al 100mo giorno, ammettendo però di “essere in disaccordo con lui su un paio di cose”, con un riferimento al conflitto in Libano. “Siamo grandi alleati, abbiamo fatto dei numeri con un certo Paese che non dà altro che problemi da 47 anni”, ha detto ancora riferendosi all’Iran nell’intervista con “Meet the press”.

Federazione calcistica iraniana: "In quale parte del mondo nazionale entra nel Paese il giorno prima?"

A Tijuana, città di confine con gli Stati Uniti, le misure di sicurezza sono state rafforzate in vista dell’arrivo della squadra, come riportato dell’Afp. Soldati della Guardia Nazionale pesantemente armati erano schierati fuori dallo stadio dove la nazionale iraniana si sarebbe allenata, così come fuori dall’hotel in cui avrebbero alloggiato. In questo Mondiale, co-organizzato da Stati Uniti, Messico e Canada, la squadra dovrebbe giocare la sua prima partita il 15 giugno a Los Angeles.

Secondo l’ambasciatore iraniano in Messico, intervenuto in una conferenza stampa a Tijuana sabato, la nazionale dovrà entrare e uscire dagli Stati Uniti “lo stesso giorno” delle partite. Tuttavia, il portavoce della Federazione calcistica iraniana aveva precedentemente affermato che i giocatori sarebbero arrivati sul suolo americano un giorno prima della prima partita e due giorni prima per le partite successive. E domenica, il presidente della Federazione, Mehdi Taj, ha accennato alla televisione iraniana alla possibilità di entrare nel Paese il giorno prima delle partite. “In quale parte del mondo una nazionale può entrare nel Paese ospitante solo il giorno prima della partita?”, ha esclamato in un video trasmesso dall’agenzia di stampa ufficiale Irna.

“Il signor Trump dovrebbe rispondere a questa domanda: se l’allenatore e l’addetto stampa non sono presenti, chi dovrebbe partecipare alla riunione di coordinamento pre-partita?”, ha chiesto Amir Mahdi Alavi, portavoce della Federazione calcistica iraniana, in un’intervista televisiva, aggiungendo di aver inviato una lettera alla Fifa. L’Iran è stato uno dei primi Paesi a qualificarsi per i Mondiali, ma la sua partecipazione è stata messa in discussione dopo i raid aerei israelo-americani del 28 febbraio. L’incertezza sull’ottenimento dei visti ha costretto la nazionale a spostare il proprio campo base da Tucson, in Arizona, a Tijuana. La squadra rimarrà lì per tutta la durata del torneo.

Mondiali 2026, nazionale iraniana arriva in Messico tra incertezze sui visti

La nazionale di calcio iraniana è arrivata in Messico, dove si sta allenando in vista dei Mondiali, dopo che Washington ha negato i visti ad alcuni membri dello staff tecnico. “Saremmo dovuti arrivare la settimana scorsa perché un fuso orario di 12 ore richiede due settimane di acclimatamento”, ha dichiarato il commissario tecnico Amir Ghalenoei al suo arrivo all’aeroporto di Tijuana. “Normalmente in queste competizioni, prima delle questioni tecniche, devono essere rispettate le considerazioni etiche e umane, e questo non è avvenuto nel nostro caso”, ha aggiunto.

L’aereo della “Team Melli” è atterrato a Tijuana intorno alle 5:00 del mattino (12:00 GMT). Dopo mesi di incertezza sulla sua partecipazione, la nazionale iraniana sarà al centro della diplomazia di questi Mondiali in Nord America: mai prima d’ora una nazione partecipante al torneo si era trovata in guerra con il Paese ospitante. I giocatori e lo staff tecnico sono sbarcati dall’aereo in un aeroporto sorvegliato da moltissimi militari, pattugliato da soldati della Guardia Nazionale messicana, dove li attendeva un piccolo gruppo di tifosi che sventolavano bandiere iraniane. La squadra, che disputerà due partite della fase a gironi a Los Angeles e una a Seattle, gareggerà in circostanze del tutto insolite.

Permangono dubbi sui permessi di ingresso negli Stati Uniti per i giocatori iraniani, con le autorità iraniane che citano procedure diverse. L’amministrazione statunitense ha rilasciato i visti ai giocatori, ma non a tutti i membri dello staff tecnico. A circa quindici membri della delegazione è stato negato l’ingresso, tra cui il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ex membro del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, un’organizzazione considerata terroristica da Washington. “Purtroppo, ad alcuni membri chiave dello staff tecnico, che svolgono un ruolo molto importante per la squadra, è stato negato il visto”, ha lamentato il giocatore Ehsan Hajsafi.

Libano, Trump: "Non chiedo che conflitto sia incluso in accordo con l'Iran"

Donald Trump chiede ad Israele di condurre raid “più chirurgici” contro Hezbollah ma non chiede che il conflitto in Libano sia incluso nell’accordo di pace con l’Iran. “Assolutamente no, non lo sto chiedendo”, ha detto nell’intervista con Meet the press su Nbcnews. “Penso che a loro piacerebbe, ma non lo sto chiedendo”, ha aggiunto il presidente americano che già in precedenza ha detto che vorrebbe “separare” le discussioni sul Libano dai negoziati per un accordo con l’Iran, mentre invece Teheran continua a collegare i due conflitti.

Libano, deputato iraniano: "Daremo risposta decisa a attacchi Israele a Beirut"

“Daremo una risposta decisa e dolorosa all’attacco del regime sionista ai sobborghi di Beirut”. E’ quanto ha scritto su X Ebrahim Rezaei, deputato del Parlamento iraniano e portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera.

Trump: "Non mi piacciono guerre infinite, questa non è una guerra infinita"

“Non ho garantito che non ci sarebbero state guerre, perché altrimenti avrei costruito l’esercito più forte del mondo?”. Così Donald Trump nell’intervista a “Meet The Press”, andata in onda oggi su Nbcnews, ha negato di aver mai promesso che noi avrebbe coinvolto gli Stati Uniti in nuove guerre, promessa che è stata centrale della campagna elettorale del 2024. “Non mi piacciono le guerre infinite”, ha poi aggiunto spiegando quindi il tipo di conflitto a cui si opponeva e difendendo quello avviato il 28 febbraio scorso contro l’Iran. “Questa non è una guerra infinita, questa va avanti da tre mesi”, ha affermato.

Libano, Trump: "Vorrei raid più chirurgici contro Hezbollah"

Donald Trump chiede ad Israele raid “più chirurgici” contro gli obiettivi di Hezbollah in Libano. “Vorrei che il Libano avesse una vita migliore. Vorrei vedere un attacco più mirato contro Hezbollah. Penso che dovrebbe essere più chirurgico”, ha detto Donald Trump nell’intervista a Nbcnews mandata in onda oggi, ma registrata venerdì scorso.

Secondo gli ultimi dati ufficiali, i raid aerei israeliani sul Libano hanno ucciso più di 3.560 persone dall’inizio del nuovo conflitto, il 2 marzo scorso. Sul fronte israeliano, secondo l’esercito, sono stati uccisi 29 soldati e un contractor civile in Libano.

Libano, raid Idf su Beirut: 2 morti e 11 feriti

È di almeno due morti e 11 feriti il primo bilancio di un raid aereo sferrato da Israele contro sobborghi a sud di Beirut, considerati roccaforte di Hezbollah. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna.

Trump: "Siamo molto vicini ad accordo di pace"

L’Iran e gli Stati Uniti sono ”molto vicini” al raggiungimento di un accordo di pace. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump intervistato dall’emittente Nbc. Ci sono ancora “un paio di punti” di disaccordo, che “non sembrano nemmeno punti importanti”, ha aggiunto Trump affermando che l’Iran ha già accettato una clausola in cui si impegna a non sviluppare armi nucleari. Il presidente americano ha però precisato di volere che l’Iran rinunci anche al diritto di acquisire tali armi in altri modi. L’Iran ha opposto “un po’ di resistenza e poi non l’ha più fatto”, ha aggiunto.

Trump: "Mai parlato con Mojtaba Khamenei ma partecipa a processo per accordo"

Il presidente americano Donald Trump ha spiegato di ”non aver mai parlato direttamente” con la nuova Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ma ha confermato che il leader iraniano ”partecipa al processo per arrivare a un accordo” che metta fine alla guerra. Intervistato dalla Nbc, Trump ha definito Mojtaba Khamenei ”più razionale rispetto al padre” Ali Khamenei, ucciso in un raid aereo su Teheran il primo giorno della guerra lo scorso 28 febbraio. Trump ha anche descritto Mojtaba Khamenei come un uomo coraggioso. ”E’ ferito piuttosto gravemente. Quindi c’è coraggio in lui. Molte persone, se fossero ferite così gravemente, non parlerebbero di, sai, ‘Come stiamo andando con gli Stati Uniti?’. Avrebbero altre cose per la testa. Quindi c’è un certo coraggio in quest’uomo. Ma è ferito molto seriamente”, ha affermato il presidente americano.

La nuova leadership iraniana è “più razionale e molto intelligente”, ha proseguito Trump, ribedendo di essere aperto a colloqui diretti con la nuova Guida Suprema. “Lo farei se lui lo volesse – ha detto Trump – ma non gli ho mai parlato direttamente”.

Trump: "Asset congelati e sanzioni? ne parleremo dopo, se si comportano bene"

“Verrà dopo, se si comportano bene, se fanno un buon lavoro, inizieremo a parlarne”. Così Donald Trump, nell’intervista a ‘Meet the Press’ di Nbcnews, ha detto che non è disposto a sbloccate asset iraniani congelati o revocare sanzioni prima del raggiungimento di un accordo complessivo. Trump ha ripetute le sue note critiche a Barack Obama per aver consegnato del denaro contante all’Iran, che era il rimborso per una vendita di armi mai andata in porto, poco prima che si firmasse l’accordo sul nucleare.

Trump: "Dopo accordo aiuteremo Teheran a smaltire uranio arricchito"

Gli Stati Uniti collaboreranno con l’Iran per recuperare e smaltire l’uranio altamente arricchito a sua diposizione una volta che verrà raggiunto un accordo tra Washington e Teheran per porre fine alla guerra iniziata lo scorso 28 febbraio. Ma se un accordo non verrà raggiunto, gli Stati Uniti indeboliranno ulteriormente l’esercito iraniano recuperanno da sole l’uranio. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump in una intervista alla Nbc.

“Se raggiungiamo un accordo che ci dia ragione, collaboreremo. Useremo la nostra attrezzatura” e ”porteremo via e distruggeremo” l’uranio, ”che sia in loco o che la portiamo altrove”, ha detto Trump. Ma ”non permetteremo che qualcuno ci spari addosso, ok?”, ha aggiunto il presidente amrricano. ”Se non raggiungiamo un accordo, elimineremo militarmente in modo molto duro” le scorte di uranio, ha sottolineato.

Libano, Netanyahu: "Continuiamo offensiva nel sud, Hezbollah in ritirata"

Benjamin Netanyahu afferma che le forze israeliane stanno continuando la loro offensiva nel Libano meridionale: “li stiamo colpendo con forza e sappiamo che Hezbollah è in ritirata”, ha detto il premier israeliano aprendo la riunione settimanale del gabinetto di governo, avvisando che Israele risponderà con forza ad ogni attacco.

“Non permetteremo che vi sia fuoco diretto contro i nostri territori e comunità e agiremo di conseguenza”, si sente dire il premier in un video diffuso dal suo ufficio, in cui si ribadisce che continuano le operazioni per smantellare le infrastrutture di Hezbollah nei villaggi vicini al confine. La dichiarazione arriva alcune ore dopo che le Idf hanno reso noto di aver intercettato due razzi lanciati contro il Israele, il primo lancio di Hezbollah da quando è entrato in vigore un cessate il fuoco rinnovato la scorsa settimana.

Netanyahu ha detto che le forze israeliane hanno eliminato 350 terroristi solo nella scorsa settimana lodando la presa del castello di Beaufort, “dove abbiamo scoperto una vasta infrastruttura sotterranea”, si legge su Times of Israel.

Libano, raid Idf su Beirut, colpita roccaforte Hezbollah

L’esercito israeliano ha condotto raid aerei su Beirut, colpendo in particolare i quartieri a sud della capitale libanese. La zona, nota come Dahiyeh, è considerata come la roccaforte di Hezbollah. Gli attacchi hanno preso di mira i centri di comando di Hezbollah. Secondo una fonte libanese, un appartamento nel quartiere di al-Marijah a Dahiyeh è stato attaccato.

Libano, Israele emette ordine di evacuazione per Tiro in vista di nuovi raid

Israele ha emesso un nuovo ordine di evacuazione per i cittadini di Tiro, nel sud del Libano, a causa dell’intensificarsi degli scontri tra le forze israeliane e Hezbollah. L’avviso riguarda i residenti dei quartieri e degli accampamenti che circondano la città, situata sulla costa a nord della zona occupata dalle forze israeliane. Israele ha affermato che l’evacuazione dei residenti è necessaria a causa della violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Hezbollah.

Hezbollah non ha aderito all’accordo di cessate il fuoco e lo ha respinto finché l’esercito israeliano rimarrà in Libano.

Teheran, 1,5-2 milioni di dollari per ogni nave che passa da Hormuz

Nella situazione attuale l’Iran riceve in media da 1,5 a 2 milioni di dollari per ogni nave che attraversa lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa Fars News Mohsen Zanganeh, membro della commissione bilancio e pianificazione del Parlamento di Teheran. I soldi, ha spiegato, vengono depositati nelle casse dello Stato in base a quanto prevede la legge di bilancio e vengono spesi in settori specifici. Alcuni pagamenti non sono stati effettuati in contanti, ma tramite la criplovaluta US Tether o tramite baratto, spiega la Fars.

Ministro Interni Pakistan vede Araghchi, consegnata lettera Munir per Khamenei

Il ministro degli Interni del Pakistan, Mohsin Naqvi, ha incontrato a Teheran il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e gli ha consegnato un messaggio per la Guida suprema Mojtaba Khamenei da parte del capo di Stato maggiore di Islamabad Asim Munir.

Lo riportano i media iraniani, sottolineando che durante l’incontro Naqvi e Araghchi hanno discusso di questioni di interesse comune. Tra questi la sicurezza delle frontiere e l’agevolazione degli scambi commerciali, la stabilità regionale e gli sforzi diplomatici in corso per allentare le tensioni tra Stati Uniti e Iran e la crisi dello Stretto di Hormuz. Il Pakistan è il principale mediatore tra Washington e Teheran nella crisi in corso.

Media, Usa verso l'invio dei beni congelati da Teheran ai Paesi Golfo per riparazioni postbelliche

Il governo degli Stati Uniti sta valutando la possibilità di reindirizzare i beni iraniani che sono congelati verso gli stati del Golfo perché li possano usare per la ricostruzione postbellica e le riparazioni dei danni causati dagli attacchi sferrati dall’Iran. Lo ha affermato una fonte a conoscenza della questione alla Reuters, come riporta il sito di Haaretz. La fonte ha spiegato che il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha incaricato un team di valutare i costi dei danni già inflitti dall’Iran agli alleati del Golfo. Inoltre, ha aggiunto la fonte, gli Stati Uniti prenderanno in considerazione l’utilizzo di beni iraniani anche per riparare eventuali danni futuri.

La rivelazione è giunta dopo che Mohsen Rezaee, consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ha dichiarato alla Cnn che un accordo di pace per porre fine alla guerra dipendeva dallo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati dagli Stati Uniti.

Teheran, "Problema principale in negoziati è posizione contraddittoria Usa"

Il problema principale nei negoziati tra l’Iran e gli Stati Uniti sono le posizioni mutevoli e contraddittorie di Washington. Lo ha dichiarato, in un’intervista con la Cnn a Teheran, Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano. “Il problema principale nel negoziare con questa amministrazione è che bisogna affrontare continui cambiamenti di posizione, obiettivi che si spostano di continuo, dichiarazioni diverse, osservazioni contraddittorie da parte di funzionari diversi, il che rende l’intero processo molto complicato”, ha affermato Baghaei.

Ci sono diversi punti critici, ha aggiunto, “ma la questione principale è che gli americani devono capire che devono riconoscere i diritti dell’Iran”, incluso il suo diritto all’arricchimento nucleare pacifico in base al trattato internazionale di non proliferazione.

Sparatorie in Israele, un morto e diversi feriti in sospetto attacco terroristico

Una serie di sparatorie si sono registrate in varie località del centro di Israele, nella regione di Sharon, dove una persona è stata uccisa e altre quattro sono rimaste ferite. Lo ha reso noto la polizia, che sospetta si tratti di un attacco terroristico coordinato. Il sito di Ynet afferma che uno dei sospettati della sparatoria è stato neutralizzato. La polizia è alla ricerca di altri sospetti.

Haaretz precisa che non sono state fornite informazioni sull’identità dell’attentatore o sul possibile movente e non è stato specificato se gli episodi fossero collegati tra loro.

Il Times of Israel spiega che le tre zone dove sono avvenute le sparatorie si trovano vicino alla barriera di sicurezza Cisgiordania. Le Idf hanno confermato a Ynet che Forze speciali e squadre dello Shin Bet sono state inviate nella regione di Sharon. Un portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) ha dichiarato che “le forze sono arrivate a Sal’it e Tzuk Yitzhak, dove il terrorista è stato neutralizzato. Le forze stanno perlustrando la zona alla ricerca di altri terroristi”.

Un allarme per infiltrazione terroristica è stato lanciato nella città di Tzur Yitzhak. Agli abitanti della città è stato ordinato dai militari di rimanere chiusi in casa fino a nuovo avviso. L’attacco, avvenuto in tre diverse località della zona, vicino alla barriera di sicurezza della Cisgiordania.

Mondiali di calcio, l'Iran dovrà entrare e uscire dagli Usa in 24 ore il giorno della partita
Idf, ucciso comandante cellula elite Nukhba di Hamas

L’esercito israeliano ha annunciato di avere ucciso il comandante cellula elite Nukhba di Hamas

Idf: "Intercettati due razzi dal Libano verso il Nord di Israele"

L’esercito israeliano (Idf) ha riferito di aver intercettato due razzi lanciati da Hezbollah verso il nord di Israele

Libano, Hezbollah rivendica attacchi ai centri di comando di Israele

Hezbollah ha affermato di aver attaccato con droni “centri di comando” israeliani nella città libanese di Naqoura. A riportarlo è Al Jazeera. I miliziani sciiti hanno inoltre rivendicato attacchi contro truppe israeliane nella città di Haddatha e vicino il castello di Beaufort.

Stretto di Hormuz, gli Usa abbattono altri due droni iraniani

Continua a salire la tensione tra Iran e Usa nello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi marittimi più strategici al mondo per il commercio energetico globale. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver abbattuto altri due droni d’attacco iraniani che, secondo Washington, rappresentavano una minaccia per il traffico marittimo internazionale nell’area.

“In data odierna, le forze statunitensi in Medio Oriente hanno abbattuto due droni d’attacco iraniani che minacciavano il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz”, ha riferito il Centcom in un messaggio pubblicato sul social X, ribadendo che le forze americane restano pronte a “continuare a difendersi dall’aggressione iraniana”.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano: le ultime notizie

I negoziati tra Teheran e Usa rimangono in fase di stallo e nel frattempo il conflitto continua. Le forze armate americane hanno attaccato postazioni radar iraniane a Goruk e sull’isola di Qeshm, a scopo difensivo. Il Centcom ha confermato di aver anche abbattuto quattro droni iraniani lanciati verso Hormuz. 

Trump ha informato i mediatori che i negoziati con l’Iran non devono durare più dei 60 giorni concordati e che Teheran deve rispondere rapidamente. Lo ha riferito l’emittente Al Arabiya citando proprie fonti ben informate, mentre la deadline dei 60 giorni sta per scadere. Secondo Al Arabiya, inoltre, sono stati compiuti progressi sulla questione dei beni iraniani congelati, ma restano divergenze su quanto denaro debba essere sbloccato e quando.

Per quanto riguarda la questione Libano Hezbollah sembrerebbe aver accettato un cessate il fuoco, sebbene i dettagli di questo accordo rimangano poco chiari. Questo quanto riferito ad Haaretz da una fonte libanese non coinvolta nei colloqui ma informata sulla questione da alti funzionari libanesi. “Hanno più o meno accettato di cessare le ostilità se Israele lo farà”, ha affermato la fonte, sottolineando peraltro come sia forte in Libano la preoccupazione per la potenziale fragilità del cessate il fuoco, anche in considerazione della situazione politica israeliana e delle imminenti elezioni del 2026. Preoccupa anche il rischio che il presidente statunitense Donald Trump possa essere distratto da altri eventi nei prossimi mesi, ha aggiunto. Sempre oggi, una fonte israeliana, citando rappresentanti libanesi, ha riferito ad Haaretz che Hezbollah avrebbe accettato i termini del cessate il fuoco. In un discorso tenuto oggi, il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha però respinto l’idea di una tregua.

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