Chiudono gli hub vaccinali a Catania, prorogati i contratti dei lavoratori

Hub vaccinali di Catania, chiusura definitiva e proroga contratti lavoratori

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Hub vaccinali di Catania, chiusura definitiva e proroga contratti lavoratori

Giuseppe Bonaccorsi  |
martedì 05 Aprile 2022 - 18:39

Entro il prossimo 19 aprile si concluderà l'iter per la chiusura definitiva dei cinque hub che hanno operato nella provincia etnea: Catania, Acireale, Battiati, Misterbianco, Bronte

Lotta alla pandemia: sta per concludersi una pagina che verrà scritta nei libri di storia. Entro il prossimo 19 aprile, subito dopo le festività di Pasqua si concluderà l’iter per la chiusura definitiva dei cinque hub che hanno operato nella provincia etnea, quelli di Catania in contrada Forcile, di Acireale, Battiati, Misterbianco e Bronte. Per tempo – fa sapere l’ufficio del commissario – verranno indicati i centri dell’Asp dove sarà garantita quella poca immunizzazione che ancora si fa su tutto il territorio.

Liberti visiterà tutti i siti

Entro quella data, fa sapere lo staff del commissario, Pino Liberti, che resterà in carica almeno fino alla fine del mese secondo una proroga disposta per circolare regionale, tutti i grandi centri saranno definitivamente chiusi e smantellati ponendo fine a spese milionarie ormai non più giustificabili.

Pino Liberti
Pino Liberti, commissario Covid provincia di Catania

Già  tecnici ed operai sono al lavoro negli hub di Misterbianco e Battiati e anche nelle altre strutture si è al lavoro per concludere tutte le procedure. Liberti ha fatto sapere che gradatamente si recherà in tutti i centri per ringraziare tutto il personale, da quello sanitario sino a quello logistico, per gli sforzi profusi contro la pandemia. Liberti non ha mai fatto mistero nell’elogiare questo personale che, ha più volte dichiarato “ha operato senza mai guardare l’orologio. Per questo tutti i cittadini dovrebbero essergli riconoscenti”.

Rinnovo dei contratti sino alla fine dell’anno

La circolare dell’assessorato, oltre a prevedere la proroga del mandato per i commissari anti Covid delle tre città metropolitane ha previsto il rinnovo, sino alla fine anno, di quasi tutti i contratti sull’isola dei all’incirca 9mila addetti, tra medici, infermieri, informatici…co.co.co assunti a tempo determinato con contratto che è scaduto lo scorso 31 marzo.

Vaccinazioni in picchiata

Nessuno, almeno finora, ha capito sino in fondo come verrà utilizzato il personale prorogato, visto e considerato che l’emergenza, soprattutto negli ospedali, è quasi scomparsa e, quanto alle dosi di vaccini effettuate ogni giorno, siamo nell’ordine di numeri irrisori perché, come una fonte dell’Asp catanese spiega “la maggior parte degli adulti si è vaccinata, quella parte che non lo ha fatto finora non si vaccinerà mai e anche sul fronte delle immunizzazioni dei più piccoli siamo ormai su numeri ininfluenti ed è difficile che i genitori cambino opinione”.

Iacobello: “Enigma Shanghai”

E a proposito di emergenza negli ospedali sono le parole del direttore delle malattie infettive del Cannizzaro, Carmelo Iacobello a rassicurare: “Nei nostri reparti ormai vediamo raramente pazienti affetti da polmoniti bilaterali gravi e quelle in cui ci imbattiamo, uno, due, si riscontrano su soggetti anziani, fragili e non vaccinati”.

carmelo iacobello
Carmelo Iacobello

Iacobello, comunque, invita la popolazione a non abbassare del tutto la guardia. E fa riferimento a quanto sta accadendo a Shanghai, enorme città della Cina, dove all’incirca 26 milioni di persone sono state poste in lockdown stretto.

“Non sappiano cosa stia accadendo in Cina in questi giorni – aggiunge – . Tutte le notizie che arrivano da quel paese sono sempre difficili da interpretare. Probabilmente al momento sono nel pieno di una ondata pandemica di Omicron 2 o la recentissima XE, ma forse la verità vera è che il loro vaccino, quello cinese, non è risultato molto efficace nella battaglia al virus. Quindi con una recrudescenza di una nuova variante i rischi per i fragili possono diventare seri. Comunque sino a notizie certe  vale la pena per tutti i Paesi restare in guardia, perché una nuova variante più patogena delle precedenti non è da escludere del tutto”.

Giuseppe Bonaccorsi

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