I bambini alla guida dei genitori senza No - QdS

I bambini alla guida dei genitori senza No

Margherita Montalto

I bambini alla guida dei genitori senza No

martedì 03 Gennaio 2023 - 10:23

È sempre più difficile interagire in una società in cui l’aggressività dilaga

È sempre più difficile interagire in una società in cui l’aggressività dilaga; a pagarne sono i bambini, gli adolescenti ai quali si restituiscono esempi non costruttivi. Il ruolo della famiglia e della scuola è determinante, ma spesso solo la scuola non può farcela dinanzi a modelli di comportamento che costituiscono l’esempio educativo di una famiglia. I bambini riportano nello scambio con gli altri coetanei i vissuti della propria famiglia, e per l’età non sono in grado di attivare filtri. Ciò che è autorizzato in famiglia diventa la base di vita.

Nella scorsa puntata di questa rubrica, si è cercato di tracciare alcuni aspetti di comportamenti che diventano disfunzionali se la famiglia per “sedare lo spirito ribelle del bambino” lo asseconda con “premietti”, che in tal senso non sono educativi.

Le richieste, i comportamenti dei bambini sono espressione manifesta di incapacità genitoriale a soddisfare le richieste di affetto, di ascolto, di attenzione, di apprezzamento. Si entra in un vortice, in un labirinto da cui non è facile uscire qualora si presentasse l’esigenza di effettuare dei correttivi educativi. L’evoluzione affettiva che il bambino ha sviluppato nei primi anni di vita verso l’adolescenza, determina la sua sana crescita.

I genitori che colpevolizzano e definiscono difficili, irrequieti, ribelli, ingovernabili questi bambini dovrebbero chiedersi se si è spiegato il perché di un “No”, il perché del “Non si può”. Quei genitori che tendono a “trascinare” i propri figli, strattonandoli e cercando di farli adattare a situazioni che sono enormi per un bimbo, proiettando su di essi il loro vissuto, le frustrazioni, le ambizioni si sorprendono se il bambino reagisce ed “è strano, non parla, si è chiuso in sè”.

Non sempre i bambini si esprimono con le parole, pertanto è molto difficile per questo genere di genitore leggere i loro silenzi o il loro “chiasso”. Proteggere il minore è un dovere umano e sociale, e siamo responsabili della sua formazione, della personalità e della costruzione del sé.

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