I costi esorbitanti della burocrazia - QdS

I costi esorbitanti della burocrazia

Fleres Salvo

I costi esorbitanti della burocrazia

mercoledì 04 Novembre 2020 - 00:00
I costi esorbitanti della burocrazia

Costa alle imprese italiane circa 30 miliardi di euro l'anno

Secondo gli ultimi dati ufficiali forniti dal centro studi della Confartigianato di Mestre, la burocrazia costa alle imprese italiane circa 30 miliardi di euro l’anno. Anche in questo importante e delicato settore il Sud risulta essere particolarmente penalizzato, rispetto al Nord, dato che, con i suoi 8.125 euro per azienda, registra costi globalmente superiori di oltre 200 milioni di euro, in relazione alla media nazionale, che è pari a 7.900 euro ad azienda.
Se la statistica fosse stata fatta in termini temporali, piuttosto che monetari, avremmo potuto constatare come il costo per singola impresa, in questo caso, si aggiri intorno alle 20 giornate lavorative: assolutamente insopportabile, soprattutto per le realtà produttive di dimensione più contenuta, cioè la maggioranza! Le imprese che si occupano di ristorazione, poi, in questa drammatica statistica molto italiana, sono quelle maggiormente colpite da ciò che potremmo ironicamente definire “burovirus”, vale a dire quel particolare virus istituzionale che provoca la “burocratite”, un male che può portare persino la morte!

Per le aziende in questione, infatti, si tratta di spendere in “carte”, timbri, autorizzazioni, concessioni e certificati, oltre 11.100 euro l’anno. La cifra, per fortuna, scende per il settore del commercio, con 7.381 euro l’anno e per quello manifatturiero, che si ferma a quota 5.800 euro circa. Certo, la situazione non appare tra le più felici, anche perché gli imprenditori, soprattutto al Sud, non navigano in buone acque, nemmeno in termini fiscali e di mercato: ma forse questo importantissimo particolare sfugge a chi amministra il Paese da dietro una scrivania. Ad ogni modo, parlare di burocrazia in questi termini potrebbe apparire generico, quindi, per non cadere nell’errore, mi permetto di formulare una domanda retorica quanto esemplificativa: quale investitore sarebbe mai disponibile a rischiare il proprio capitale in una situazione del genere? Fino a quando la risposta sarà nessuno il nostro Paese non avrà reali prospettive di crescita, soprattutto se, ai costi ed ai tempi della burocrazia, si dovranno aggiungere quelli della giustizia, quelli del credito e quelli della sicurezza!

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