I media terrorizzano i cittadini, Governo ubriaco ritorni alla realtà - QdS

I media terrorizzano i cittadini, Governo ubriaco ritorni alla realtà

Carlo Alberto Tregua

I media terrorizzano i cittadini, Governo ubriaco ritorni alla realtà

giovedì 29 Ottobre 2020 - 00:00

L’ultimo Dpcm del 25 ottobre, successivo ad altri due a distanza di pochi giorni, dimostra una sorta di ubriacatura da parte di questo Governo, perché non riesce a mettere sui due piatti della bilancia, da un canto la questione sanitaria e la prevenzione necessaria, dall’altro la catastrofe economica che sta colpendo il Paese, soprattutto nella parte meridionale.
Intanto vi è la questione statistica che terrorizza i cittadini, vale a dire i numeri che ogni giorno vengono propagandati da televisioni, quotidiani e media sociali. Tali numeri sembrano catastrofici, ma in effetti non lo sono perché essi dovrebbero separare nettamente i contagiati che si ammalano e quelli che continuano a stare perfettamente bene.
Secondo il professore Giorgio Palù: “Il 95% dei positivi è asintomatico. Chiudere tutto? No, basta con l’isteria”. I dati statistici, dunque, dovrebbero riferirsi ai veri ammalati, non a quelli finti, cioé coloro che non hanno alcun sintomo e che stanno bene, seppure debbano stare in isolamento per evitare di contagiare gli altri.

Nell’isteria generale e nel terrorismo che i media diffondono continuamente, violando il principio etico dell’equità, è sfuggito che i cittadini che vanno in giro non hanno alcun obbligo di portare seco il modulo di autocertificazione. Quando vengono fermati dalle forze dell’ordine, sono queste che devono fornire tale modulo da riempire seduta stante.
La seconda questione falsa diffusa dai media riguarda l’obbligo di mascherina all’aperto. In effetti, non vi è alcun obbligo di indossare la mascherina all’aperto se “garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi” (articolo 1, comma 1, Dpcm 24/10/20).
Non condividiamo quasi nulla di ciò che scrive Travaglio. Tuttavia nell’editoriale del 25 ottobre ha posto tre questioni condivisibili: 1) Hanno chiuso i ristoranti, ma la ressa vera è sui mezzi pubblici che dovevano essere potenziati. 2) Costringere tutti a rientrare prima nelle case fa aumentare la convivenza e quindi la probabilità di contagio. 3) Aver chiuso bar e ristoranti, dove gli spazi e gli avventori sono controllati, ha di fatto trasferito nelle strade le persone, come ha trasferito nelle strade gli alunni che non vanno più nelle classi controllate, ma stanno in giro. Valutate quanto sopra.
In Cina è stata eliminata la fame e la povertà, 300 milioni di cinesi stanno bene o sono ricchi. In Usa ed in Italia i poveri si sono invece raddoppiati. In Cina, nel 2030 il Pil supererà quello degli Usa. L’Italia, secondo il Fondo monetario internazionale, negli ultimi vent’anni si è collocata al 170° posto su 180 paesi per crescita del Pil .
Siamo ancora del parere che questa democrazia senza regole, dove tutti dicono tutto e dove uno vale uno, sia ancora il miglior modo che un popolo deve adottare?
Per la scuola il Governo si è preoccupato di comprare i banchi con le rotelle che rovinano la schiena dei ragazzi, stabilire protocolli, adeguare rigorosi e necessari controlli, ma non ha fatto la cosa più importante e cioé indirizzare i professori verso un insegnamento che faccia crescere la coscienza morale e il senso della collettività degli allievi, senza delle quali la Nazione non si evolve; per crescere e far crescere gli alunni ci vogliono ordine e metodo.

L’app “Immuni” è stata un fallimento perché sembra sia stata scaricata da qualche milione di possessori del feticcio, ma in effetti il tracciato è stato utilizzato da poche centinaia di persone.
Si tratta di un’applicazione inefficace perché non è correlata da indicazioni sul cosa fare in caso di contagio. Non aiuta a muoversi, non dà indicazioni effettive.
In Cina un’applicazione analoga indica addirittura col verde o col rosso quando si possa entrare in un qualunque locale pubblico. È vero che là i cittadini (1,4 miliardi) sono di fatto controllati minuto per minuto e metro per metro. Ma perché, noi con Google, Apple, Facebook ed altre reti non siamo forse controllati metro per metro? Smettiamola di prenderci in giro.
In nome di una cosiddetta libertà, che ormai non c’è più, e in nome di una cosiddetta privacy vengono emanate norme che non servono a niente salvo che a gettare nel terrore le persone ignoranti, che purtroppo sono la grande maggioranza.
Ci auguriamo che il Governo smaltisca presto la sbornia, faccia riaprire tutti i pubblici esercizi e indichi la strada della fiducia nel futuro. I cittadini non sono sudditi!

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