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I rantoli di Zelensky contro Ue incapace

I rantoli di Zelensky contro Ue incapace

Firmare una pace possibile

La guerra russo-ucraina non è quasi più all’ordine del giorno e, quando se ne parla, quotidiani e televisioni relegano le notizie in fondo. I toni drammatici usati negli anni precedenti stanno sparendo dall’orizzonte dell’informazione europea e nazionale, quasi come se le torture, le pene e le vessazioni che sta subendo la popolazione ucraina non ci interessassero più. Insomma, siamo alle solite: l’informazione si dirige verso fatti che interessano ai centri di potere, in questo caso le industrie delle armi, quelle farmaceutiche e i gruppi finanziari, i quali preferiscono che quella guerra non sia più all’attenzione delle popolazioni occidentali, in modo che essi possano continuare a effettuare ampie forniture e con esse aumentare i loro fatturati e i loro profitti.

Zelensky e le richieste alle cancellerie europee

Il povero presidente dell’Ucraina ed ex attore comico, Volodymyr Zelensky, continua a girare come una trottola tutte le cancellerie europee chiedendo cose impossibili, con ciò lasciando massacrare la sua popolazione dai missili e droni russi.

Invasione russa e ricostruzione dell’Ucraina

Il prossimo 24 febbraio saremo giunti alla scadenza del quarto anno da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina da parte dell’armata russa e il disastro assume sempre di più proporzioni enormi, per cui da più parti si quantifica che le somme necessarie per la ricostruzione di quel territorio oscillano fra i quattrocento e i seicento miliardi. Gran parte di questa distruzione si sarebbe potuta evitare se solo Zelensky avesse avuto i piedi per terra e avesse firmato il trattato di pace del 10 marzo 2022, quattro anni fa. L’allora ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, si incontrò ad Antalya, in Turchia, con il suo omologo russo, Sergej Lavrov, per parlare di “una soluzione complessiva sostenibile per l’Ucraina”. Qual era questa soluzione? Quella di far diventare quel Paese neutrale e come fosse un cuscinetto, sul modello svizzero. Naturalmente, l’Accordo prevedeva che: “L’Ucraina non sarebbe entrata nella Nato in quanto Stato permanentemente neutrale e non nucleare, rinunziando a qualsiasi intenzione di aderire ad alleanze militari o di consentire basi o truppe militari straniere sul suo territorio”.

Accordo di pace 2022 e ruolo delle industrie belliche

L’accordo di pace era esaustivo, ma evidentemente questa pace non interessava né alle industrie delle armi statunitensi né a quelle europee, per cui fu boicottato, facendo balenare nella mente di Zelensky l’ipotesi che l’Ucraina avrebbe vinto la guerra. Uno dei negoziatori ucraini, Oleksandr Chalyi, confermava che la trattativa era molto vicina alla pace già a metà aprile del 2022.
In questo quadro, l’Unione europea ha provato invano a sostenere Zelensky, mandando alcuni suoi capi di governo in Ucraina, ricevendo continuamente nei propri gabinetti lo stesso Zelensky, facendo proclami e imponendo le sanzioni alla Russia, che hanno poi danneggiato gli europei anche a causa dell’aumento del costo dell’energia, che ha quindi rallentato l’economia europea.

Responsabilità politiche e distruzione del Paese

Dunque, all’inizio della guerra vi erano le possibilità di chiuderla subito, senza arrivare alla distruzione di metà di quel Paese e soprattutto senza far soffrire enormemente quella popolazione. Una situazione tremenda, di cui hanno responsabilità i centri di potere prima indicati, i quali hanno influenzato i governi corrispondenti, deboli e incapaci di affrontare con obiettività la situazione.

Donbass e trattative nei palazzi dell’Onu

In atto, i negoziatori continuano a parlarsi per arrivare a un risultato e vi è un assoluto punto fermo, cioè che la Russia intende inglobare tutto il Donbass, sul quale vive gran parte della popolazione di origine russa.
Premesso che la colpa di tutta questa situazione è del dittatore Vladimir Putin, continuare a farsi bombardare è un comportamento irresponsabile da parte di Zelensky, il quale avrebbe dovuto pensare alla realtà, come la salute e il benessere della popolazione ucraina.
Abbiamo notizie che i negoziatori più fattivi si vedono tutti i giorni nei palazzi dell’Onu di Ginevra, come ci ha riferito la sua direttrice generale russa, Tatiana Valovaya, nel forum pubblicato il 23 febbraio 2023. Ma anche in altre sedi si discute di questa pace, che prima o dopo arriverà: una pace possibile e non una pace giusta.