Google ci prova, fa la sua mossa e lancia la sfida a Mac pubblicando l’applicazione nativa della propria intelligenza artificiale Gemini per sistemi operativi macOS. E così, l’ambiente Apple accoglie ufficialmente un nuovo protagonista nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa.
Giusto, quindi, ricordare come Apple abbia già Siri come intelligenza artificiale natia la cui prima versione risale al lontano – a livello informatico – 2011 e il suo debutto sui sistemi operativi Mac su iOS 5 risale all’anno successivo. Da qui si evince la voglia di sfida con l’altro colosso americano. Quasi al limite della provocazione.
Non più una semplice estensione del browser ma un software ottimizzato
Google compie un passo decisivo per portare i propri modelli linguistici direttamente nel cuore della produttività desktop. Non si tratta più di una semplice estensione del browser ma di un software ottimizzato che punta a trasformare l’interazione tra l’utente e il sistema operativo, posizionandosi come un’alternativa concreta e immediata alle soluzioni già integrate nei dispositivi della Mela.
L’integrazione tecnica
L’integrazione tecnica si manifesta principalmente attraverso l’introduzione di una finestra mobile e di una scorciatoia da tastiera dedicata, identificata nella combinazione dei tasti Opzione e Spazio. Questa scelta progettuale permette di richiamare l’assistente in qualsiasi momento, sovrapponendolo alle altre applicazioni aperte senza interrompere le attività in corso.
Fluidità superiore rispetto alla versione web
La natura nativa del software garantisce una fluidità superiore rispetto alla precedente fruizione via web, consentendo una gestione più rapida delle richieste che spaziano dalla sintesi di documenti complessi alla generazione di codice o contenuti creativi, tutto all’interno di un ambiente di lavoro fluido.
Una mossa strategica di Google
Oltre alle funzionalità testuali, l’applicazione sfrutta le capacità multimodali di Gemini per analizzare i contenuti presenti sullo schermo o caricare file direttamente dal Finder. Il posizionamento di Google all’interno di macOS rappresenta una mossa strategica nel più ampio contesto della competizione tra i giganti tecnologici.
La disponibilità dell’app su Mac conferma la volontà di Mountain View di rendere l’intelligenza artificiale uno strumento onnipresente e trasversale, capace di adattarsi alle abitudini professionali degli utenti indipendentemente dall’hardware utilizzato.
L’app Gemini per macOS è disponibile senza costi in tutte le lingue e in tutti i Paesi in cui è supportata l’app Gemini. Richiede macOS Sequoia (15.0) o versioni successive.
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