Roma, 10 mar. (askanews) – “Fare per imparare, lavorando allo sviluppo dell’IA con una visione internazionale”. È questo l’approccio che deve guidare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, secondo quanto è emerso dal convegno “Fare per imparare. Etica e formazione nell’era dell’intelligenza artificiale”, organizzato dall’Osservatorio Internazionale per l’Intelligenza Integrale, l’Etica e il Valore Pubblico e promosso da Formez, PUA e CSI Piemonte, tenuto a Roma, presso la sede della Pontificia università Antonianum, con la partecipazione dei vertici accademici della Mississippi State University.
“L’IA non può essere gestita esclusivamente in ambito nazionale ma servono regole, investimenti e progetti condivisi non solo a livello europeo ma globale – è il risultato del confronto – perché le nuove tecnologie non si fermano alle frontiere. Solo con una sperimentazione permanente e una cooperazione internazionale l’Italia potrà trasformare l’IA in crescita concreta, competenze diffuse e benefici per cittadini e imprese”. Si è parlato del ruolo dell’IA nel lavoro pubblico, dell’approccio europeo all’IA act e della visione statunitense, del sistema dei dati chiusi, dell’importanza della visione internazionale, anche rispetto all’idea del bias.
“Il nostro Osservatorio internazionale nasce col crisma dell’universalità”, ha commentato il Presidente del Formez, Giovanni Anastasi: “Il ‘fare per imparare’ ben si sposa con le nuove tecnologie, non nasce da situazioni teoriche, bensì – ha aggiunto – dalla logica della sperimentazione. Non parte dal presupposto di conoscere a priori i limiti di quanto occorre imparare, piuttosto sa avventurarsi in qualcosa che può sorprenderci e completarci: il mondo dell’Intelligenza artificiale è questo”.
Andrea Bizzozero, Decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum, ha spiegato che “il confronto internazionale odierno conferma che l’Osservatorio nasce come luogo di convergenza culturale e scientifica, laboratorio di pensiero critico e di discernimento interdisciplinare, capace di orientare le trasformazioni digitali alla luce dell’etica, della responsabilità e della dignità umana”.
“E molto importante questo questa iniziativa perché l’intelligenza artificiale trascende quelle che sono le barriere geopolitiche e perché il dialogo è il pilastro della democrazia”, ha dichiarato Mimmo Parisi della Mississippi State University: “Inoltre, per noi, è molto utile comprendere come un altro Paese affronta le incognite legate all’uso dell’IA, che dovremmo affrontare in futuro”.
Per Giovanni Rubino, direttore del personale, organizzazione e Digital campus del CSI Piemonte, “l’Osservatorio rappresenta un’opportunità importante per connettere ricerca, tecnologia e bisogni della Pubblica Amministrazione”.

