Milano, 10 apr. (askanews) – Riflettori puntati sull’anteprima di Vinitaly che domani, 11 aprile, alle Gallerie Mercatali di Verona, avrà la sua vernice ufficiale con la 15esima edizione di OperaWine, alla presenza dei ministri Francesco Lollobrigida (Agricoltura) Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) e Gianmarco Mazzi (Turismo), oltre a Matteo Zoppas, presidente ITA – Italian Trade Agency, Damiano Tommasi, sindaco di Verona, Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona insieme con i vertici di Veronafiere: Federico Bricolo (presidente), Barbara Ferro (Ad) e Gianni Bruno (Dg vicario).
Nei calici dell’evento prologo del 58esimo Salone internazionale dei vini e dei distillati che andrà in scena dal 12 al 15 aprile, riservato a operatori e stampa nazionale e internazionale, 150 etichette per altrettante aziende (tra griffe storiche ed emergenti tra cui 45 debutti) selezionate da Wine Spectator, partner di Veronafiere/Vinitaly nell’unico evento organizzato dall’influente magazine al di fuori degli Stati Uniti.
Una selezione, quella proposta da Wine Spectator per questa edizione, che riflette l’evoluzione qualitativa del panorama vitivinicolo nazionale rappresentato a OperaWine da tre categorie: “Legacy Icon” (31 aziende protagoniste sin dalla prima edizione nel 2012), “Classic” (69 cantine leader nei rispettivi territori) e “New Voices”, 50 cantine fondate a partire dal 1990 capaci di interpretare storia, qualità e rinnovamento.
Tra le scelte di Wine Spectator per Vinitaly OperaWine 2026, firmate da Jeffery Lindenmuth (executive editor), Alison Napjus (senior editor e tasting director) e Bruce Anderson (senior editor) presenti a Verona, primeggiano i vini rossi con 114 referenze, affiancati da 28 bianchi fermi, 7 spumanti e un vino dolce. Sul fronte territoriale, la selezione conferma la Toscana al primo posto con 48 vini, seguita da Piemonte (24), Sicilia (15) e Veneto (12), delineando così una geografia produttiva fortemente radicata nelle principali aree vocate del Paese.

