Roma, 15 set. (askanews) – Domenica 27 settembre torna Acetaie Aperte, l’appuntamento alla scoperta dell’Aceto Balsamico di Modena IGP e dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, delle persone che li producono e del territorio nel quale hanno origine. La manifestazione è stata presentata questa mattina nella Sala di Rappresentanza del Comune di Modena, alla presenza del Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, di Giovanni Bertugli, dirigente del Comune di Modena, dei rappresentanti dei due Consorzi di tutela e degli operatori coinvolti nell’iniziativa, tra cui la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena di Spilamberto ed il Modena Belcanto Festival.
Promossa da Le Terre del Balsamico, consorzio di secondo livello che unisce il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena e il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, l’edizione 2026 coinvolgerà 43 acetaie e realtà del territorio, distribuite tra Modena e numerosi comuni della provincia. Per un’intera giornata, aziende, acetaie familiari, acetaie comunali e luoghi della cultura balsamica apriranno le proprie porte proponendo visite guidate tra vigneti, mosto in cottura, batterie di botti, travasi e rincalzi, insieme a degustazioni, abbinamenti gastronomici e attività pensate per pubblici differenti.
Nell’edizione 2026 accanto alle tradizionali visite e degustazioni saranno proposte esperienze come lo yoga in vigna, la musica dal vivo, masterclass dedicate alle diverse età del Balsamico, degustazioni alla cieca, cocktail a base di Aceto Balsamico di Modena, incontri tra Balsamico e cucina internazionale, esposizioni di automobili storiche e percorsi tra orti botanici, lavandeti, vigneti e antiche botti di famiglia.
“Acetaie Aperte dimostra concretamente quanto sia importante fare sistema per promuovere Modena e le sue eccellenze – ha sottolineato Enrico Corsini, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena – Lavorare insieme ci consente di costruire un racconto unitario, nel quale l’Aceto Balsamico di Modena dialoga con l’agricoltura, la ristorazione, l’ospitalità, la cultura e le altre produzioni rappresentative della provincia”.
Nel corso della presentazione è stata evidenziata anche l’importanza crescente del turismo enogastronomico per la promozione dei prodotti locali. L’esperienza diretta consente infatti di comunicare il valore delle denominazioni in maniera più immediata e coinvolgente, favorendo una maggiore consapevolezza sulla qualità, sull’autenticità e sull’origine delle produzioni. La manifestazione diventa così un invito a esplorare la provincia di Modena attraverso itinerari che uniscono acetaie, centri storici, paesaggi rurali, ristorazione, produzioni agroalimentari e luoghi culturali.

