Il carburante fa la differenza. Lo stupidario verde: treno contro aereo - QdS

Il carburante fa la differenza. Lo stupidario verde: treno contro aereo

Carlo Alberto Tregua

Il carburante fa la differenza. Lo stupidario verde: treno contro aereo

sabato 13 Luglio 2019 - 00:00

I verdi d’Europa, stimolati dalla giovane Greta Thunberg, hanno lanciato una campagna priva di senso, cioè: “Prendete il treno al posto dell’aereo”. Quel furbone del presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha preso la palla al balzo, per farsi credere un ambientalista, facendo disporre al suo governo una norma che entrerà in vigore il prossimo primo gennaio.

Con essa viene stabilito un balzello, fra 3 e 18 euro, a carico di ogni biglietto aereo in partenza dagli aeroporti d’Oltralpe. Tale balzello sarà destinato genericamente al risanamento ambientale, senza specificare mezzi, modi e fini.

L’opinione pubblica vuole essere accontentata, quindi gli si può gabellare qualunque notizia perché tanto la diffusa ignoranza consentirà di berla senza analisi critica.

Perché tutto questo rumore per nulla? La risposta è nei fatti: l’ignoranza diffusa nella testa dei cittadini impedisce loro di valutare in modo obiettivo gli accadimenti con la conseguenza che abboccano all’amo dei blablatori, qualunque cosa dicano.

L’aereo e il treno sono dei contenitori che si muovono in base all’energia nella loro pancia: quindi l’analisi che fanno codesti verdi contro l’aereo e a favore del treno è completamente destituita di fondamento.
Tuttavia, il “verde” Macron calvalca l’ignoranza dei cittadini, anche perché sotto questo profilo è in una botte di ferro. Infatti, è poco noto all’opinione pubblica italiana che in Francia l’energia è prodotta soprattutto da centrali atomiche, attive nella misura di numero diciannove (19).
La conseguenza è che la stessa energia costa un terzo in meno di quella italiana, con l’ulteriore effetto di mettere fuori gioco il nostro sistema imprenditoriale.
Ma i verdi francesi non hanno mai battuto ciglio contro l’energia nucleare. In Italia, invece, a suo tempo armarono le barricate per fermare le centrali che si stavano costruendo.
Quando in Europa, anche sotto questo profilo, la competitività è inquinata, risulta del tutto evidente che le popolazioni penalizzate non possono competere con quelle favorite. Questa non è l’Unione che sogniamo.
Torniamo ai contenitori “treno” e “aereo”: l’energia con cui camminano è in parte di provenienza fossile e in parte vegetale, salvo la Francia di cui abbiamo scritto prima. Gli aerei in massima parte consumano cherosene proveniente dalla raffinazione del petrolio, ma vi sono parecchie compagnie, fra cui la British airways, che utilizzano il biocherosene anche proveniente dalla trattazione dei rifiuti, per esempio nell’impianto “Green Sky”, costruito alla foce del Tamigi, da una compagine formata anche da aziende italiane.
Il treno utilizza energia elettrica, in massima parte prodotta dalla raffinazione del petrolio, che alimenta le centrali e fa girare le turbine. è vero che vi sono alcune centrali ad acqua, ma sono quasi tutte piazzate intorno alle Alpi. Poi vi è qualche centrale che sta usando prodotti vegetali per fare muovere gli ingranaggi, ma si tratta di quantità ancora modesta.
Da quello che scriviamo, dunque, si deduce che non è il treno o l’aereo ad inquinare ma il tipo di carburante che esso consuma.

Vorremmo chiedere ai sapientoni verdi che spingono per utilizzare il treno piuttosto che l’aereo quale differenza vi sia sul piano dell’inquinamento, quando il treno consuma energia proveniente dal petrolio e l’aereo consuma carburante della stessa origine.
La vera guerra che si dovrebbe fare è proprio a quest’ultimo prodotto e non al mezzo che lo usa. Perché, così facendo, si sposta l’attenzione dell’opinione pubblica da un bersaglio vero rispetto all’altro falso.
Per diminuire l’inquinamento dell’atmosfera bisogna abbandonare totalmente il carbone, usatissimo in Cina, oppure utilizzare processi di raffinazione che lo rendano inoffensivo sul piano delle emissioni.
Idem per il petrolio. Ma la vera soluzione sta nell’usare in toto i rifiuti solidi urbani, il solare, l’eolico ed altri, per realizzare quella circolarità dell’economia che tanti propugnano a parole, ma che non viene messa in atto.
In Sicilia si producono 2,2 milioni di tonnellate di rifiuti-carburante: è criminogeno non usarli mentre inquinano interi territori.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684