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Il “Cavallo di Troia” di La Vardera: presenta emendamento fake e l’Ars… lo approva! Dagnino: “Inaccettabile”

Il “Cavallo di Troia” di La Vardera: presenta emendamento fake e l’Ars… lo approva! Dagnino: “Inaccettabile”
Assemblea Regionale Siciliana

L’inchiesta del programma “Piazza Pulita” svela grazie all’inganno di Ismaele La Vardera come avvengano le approvazioni in ARS

Incredibile, ma vero. L’Ars negli scorsi giorni avrebbe approvato un emendamento presentato dal deputato Ismaele La Vardera basato sul…nulla. La cifra finanziata è addirittura di un milione di euro “in favore dei Comuni che risultano dotati di ‘ambiti di coordinamento territoriale intersettoriale’, istituiti nell’ambito dei piani comunali di assetto organizzativo”. Cosa vuol dire? Niente, solo burocratese, il linguaggio oscuro che spesso utilizza il legislatore per nascondere le sue reali intenzioni.

L’inganno dell’emendamento fake di Ismaele La Vardera

L’uso di questa lingua inesistente è voluto perché è il tramite di un emendamento fake approvato dall’Assemblea Regionale Siciliana per la finanziaria. La vicenda sarà al centro dell’inchiesta di Danilo Lupo che andrà in onda a Piazzapulita nella puntata di stasera, giovedi 15 gennaio, alle 21,15 su La7.

L’inviato del programma condotto da Corrado Formigli ha ricostruito l’intera vicenda che svela le logiche con cui vengono destinati i fondi della Regione Siciliana. La proposta di modifica è stata presentata appositamente dal deputato regionale Ismaele La Vardera, un modo per dimostrare che l’Ars assegna le risorse non in base all’utilità reale per il territorio, ma in base ad accordi trasversali: in questo caso La Vardera ha finto di stringere un accordo con il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’assemblea si è accodata votando lo stanziamento milionario all’emendamento farlocco. E così, come sottolinea il firmatario del testo, la “supercazzola di La Vardera è diventata legge“.

La replica di Dagnino

Sulla vicenda dell’emendamento fake di La Vardera, definito “supercazzola” dallo stesso deputato, si è espresso l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, che in una nota commenta: “L’emendamento non è stato votato autonomamente, ma inserito in un articolo complesso di matrice parlamentare, composto da numerosi commi e rubricato ‘contributi agli enti locali‘ sul quale il governo, rappresentato in aula da me, non ha espresso alcun parere”. L’assessore Dagnino ritiene necessario smentire con fermezza le dichiarazioni rese dal rappresentante di Controcorrente, “in quanto del tutto prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione istituzionale e professionale”.

“È categoricamente falso – aggiunge l’assessore – che l’onorevole La Vardera mi abbia sottoposto l’emendamento ‘due giorni prima’ della seduta, ma ciò è avvenuto solo nella notte del 20 dicembre 2025, durante la fase finale dell’approvazione del ddl di Stabilità regionale 2026-2028, senza alcun margine utile per una disamina approfondita oltre al controllo formale immediato”.

D’altra parte – specifica la nota della Regione sulla vicenda – “l’emendamento, pur essendo inserito nel fascicolo d’aula, rientrava in un insieme di oltre 5.000 emendamenti e non era stato oggetto di particolare attenzione, ‘anche alla luce delle ridotte probabilità politiche di approvazione e della limitata rilevanza’”.

“Non è accettabile – conclude l’assessore – la tesi secondo la quale l’iniziativa di La Vardera dimostrerebbe che nel Parlamento regionale ‘possa passare di tutto’, purché frutto di accordi politici o che vi sia superficialità nell’attività legislativa. L’unico fatto provato da La Vardera è invece lo stile del tutto irrispettoso delle istituzioni con il quale questi si è approcciato all’alta funzione democratica per la quale è stato eletto. Grazie al serio lavoro del Parlamento e del governo regionale la legge approvata contiene importanti misure per oltre 1,5 miliardi di euro e il successo dell’orditura del deputato di Controcorrente, per un valore pari allo 0,0006% del totale, dimostra soltanto la sua capacità ingannatoria grazie alla quale ha indotto il Parlamento a distogliere la somma di un milione di euro da altri più nobili fini”.