Il centro storico di Augusta senza acqua potabile da 80 giorni - QdS

Il centro storico di Augusta senza acqua potabile da 80 giorni

Luigi Solarino

Il centro storico di Augusta senza acqua potabile da 80 giorni

sabato 11 Gennaio 2020 - 00:00
Il centro storico di Augusta senza acqua potabile da 80 giorni

Con l’ordinanza n. 49 del 25 ottobre la sindaca Cettina Di Pietro ne aveva disposto il divieto. Enormi disagi per 10.000 cittadini. Il 14 gennaio convocato Consiglio comunale straordinario

AUGUSTA – Ad Augusta sono trascorsi già 80 giorni da quando la sindaca, Cettina Di Pietro, ha disposto, con l’ordinanza n° 49 dello scorso 25 ottobre, il divieto nell’area del centro storico di “utilizzo dell’acqua per usi potabili, per l’incorporazione negli alimenti e come bevanda” consentendone l’uso solo per fini igienici.

Detta acqua proviene da un pozzo, ubicato nei giardini pubblici, la cui camicia avrebbe subito perforazioni con conseguenti infiltrazioni di argilla. Questo è il motivo per cui, aprendo i rubinetti, i cittadini hanno notato la fuoriuscita di acqua torbida. Le ultime analisi effettuate su campioni prelevati lo scorso 12 dicembre, hanno escluso la presenza di batteri coliformi ma hanno evidenziato la presenza di valori superiori al limite imposto dal D.Lgs. 31/01 di cloruri.

Il problema della non potabilità dell’acqua sta creando enormi disagi ai circa 10 mila cittadini augustani che risiedono nel centro storico e nel quartiere Terravecchia-Paradiso, costringendoli a servirsi di grandi quantità di acqua imbottigliata, con conseguenti spese, per cucinare e lavare gli alimenti.

Grave la situazione anche per i titolari di ristoranti, pizzerie e panifici che operano nell’isola di Augusta. L’amministrazione comunale, dinanzi a questa emergenza, ha mostrato qualche pecca. Infatti ha diffuso le notizie sul problema acqua soltanto attraverso il sito internet del Comune ed i social come “Telegram”, non considerando che molti cittadini, specialmente quelli più anziani, sono sprovvisti di internet o di smartphone. Inoltre ha provveduto ad un servizio di approvvigionamento di acqua, tramite autobotti, soltanto parecchi giorni dopo che si era presentato il problema.

Il Comune, ha successivamente, provveduto ad allacciare la rete idrica con un pozzo d’acqua di privati (pozzo Tringali) la cui portata non è sufficiente a soddisfare l’approvvigionamento idrico di tutta l’isola. Difatti si è mischiata l’acqua del nuovo pozzo con quella inquinata del pozzo dei giardini pubblici. Due cittadini, Manuel Mangano e Francesco Disano, stanno portando avanti, da giorni, lo sciopero della fame fino a quando la situazione non si sarà normalizzata.

I 12 consiglieri comunali dell’opposizione hanno chiesto “La convocazione di un Consiglio comunale urgente e straordinario, con la presenza anche di un esponente dell’Asp di Siracusa, avente per tema l’aggiornamento e i chiarimenti sulla situazione idrica del centro storico, ma anche le prospettive e la programmazione di riduzioni e risarcimenti per gli utenti”. Detto Consiglio è stato convocato per il prossimo 14 gennaio alle ore 18,30.

Il 9 gennaio l’Amministrazione comunale ha provveduto ad affiggere dei manifesti per rendere noti gli sviluppi della vicenda ed ha posto degli avvisi sulle fontanelle pubbliche con scritto “Acqua non potabile”. Infine il Comune ha reso noto, attraverso “Telegram”, che “E’ stata ultimata l’installazione di un elettropompa che permetterà di portare l’acqua della condotta che serve il quartiere Borgata al quartiere Isola. Dai prelievi effettuati in diversi punti dell’isola, i campioni di acqua risultano a vista privi di residui ed apparentemente limpidi. Tuttavia, nell’attesa dei nuovi risultati delle analisi, resta ancora in vigore l’ordinanza di non potabilità, per cui l’acqua non può essere ingerita nè incorporata negli alimenti, ma può essere utilizzata per tutti gli altri usi sanitari”.

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