Si spacca, ancora una volta, forse definitivamente, il centrodestra in Sicilia. E lo fa con un comunicato durissimo.
«La nomina di Alessandro Aricó – persona rispettabilissima – ad assessore alla Formazione alla vigilia delle elezioni anministrative non è solo inopportuna da un punto di vista politico ma conferma, qualora ve ne fosse bisogno, la deriva presa da Musumeci che sceglie ancora una volta il modello dell’uomo solo al comando piuttosto che il dialogo con chi lo ha eletto e sostenuto».
Cosi, in una nota firmata da Nino Minardo (Prima l’Italia), Gianfranco Miccichè (FI), Massimo Dell’Utri (Noi con l’Italia) e Roberto Di Mauro (Autonomisti). Dunque, praticamente tutta la coalizione.
La nomina
Aricò è stato nominato assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale, con provvedimento firmato dal presidente della Regione Nello Musumeci. Aricò assume le stesse deleghe che aveva il professore Roberto Lagalla, dimessosi il mese scorso per candidarsi a sindaco di Palermo.
Scintille Meloni-Salvini
Continuano dunque le scintille a distanza tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni anche nell’ultima settimana di campagna elettorale per le Comunali. Il centrodestra si presenta in coalizione in 21 sui 26 capoluoghi di provincia al voto, ma le tensioni che hanno animato le divisioni delle ultime settimane non appaiono sopite.
E il segnale arriva dal segretario leghista che, nelle diverse interviste rilasciate quando mancano tre giorni alla chiusura della campagna, tiene a rimproverare gli alleati di Fratelli d’Italia, colpevoli, a suo giudizio, di aver scelto la ‘corsa solitarià in alcune città.
Tra i nodi più urgenti c’è la ricandidatura di Nello Musumeci alle Regionali siciliane d’autunno, sostenuta da FdI e osteggiata dai vertici locali di FI e Lega. Sullo stesso tavolo, FdI vorrebbe mettere il negoziato sulla ricandidatura del leghista Attilio Fontana, su cui Salvini si è sbilanciato nei giorni scorsi ma Meloni ancora non si esprime ufficialmente.

