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Il femminile tra identità e medium, “Fimmini di Fora – Visti di Intra” apre a Palazzo della Cultura

Il femminile tra identità e medium, “Fimmini di Fora – Visti di Intra” apre a Palazzo della Cultura
La Mostra a Palazzo della Cultura

La mostra dell’artista catanese Arianna D’Urso ha portato in città oltre una decina di opere con al centro il tema del femminile nella società odierna.

“Fimmini di Fora – Visti di Intra” è stata inaugurata a Catania con un’ottima partecipazione di pubblico. La mostra dell’artista catanese Arianna D’Urso ha portato in città oltre una decina di opere in cui la femminilità conserva la sua dimensione ancestrale, si avvicina all’esoterico e rivendica la propria insofferenza nei confronti di una società che ancora oggi non rispetta “l’altra metà del cielo”.

Chi è Arianna D’Urso

D’Urso è un’artista eclettica, impegnata nel sociale e da circa un decennio attiva anche nell’organizzazione del festival del fumetto a Palermo. Con la pittura mantiene però un rapporto diretto e personale, che negli ultimi mesi ha trovato una produzione particolarmente intensa, tale da completare la gran parte delle opere esposte a Catania nei primi mesi del 2026.

“Ho imparato a sorridere mentre bruciavo dentro: ora le fiamme le dipingo”

“Ho imparato a sorridere mentre bruciavo dentro. Ora quelle fiamme le dipingo” è il claim che accompagna la mostra e che sintetizza il percorso dell’artista. “Questa frase parla della sofferenza che ho tenuto dentro, soprattutto nell’ultimo periodo, ma che mi accompagna da sempre, e che ho deciso di evolvere in forma artistica”, spiega. “L’arte mi ha accompagnata fin da bambina, è stata sempre il mio sfogo, il mio mondo”. Nelle opere emerge una forte componente identitaria. L’Etna, l’elefante simbolo della città, le arance. Accanto a questi elementi si sviluppano figure femminili mitiche, in una dimensione che l’artista descrive come istintiva. “Mi è stato detto di essere una medium, dipingo e non vedo cosa faccio, è come se cadessi in una sorta di trance – ha raccontato l’artista – Produco sul pavimento perché mi piace sentirmi radicata”.

Arte ed impegno sociale

Il lavoro artistico si intreccia con l’impegno sociale. D’Urso opera con giovani con fragilità psichiatriche e ha aveva anche aperto un centro antiviolenza a Riposto. “L’attenzione verso il femminile nasce dalla necessità di raccontare il dolore del femminile nella storia”, sottolinea, evidenziando anche le difficoltà riscontrate sul piano istituzionale: “Non sempre le donna hanno ascolto, manca quel senso di giustizia che per me è fondamentale. L’ho potuto notare proprio durante l’esperienza del centro antiviolenza”. Tra le opere, “Trauma” restituisce in modo diretto il tema della ferita interiore. “Rappresenta la ferita presente all’interno di ognuno di noi”, spiega l’artista. Un segno che attraversa l’intera produzione, insieme alla difficoltà di stabilire un punto di chiusura: “Non riesco a capire quando un’opera è completa e quando no”. Con questa mostra D’Urso ha scelto di superare un certo “distacco” nei confronti della tela, sperimentando anche formati di grandi dimensioni. “Ho voluto osare e andare contro la timidezza che ho verso di lei realizzando un quadro di 2 metri e 45. L’ho dipinto in due settimane” ha spiegato.

Il focus di Arianna D’Urso resta sul femminile, mentre il maschile compare solo in parte: “Mi interessa, ma non mi sento ancora pronta a elaborarlo pienamente. In questo momento sono molto immersa nel femminile, anche per una necessità personale di raccontarlo, per quella dimensione quasi di trance e per la connessione che avverto con le donne catanesi. Se dovessi continuare a raccontare qualcosa oggi, sceglierei ancora il femminile”. L’inaugurazione si è conclusa con una serie di performance: Irene Scuderi alla chitarra, Maria Santamaria, Bianca Dirnea e Costanza Scalia al canto. La ballerina Veronica Cesarato e Rossella Motta hanno accompagnato i momenti scelti per l’inaugurazione di “Fimmini di Fora – Visti di Intra”.

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