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Il Festival di Sanremo “sale” al Colle, Mattarella: musica pop è cultura

Il Festival di Sanremo “sale” al Colle, Mattarella: musica pop è cultura

Prima volta per il cast del Festival. Pausini: facciamo musica non guerra

Roma, 13 feb. (askanews) – Il Festival di Sanremo “sale” al Colle. Oggi per la prima volta il cast del 76esimo festival della canzone italiana è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica. E Sergio Mattarella non poteva scegliere parole più gradite di quelle che ha pronunciato davanti a Carlo Conti, Laura Pausini e ai cantanti in gara: “la musica leggera, la musica pop fa parte del patrimonio culturale italiano” e “dà un contributo alla società così come lo sport”.

“Credo che essere ricevuti al Quirinale sia un riconoscimento importante per questa discografia che sta andando sempre più forte, la musica italiana sta andando sempre più forte”, ha detto questa mattina il direttore artistico prima di entrare a Palazzo riconoscendo che: “Mattarella ha una forza incredibile e deve essere un grande esempio per tutti noi”.

L’incontro è avvenuto nella sala di rappresentanza, il capo dello Stato era seduto, così come i suoi ospiti, per una conversazione piuttosto “informale”. I cantanti hanno scelto tutti un abbigliamento sobrio e consono alla circostanza tanto che il conduttore scherzando ha detto che stentava a riconoscerli. Conti ha esordito annunciando che il Festival di Sanremo celebrerà gli 80 anni della Repubblica: “parleremo di questa importante ricorrenza ospitando una signora che ha 106 anni e che proprio quel 2 giugno del 1946 per la prima volta ebbe l’onore di votare – ha detto -, è il nostro modo dal Festival di Sanremo per celebrare questa Repubblica e questa libertà che tutti noi abbiamo da quel giorno”.

Quella di Sanremo “è una storia importante che ha sempre visto una quantità di ascolti e di coinvolgimento elevatissimi – ha sottolineato il capo dello Stato -. Oltre 20 milioni di italiani seguono il festival sera per sera. È interessante, quindi, non soltanto per la popolarità che riguarda i cantanti, che riguarda l’iniziativa, il festival, il suo complesso, ma perché sottolinea come la musica pop faccia parte del patrimonio culturale italiano”. Quindi ha riconosciuto il merito della Rai (era presente anche l’ad Giampaolo Rossi) di averlo sempre portato “nelle case degli italiani” per tutti questi anni. E rilevato quanto l’industria discografica tragga giovamento da questo appuntamento, quindi un contributo anche “concreto” per l’economia del paese.

Conti ha omaggiato il Presidente dello spartito della prima canzone vincitrice del Festival, “Grazie dei fiori” di Nilla Pizzi. A consegnare il presente Laura Pausini: “Volevo ringraziarla a nome di tutti noi cantanti: lei ha detto che la musica anche popolare, pop, italiana, rappresenta una parte importante della cultura del nostro paese. Non sempre veniamo riconosciuti come tali. Grazie per averci ricevuto. Noi facciamo musica, non facciamo guerra”. “Non sempre l’opinione corrente è quella corretta – ha risposto il Presidente citando Manzoni – ‘il buon senso esisteva ma stava nascosto per il timore del senso comune’”. Poi ha rivolto un “in bocca al lupo collettivo e imparziale” a tutti i cantanti in gara.

Il direttore artistico si è detto emozionato ma sembrava a suo agio nel “condurre” l’incontro, ha allora invitato i cantanti a dedicare a Mattarella una delle canzoni più iconiche della discografia italiana “Azzurro” scritta da Paolo Conte e cantata da Adriano Celentano. Al termine dell’esibizione Mattarella si è concesso anche di scherzare: “Ricordavo le parole, ma non mi sono associato perché dall’asilo mi hanno insegnato a cantare senza emettere suoni, per non turbare il coro degli altri”.

“Gli italiani sono orgogliosi di Mattarella – ha detto Laura Pausini una volta uscita dal palazzo -. Oggi ha detto che la musica pop fa parte della cultura italiana, questo le istituzioni non lo dicono mai, è stato molto commovente”.