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Il lato privato di Alberto Sordi nel docufilm ora su Prime Video

Il lato privato di Alberto Sordi nel docufilm ora su Prime Video

Infanzia e vita familiare nel film di Righetti presentato alla Camera

Milano, 24 set. (askanews) – “Alberto Sordi Secret”, il docufilm scritto e diretto da Igor Righetti sulla vita privata dell’attore romano, approda su Prime Video Italia dopo il passaggio nelle sale e un percorso di distribuzione all’estero. L’opera, della durata di circa 90 minuti, ricostruisce soprattutto l’infanzia, l’adolescenza e l’ambiente familiare di Sordi attraverso scene ricostruite, testimonianze, fotografie, registrazioni e materiali d’archivio. La produzione indica inoltre la presenza del film nei cataloghi Prime Video di Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e Cina.

L’arrivo sulla piattaforma è stato presentato il 23 settembre nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati. L’iniziativa è stata promossa dal presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone e aperta dal questore della Camera Paolo Trancassini. Alla proiezione hanno partecipato alcuni degli interpreti, tra cui Fioretta Mari, Maurizio Mattioli, Lorenzo Castelluccio ed Emily Shaqiri, insieme a persone che hanno contribuito al film con ricordi legati a Sordi.

Mollicone ha richiamato in particolare il rapporto tra l’attore e la società italiana. “Alberto Sordi ha saputo cogliere le trasformazioni della nostra società, facendosi sottile interprete del costume nazionale”, ha detto, indicando nel lavoro di Righetti un tentativo di ricostruire l’uomo dietro una vita privata difesa con grande riservatezza.

Righetti, giornalista e conduttore radiotelevisivo oltre che cugino e biografo dell’attore, ha costruito il film attingendo ai propri ricordi e a quelli tramandati dal padre Alessandro e dal nonno Primo, zio di Sordi. “Nel docufilm nulla è fiction, frutto di fantasia: attingo ai ricordi vissuti in prima persona e a quelli tramandati da mio padre Alessandro e da mio nonno Primo”, afferma. Il film utilizza però una parte recitata per mettere in scena episodi del passato: la precisazione di Righetti riguarda dunque, secondo il suo racconto, la derivazione delle vicende da memorie familiari e non l’assenza di ricostruzioni cinematografiche. Filmitalia descrive infatti l’opera come un’alternanza di scene ricostruite, testimonianze e materiale di repertorio.

La narrazione filmica si concentra sugli anni della formazione e arriva fino al ritorno a Roma di Sordi, diciassettenne, dopo il periodo trascorso a Milano. Le sequenze ambientate tra gli anni Venti e Trenta sono state girate in bianco e nero, in formato 4:3, con costumi e automobili d’epoca. Nel cast compaiono anche Emanuela Aureli, Daniela Giordano, Mirko Frezza, Enzo Salvi, Daniele Foresi e Vincenzo Bocciarelli.

Alle ricostruzioni si affiancano testimonianze di persone che hanno conosciuto Sordi o che appartengono al mondo del cinema e dello spettacolo. Tra queste Pupi Avati, Rosanna Vaudetti, Elena de Curtis, Patrizia e Giada de Blanck, Sabrina Sammarini, Rino Barillari e il direttore della fotografia Sergio D’Offizi. La voce narrante è di Dado Coletti. Il materiale documentario comprende filmati dell’Istituto Luce, audio originali e fotografie provenienti dagli album della famiglia Righetti e dagli archivi personali dei testimoni. Filmitalia conferma la presenza nell’opera di repertorio dell’Istituto Luce e di immagini provenienti da archivi familiari e fotografici.

Più che ripercorrere la filmografia di Sordi, il lavoro si concentra su aspetti della personalità e della vita familiare che Righetti considera utili a comprenderne la formazione. Il film affronta il rapporto conflittuale con il padre Pietro, che non voleva che il figlio diventasse attore, gli amori rimasti lontani dalla dimensione pubblica, la gelosia verso i propri beni, l’attrazione per la nobiltà, l’affetto per gli animali e la forte dedizione alla professione. Righetti racconta inoltre il rapporto di Sordi con il sesso, vissuto secondo la sua ricostruzione anche attraverso un senso di peccato, la scelta di avere pochi amici e una vera passione per le case.

Proprio le case e i luoghi frequentati dall’attore costituiscono una parte del racconto. Le riprese hanno raggiunto Castiglioncello, in Toscana, dove Sordi trascorreva periodi nella sua villa estiva, la tenuta del Marchese del Grillo nei pressi di Fabriano e Sgurgola, in provincia di Frosinone, paese legato alla famiglia della madre Maria Righetti. Altre scene sono state realizzate nel Parco archeologico di Ostia antica, a Narni e nella Repubblica di San Marino.

Il rapporto tra vita privata e personaggi cinematografici è uno degli assi scelti dal regista. Righetti sostiene che conoscere abitudini, relazioni familiari e contraddizioni personali possa aiutare a comprendere meglio il modo in cui Sordi osservava la società italiana e costruiva i propri personaggi. È un’impostazione che Mollicone ha ripreso durante la presentazione alla Camera, collegando la dimensione personale alla capacità dell’attore di interpretare trasformazioni e contraddizioni del costume nazionale.

“Alberto Sordi Secret” nasce dal libro “Alberto Sordi segreto. Amori nascosti, manie, rimpianti e maldicenze”, pubblicato da Rubbettino con prefazione di Gianni Canova. Il volume uscì nel 2020, nell’anno del centenario della nascita dell’attore; l’editore documentava già nel 2021 la decima ristampa, mentre fonti più recenti riferiscono che il libro è arrivato alla dodicesima.

Righetti lega la pubblicazione di quei ricordi anche a una richiesta che attribuisce allo stesso Sordi. L’attore, racconta, non voleva che episodi della sua vita privata venissero resi pubblici mentre era in vita, ma avrebbe autorizzato i familiari a parlarne dopo la sua morte. “Ci aveva chiesto di condividere ricordi e aneddoti soltanto quando lui fosse andato, come diceva con la sua proverbiale scaramanzia e ironia, ‘in orizzontale’”, ricorda il regista.

Il film è prodotto da Massimiliano Filippini e CameraWorks, con fotografia di Gianni Mammolotti, musiche di Maria Sicari e costumi di Stefano Giovani. Sono state realizzate anche versioni in inglese e spagnolo. “Per realizzare il docufilm non abbiamo chiesto alcun finanziamento pubblico”, afferma Filippini, secondo il quale la produzione si è avvalsa di sponsor privati.

Il percorso del documentario ha attraversato sale italiane, festival e circuiti internazionali. Filmitalia registra, tra gli altri, riconoscimenti come miglior documentario al Miami Cinematic International Fest, all’Eastern Europe Film Festival, all’American Golden Picture International Film Festival, all’Indian Independent Film Festival e ai Rome International Movie Awards. La produzione quantifica complessivamente in 36 i premi ottenuti in Italia e all’estero; il numero, più aggiornato rispetto agli elenchi disponibili nelle banche dati cinematografiche, resta un dato fornito dalla produzione.

Il film è passato anche dalla Festa del Cinema di Roma e dalla Repubblica di San Marino prima della distribuzione sulle piattaforme. Non tutti i riconoscimenti e gli appuntamenti indicati nel materiale promozionale sono documentati con lo stesso livello di dettaglio dalle banche dati indipendenti, ma il percorso festivaliero e diversi premi internazionali risultano registrati da Filmitalia.

“Raccontare l’uomo che si nascondeva dietro la maschera del grande attore significa anche comprendere meglio il suo cinema”, afferma Righetti. “Il senso più profondo del docufilm è impedire che il tempo cancelli la memoria di un artista che ha lasciato un segno irripetibile nella storia del cinema italiano, facendo conoscere anche alle nuove generazioni non soltanto i suoi film e i suoi personaggi, ma l’uomo, la sua storia e ciò che ha contribuito a renderlo unico”.