Milano, 10 feb. (askanews) – Oltre 206.336 ettolitri, equivalenti a più di 27,5 milioni di bottiglie. Da questi numeri parte il bilancio dell’ultima annata del Lugana Doc, che in una fase di trasformazione del mercato globale del vino conferma una sostanziale stabilità produttiva e una capacità di generare valore lungo tutta la filiera, in continuità con le annate precedenti agli eventi grandinigeni che avevano colpito il territorio nel 2023.
La buona tenuta della produzione si riflette anche nel posizionamento di mercato. Il Consorzio ha confermato l’obiettivo di collocare il Lugana nella fascia mid-to-premium dei bianchi internazionali. In questo contesto, il prezzo medio a scaffale si attesta a 9,10 euro a bottiglia secondo i dati Nielsen, mentre il valore delle uve si mantiene su una media di 2,08 euro al chilogrammo, secondo le rilevazioni della Camera di Commercio di Verona.
“Al di là dei numeri, ciò che emerge è la straordinaria tenuta del ‘sistema Lugana’. Dopo le sfide climatiche degli scorsi anni, non era scontato tornare a correre con questa autorevolezza” ha commentato il presidente dell’ente consortile, Fabio Zenato, spiegando che “la stabilità che registriamo oggi è il frutto di una scelta di campo precisa: non abbiamo rincorso i volumi a ogni costo, ma abbiamo protetto il valore del lavoro dei nostri viticoltori. Oggi il Lugana non è solo un vino che si vende bene, è un asset territoriale che garantisce sicurezza a tutta la filiera”.
Accanto al consolidamento interno, prosegue con continuità la strategia di apertura verso i mercati esteri. Dopo la partecipazione a Wine Paris, è prevista la partecipazione collettiva al ProWein di Dusseldorf (15 al 17 marzo) con l’obiettivo di consolidare ulteriormente i rapporti con i Paesi dell’area DACH e in particolare con la Germania, primo mercato di riferimento per il Lugana Doc. In questo quadro, il Consorzio collega la dimensione commerciale anche al tema dell’enoturismo, sottolineando come il flusso di visitatori provenienti dall’area germanofona verso il Lago di Garda rafforzi il ruolo del Lugana come ambasciatore del territorio, capace di tenere insieme vino, paesaggio e attrattività turistica.
“Attraverso l’adesione alle fiere di Parigi e Dusseldorf, il Consorzio dimostra il proprio impegno nel sostenere la Denominazione sui mercati esteri, valorizzando il legame tra qualità del prodotto, identità territoriale e riconoscibilità internazionale” ha spiegato il direttore Edoardo Peduto, precisando che “queste manifestazioni rappresentano preziose opportunità per costruire relazioni durature con buyer e operatori e per consolidare il posizionamento del Lugana tra i bianchi italiani di riferimento nel panorama globale”.
Il Lugana Doc nasce sulle colline attorno al Lago di Garda, su suoli argillosi e in un clima mite che favoriscono la coltivazione del vitigno autoctono Turbiana. Riconosciuta nel 1967 e regolamentata dal Consorzio dal 1990, la Denominazione si estende oggi su circa 2.600 ettari e coinvolge 214 produttori, con un export che supera il 60% della produzione e raggiunge 65 Paesi.

