Milano, 2 lug. (askanews) – La Fondazione Banco dell’energia ha organizzato a Bruxelles una due giorni di lavori dedicata al contrasto alla povertà energetica, con l’obiettivo di consolidare una rete di collaborazione europea che possa offrire risposte strutturali e di lungo periodo ai cittadini in condizione di vulnerabilità economica e sociale.
Il programma ha preso il via lunedì 29 giugno con l’adesione, da parte delle associazioni europee di settore, del Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica” nato nel 2021 per volontà della Fondazione Banco dell’energia. L’appuntamento, promosso in collaborazione con Utilitalia ed Elettricità Futura, è stata un’occasione per esprimere la volontà condivisa di rafforzare una piattaforma di dialogo tra imprese, associazioni, istituzioni e terzo settore per rendere l’accesso all’energia un diritto sempre più equo ed inclusivo. Un approccio di sistema che rispecchia la natura stessa del Banco dell’energia: nato su iniziativa di A2A, originariamente come Onlus, nel 2022 ha compiuto il passaggio in Fondazione, scegliendo poi di aprire il proprio board ad aziende del settore – quali Edison, che oggi assicura la Vice Presidenza della Fondazione, Plenitude, Iren ed Hera Comm – unite dall’obiettivo comune di fare rete contro la vulnerabilità sociale ed economica.
“La povertà energetica è un fenomeno che supera la nostra dimensione nazionale e riguarda il continente europeo. Siamo a Bruxelles per presentare il modello del Banco dell’energia e promuovere il Manifesto: l’esperienza della nostra Fondazione, recentemente riconosciuta come un esempio virtuoso dalle Raccomandazioni annuali della Commissione Europea all’Italia, dimostra come i progetti e le iniziative messi in campo in questi anni in Italia possano essere realizzati anche in Europa – commenta Roberto Tasca, Presidente di Fondazione Banco dell’energia – Fronteggiare le sfide globali impone una chiamata all’azione immediata e un approccio sistemico. Siamo convinti che anche la dimensione sociale rappresenti un pilastro per la competitività europea: garantire a tutte le persone l’accesso ai servizi energetici essenziali significa costruire un’Unione più solida. Una transizione capace di condividere equamente i propri benefici è anche la chiave per consolidare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nelle politiche comunitarie. È fondamentale stringere alleanze trasversali tra pubblico, privato e terzo settore in grado di supportare con lungimiranza i processi di cambiamento in atto”.
La complessità del fenomeno emerge chiaramente analizzando i dati europei, dove circa un decimo della popolazione vive gli effetti della povertà energetica. In Italia, il problema interessa oltre 2,4 milioni di famiglie, pari al 9,1% del totale. Una situazione analoga si riscontra nel resto d’Europa: in Francia, la povertà energetica colpisce il 10% delle famiglie in stretta connessione con le condizioni abitative; in Spagna, il 16% della popolazione non è in grado di riscaldare adeguatamente la propria abitazione. Nel Regno Unito, infine, sono circa 12 milioni i nuclei familiari in forte sofferenza nel sostenere i costi delle utenze, a conferma di un’emergenza che richiede risposte coordinate a livello continentale.
Il percorso è proseguito il 30 giugno con l’evento “Energy poverty in Europe – How can EU social, housing and climate policies deliver a fair transition?”, organizzato presso l’International Press Centre dalla Fondazione Banco dell’energia insieme ad A2A ed Edison, in collaborazione con Euractiv. L’incontro ha riunito decisori politici, amministratori locali, rappresentanti del Parlamento europeo, della Commissione e del mondo della ricerca per discutere l’integrazione del contrasto alla povertà energetica nelle politiche climatiche ed energetiche dell’Unione. Il dibattito ha evidenziato come la transizione ecologica debba essere una just transition che preveda anche sostegno sociale, educazione ai consumi energetici e sviluppo di modelli innovativi, come le comunità energetiche rinnovabili e solidali.
“La povertà energetica deve essere una dimensione strutturale delle politiche europee per il clima, l’energia, l’abitare e la coesione sociale ha dichiarato Nicola Monti, Vicepresidente della Fondazione Banco dell’energia e Vice Presidente di Elettricità Futura con delega all’Europa -. Oggi disponiamo degli strumenti per superare una logica frammentata e costruire un approccio integrato condividendo su scala europea le esperienze più efficaci, come le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, che trasformano l’energia da fattore di vulnerabilità a leva di inclusione e sviluppo locale, e i rifugi climatici che offrono una risposta immediatamente replicabile per proteggere le persone più fragili dalle ondate di calore. La sfida che abbiamo di fronte non è individuare singole buone pratiche, ma creare le condizioni, sfruttando anche le sinergie a livello associativo, affinché la transizione energetica sia un progresso condiviso, capace di generare valore ambientale, economico e sociale per tutti.”
“È stato un piacere – ha dichiarato il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro – ospitare la presentazione del Manifesto nei nuovi spazi della Federazione a Bruxelles, recentemente inaugurati. Il contrasto alla povertà energetica è un tema centrale nelle strategie di Utilitalia e nei piani di sviluppo delle proprie associate”.

