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Il Paese dei tweet

Giovanni Pizzo  |
sabato 06 Agosto 2022 - 14:04

Letta fatto due errori fondamentali a cui non può più mettere rimedio. Infatti sta già lavorando, forse inutilmente, al primato di primo partito

Enrico Letta sembra il più anziano dei politici italiani, più anziano di suo zio Gianni, che ha sempre avuto uno sguardo attento all’attualità. In questa confusa fase della politica italiana il suo understatement professorale, da think thank francese, è totalmente fuori contesto. Soprattutto in una Blitzkrieg di due mesi scarsi di campagna elettorale bollente sotto il sole di agosto. Guarda tutto il solito caravanserraglio politico con una calma infastidita ed infastidente. Ha fatto due errori fondamentali a cui non può più mettere rimedio. Infatti sta già lavorando, forse inutilmente, al primato di primo partito.

Il primo errore è strategico e tattico insieme. Quando ha potuto non ha cambiato la legge elettorale in senso proporzioniale, cosa che avrebbe favorito il campo largo, considerando la profonda disomogeneità dei soggetti in campo. D’altra parte il PD aveva già fatto di peggio votando il taglio dei parlamentari e poteva votare la proposta grillina sul proporzionale, cosa che avrebbe consentito la possibilità di andare insieme, seppur separati alle elezioni. Ed ora ne subirà le profonde conseguenze, di una scelta dettata dai pii desideri egemonici di una visione maggioritaria senza numeri.

Il secondo di imbrigliare l’alleato scomodo Calenda in un alleanza che niente porta e nulla toglie agli avversari. Tanto valeva turarsi il naso e rimanere con il pallido ed adenoideo Conte, rimarcando un’identità progressista, per quanto su confuse, se non inesistenti, basi ideologiche. Questo avrebbe consentito di liberare la tigre tweeter Calenda che avrebbe fatto una campagna arrembante, salendo molto al di sopra del risultato che avrà oggi, e rubando molto consenso al centro del centrodestra.

La tecnica era quella, ai sensi di questo sistema politico, di marciare divisi per colpire uniti. Cioè arginare le nuove destre, che elettoralmente, anche se non oggi politicamente, corrono compatte. Calenda nell’alleanza, che non può smanettare sui social, perché disturba gli alleati, è come far giocare Dybala da mediano. Ma Letta non è lo Special One, e di scudetti non ne ha mai vinto che si sappia. È un professorale ed antiquato, oltre la sua età anagrafica, funzionario di partito, allievo del più fumantino, oltre che dotto, Andreatta, e senza la finto bonaria spregiudicatezza di Prodi.

Aveva, come spesso capita, ragione Renzi, quando con un paio di battute lo aveva posteggiato, in quanto fuori tempo e fuori luogo. Non è tempo di think thank ma di Cid Campeador dell’era social, e lui sulla comunicazione sembra Ugo Zatterin in bianco e nero.

Così è se vi pare.

Giovanni Pizzo

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