Qualche tempo fa in Vaticano un importante prelato mi chiedeva: “Ma cosa è successo a Brescia? Possibile che la sua grande tradizione di rigoroso cattolicesimo liberale, di un rigore quasi protestante, si sia squagliata, svanita nel nulla?” Una domanda difficile e inquietante. Verrebbe da rispondere: non ci sono più maestri. Risposta facile, ma pesante: perché se non ci sono più maestri, dipende da noi, da quelli della mia generazione. Siamo noi che dovevamo portare avanti la fiaccola che quei grandi maestri ci avevano affidato. Se non ci sono più maestri, è perché noi non siamo stati capaci di prendere il testimone e portarlo avanti: come maestri, abbiamo fallito. Non abbiamo saputo far fruttare i grandi doni che ci sono stati affidati.
Una generazione fallimentare sul piano pubblico: il “confiteor” di chi non ha saputo essere maestro
Come generazione siamo, dunque, sul piano pubblico, una generazione fallimentare. Se così non fosse, le nostre città non sarebbero in una situazione tanto deprimente. Ma, dopo aver recitato il “confiteor”, da bravi cristiani – o, come dice il mio amico Ermanno Olmi, da aspiranti cristiani – è nostro dovere ricominciare ad alimentare la speranza, a rimettere la fiaccola sopra il moggio, a parlare ai nostri figli e ai nostri nipoti, affinché sappiano diventare migliori di noi, che siamo maestri mancati.
Neoliberismo, capitalismo e guerra: lo stadio finale e feroce che avevamo previsto
Non ho avuto bisogno di Trump e della sua banda per capire che avevamo imboccato una cattiva direzione. È dall’inizio degli anni Ottanta che lotto contro quello che impropriamente è stato chiamato “neoliberismo” e che invece è lo stadio finale e feroce del capitalismo. È necessario distinguere tra un’economia imprenditoriale e di mercato e un’economia capitalista. Tra le due non c’è convergenza, ma anzi contrapposizione, come ha spiegato, con estrema chiarezza, il paragrafo 42 della Centesimus Annus. Gli ultimi anni hanno semplicemente svelato tutto ciò, tolto la maschera a chi la portava e aperto gli occhi a chi non voleva vedere. La cosa più terribile è stata la rinascita della guerra come strumento di scambio alle controversie e soprattutto dello spirito bellicoso diffuso e superficiale; la rinascita della ferocia di stampo nazista, il dominio del potere che gioca con la vita dei popoli senza ragione, solo per il potere. Non pensavo che avrei rivisto tutto questo e che avrei rivisto un’America ottusa e un’Europa caduta così in basso.
Padre Patton da Terra Santa: “L’Europa abbia coraggio, bisogna rimettere insieme vita e ordine”
Io trovo aiuto solo nel pensiero cristiano e negli operatori fedeli a questo pensiero. Chi sta combattendo contro il seme dell’odio e del desiderio di vendetta indispensabile per ricostruire una società civile, se non gli operatori cristiani? Tempo fa a Brescia ha tenuto una bellissima testimonianza padre Francesco Patton, francescano, Custode di Terra Santa dal 2016. Ha raccontato il dramma della guerra vissuta in prima linea e ha parlato di Umanità da ricostruire: “Purtroppo, non vedo grandi luci brillare, non vedo grandi pensatori nel continente europeo. L’Europa dovrebbe avere più coraggio e fare politiche di fiducia su tutti i fronti: questo non vuole dire politiche in cui non si regolamentano i processi, perché quando i processi non sono regolamentati producono problemi. Bisogna guardare oltre e aprirsi. Nei nove anni in Terra Santa l’esperienza più bella è stata la sovraesposizione all’internazionalità: il ritrovarmi insieme a frati di 60 nazionalità diverse non è stato facile, ma è stato un arricchimento. Confrontarmi con realtà cristiane di altre chiese è stato un arricchimento. Confrontarmi con il modo di pensare di ebrei e musulmani è stato un arricchimento. Ringrazio Dio dell’opportunità. Nel nostro mondo bisogna ritrovare il coraggio avuto tra il quarto e il decimo secolo del primo millennio: sono stati in grado di fare sintesi tra la cultura classica e la cultura barbarica, perché i barbari portano sempre vita, i classici portano sempre ordine. Allora bisogna riuscire a mettere insieme la vita e l’ordine”.
continua…

