Il senso del ridicolo - QdS

Il senso del ridicolo

Pino Grimaldi

Il senso del ridicolo

sabato 05 Giugno 2021 - 00:00

Ben conosciuto da noi isolani. Che da Micio Tempio a salire abbiamo sempre utilizzato l’arte -che tale è – di ridicolizzare come arma per far fuori uomini, idee, trionfalismi e stupidità.
Una battuta e, voilà, fatto.

Roma: 1 Giugno, tutto l’establishment, dal Capo dello Stato a scendere, per assistere allo scoprimento di una lapide (piccola, in verità) che intitolava un largo di Roma ad un uomo meritevole perché nel 2020 ebbe il coraggio di ricreare il sentimento di Patria che alcuni poveri imbecilli avevano fatto di tutto per dissacrare, ritenuto appannaggio di ideologie tramontate.

Mattarella pronto a tirare il velo allorquando ci si accorge che lo scalpellino (autore dell’opera) aveva scritto il nome proprio di persona dell’illustre in modo erroneo: AZELIO CIAMPI anziché AZEGLIO.

Visi esterrefatti ed ingrugniti a seguire Mattarella che disgustato lascia, senza manco salutare, il luogo con tutti a carte quarantotto. Fatto, pare, mai accaduto che ha offeso la memoria dell’ottimo Ciampi, umiliato l’Italia che il Presidente, con annessi e connessi, rappresentava e… fatto ridere i mondo.

L’opposto: lo stesso giorno il criminale Giovanni Brusca detto u’ verru (maiale) dopo 25 anni di carcere (e prima 41 bis) arrestato nel 1996 e divenuto nel 2000 “collaboratore di giustizia” alias pentito, viene dimesso da Rebibbia e con circa 50 giorni di anticipo (buona condotta?) per fine pena. Brusca che ha detto di se “ero un maiale” accusato di circa 150 morti – ma lui non esclude che siano di più – alcune stragi con morte di magistrati da Chinnici a Falcone e tanti altri poveri cristi con famiglie e scorte, venne condannato a 30 anni.

Ma con sconti (sic !) che la giustizia italiana fa in questi casi e legge sui pentiti voluta da Falcone – testo sacro – è potuto uscire in anticipo con lo Stato che adesso, a parte i 5 anni di domicilio sorvegliato, deve pensare a dar da mangiare a lui e famiglia.

Dinanzi a tento scempio di morale e legge viene agli italiani la voglia avuta nell’episodio precedente dal Capo dello Stato: scappare ed andarsene più lontano possibile.
Per carità lungi dal criticare, ma al signor legislatore (legge sui pentiti) ed alla signora magistratura (che di meglio non abbiamo trovato) viene voglia di dire che poste le confessioni fatte, almeno un anno di galera – magari in una suite – per ogni morto ammazzato si poteva erogare e con tutti gli sconti, abbuoni, reddito di cittadinanza in carcere e similari, un carcere vita natural durante poteva essere comminato per far si che espiasse senza far sentire i familiari delle vittime “curnuti e bastuniati”.

E se imprescindibile dimetterlo: alla chetichella. Farlo sparire (servizi segreti bravi in questo) e non dare agli strilloni mediatici di annunziare urbi et orbi “habemus Brusca liber” perché lo Stato onora (?) gli impegni presi. Oltre al “pugno allo stomaco” dell’esule Letta, tutti contenti perché in uno stato di diritto è giusto sia così pur facendo vergognare tutti e… ridere il mondo!

Alleluia: 75 anni di Repubblica fondata sul diritto.

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