Il vaccino? Un ottimo formaggio - QdS

Il vaccino? Un ottimo formaggio

Carlo Alberto Tregua

Il vaccino? Un ottimo formaggio

giovedì 29 Luglio 2021 - 00:00

Vaccinarsi non è un obbligo

Non tutti sanno che dal latte vaccino si produce un ottimo formaggio, come il Vaccino sardo di Bortigali, in Sardegna. Ha un gusto dolce e delicato e si mangia insieme ad aperitivi, nonché serve come ingrediente per ottime pietanze come timballi e torte salate.

Perché vi citiamo questo formaggio? Per diminuire la tensione che questo termine crea nella gente in questo periodo, quando il suo significato si riferisce alla dose che viene iniettata con lo scopo di evitare il contagio dall’influenza pesante e pericolosa portata dal virus Covid-19.

Si è trattato, né più né meno, di una influenza che ha avuto il “pregio” di sostituire le influenze annuali e tradizionali di cui nessuno si è ammalato.
Tutti gli enti di ricerca del mondo, pubblici e privati, al sorgere dell’epidemia si sono precipitati ad accentuare gli studi per riuscire a produrre un vaccino che neutralizzasse il terribile virus. Il prodotto è uscito fuori dalle catene di produzione, ma certamente è molto grezzo e provvisorio.

Non so se coloro che si sono vaccinati, me compreso, abbiano fatto caso alla formalità (ma non tanta) che è consistita nell’avere firmato, prima di ricevere le due dosi, una formula che scaricava di responsabilità sia la pubblica sanità che i medici. Cosicché chiunque abbia avuto conseguenze da una o da due iniezioni, non può prendersela con nessuno in quanto ha deciso da solo/a.

Questa formalità, che ha sostanza, deve comunque pareggiare con la facoltà del cittadino/a di non farsi penetrare la carne dall’iniezione.
Non esiste l’obbligo di vaccinarsi, ma di fatto è cogente perché chi non ha il certificato non può fare innumerevoli cose dal prossimo sei agosto, più volte elencate in tutti i giornali e nelle televisioni.

Qualcuno ha fatto circolare la voce che il divieto di entrare in ambienti collettivi sarà esteso a treni, aerei, navi ed altri mezzi di trasporto, il che sarebbe molto grave per quanto abbiamo prima richiamato e cioé il bilanciamento dell’assunzione della responsabilità individuale e lo scarico di tale responsabilità da parte della pubblica sanità.
La ripetizione con sottolineatura è necessaria perché entri bene nella testa questo meccanismo.

Che l’unica arma per liberarsi dall’epidemia sia il vaccino, non c’è dubbio, anche perché la maggior parte della popolazione non ha la cultura necessaria per capire come comportamenti prudenziali potrebbero evitare i contagi. Si tratta di una situazione chiara e lampante che però non lo è per la gran parte delle persone.

I danni che ha fatto l’epidemia sul piano sociale ed economico sono immensi ed i tentativi di quantificarli ancora non sono approdati a risultati certi. Uno dei principali è la chiusura di movimenti turistici e di affari, che hanno buttato giù le attività di ricezione e ristorazione.

Le risorse messe a disposizione dall’Unione europea e allocate negli sportelli di Bruxelles produrranno effetti non immediati che cominceranno probabilmente nel prossimo anno. Per cui, intanto, bisognerà cercare di salvare quello corrente in tutti i modi possibili.
Ma al di là di vuote parole, non ci sembra che vengano messi sul campo provvedimenti con attuazione immediata, perché le nostre leggi sono vittime dei decreti attuativi a mesi o ad anni di distanza.


Sentiamo da parte governativa il Festival delle parole, mentre prendiamo atto che vi sono provvedimenti legislativi relativi alle riforme richieste tassativamente dalla Ue per l’accreditamento delle risorse del Pnrr. Ma la lentezza del sistema di approvazione delle leggi da parte del Parlamento diluisce gli effetti in tempi lontani

Per fortuna continua la politica della Bce ed il Quantitative Easing (Qe) e cioé l’acquisto di Titoli di Stato dei membri dell’Unione. Così le casse vengono finanziate ed il costo di interessi è estremamente ridotto, calcolato per quest’anno intorno ai 58/60 miliardi.

La situazione politica italiana peggiorerà dal prossimo tre agosto per gli effetti del ‘semestre bianco’, periodo in cui il Presidente della Repubblica non potrà sciogliere le Camere. In immediata successione vi saranno le obbligatorie elezioni del nuovo presidente della Repubblica, che noi speriamo portino alla conferma dell’attuale.
Almeno lui è un punto fermo, insieme a Draghi.

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