Milano, 30 set. (askanews) – Gli italiani non abbandonano il vino ma smettono progressivamente di considerarlo una presenza quotidiana. I consumatori sono 29,4 milioni, il 55% della popolazione, e rispetto al 2011 sono aumentati di oltre 600mila unità. A cambiare è soprattutto la frequenza: secondo i dati dell’Osservatorio del Vino Uiv-Vinitaly diffusi nei mesi scorsi, soltanto il 39% beve vino ogni giorno, contro il 57% del 2006, mentre i consumatori saltuari sono saliti al 61%. Anche la composizione generazionale dei consumatori restituisce un quadro articolato. Gli over 45 rappresentano il 66% della platea, mentre la fascia tra 18 e 24 anni pesa soltanto per il 7%. È però proprio tra i più giovani che il vino ha aumentato maggiormente la propria penetrazione rispetto al 2011, passando dal 39% al 47%, mentre l’Osservatorio registra una contrazione tra i Millennials tra 29 e 44 anni.
È dentro questa trasformazione, che riguarda non soltanto quanto si beve ma le occasioni e i modi nei quali ci si avvicina a una bottiglia, che l’Associazione italiana sommelier (Ais) celebra il cinquantesimo numero di “Vitae”. La rivista trimestrale raggiunge il traguardo dopo dodici anni, 2 milioni di copie stampate e 5.600 pagine, mentre il progetto editoriale dell’Associazione si è esteso dalla carta al web e al podcast. “Vitae” è nata nel marzo 2014 e il primo numero è stato presentato il 7 aprile dello stesso anno a Vinitaly. Fin dall’inizio Ais aveva riservato alla carta il ruolo dell’approfondimento, lasciando prevalentemente al web l’informazione sulla vita associativa. In dodici anni la rivista ha raggiunto 2 milioni di copie stampate, 1,9 milioni delle quali spedite, con 700 contributi esclusivi, 80 autori e circa 7.000 fotografie. Il cinquantesimo numero conta 108 pagine.
Nel frattempo è cambiato anche ciò che una parte del pubblico cerca intorno al vino. Nel rapporto 2026 “Gli italiani e le esperienze enoturistiche”, il 63% dei turisti italiani intervistati dichiara di voler conoscere storia e aneddoti delle aziende e dei vini durante le esperienze enoturistiche. Alla conoscenza del prodotto si affianca quindi l’interesse per le persone, i luoghi e le vicende che stanno dietro una bottiglia. Anche la ricerca di informazioni passa sempre più spesso dal digitale. Secondo l’indagine Uiv-Vinitaly, il 61% dei consumatori della Generazione Z consulta consigli o recensioni su siti e blog quando acquista vino online. Per un’Associazione che conta oltre 40mila soci, la rivista cartacea è così diventata una parte di un’attività editoriale che comprende anche “Vitae Online” e il podcast “On AIS”.
“On AIS” ha debuttato nel dicembre 2025 con una serie di conversazioni con protagonisti del vino e della gastronomia. Tra gli ospiti figurano Attilio Scienza, Riccardo Cotarella, Gabriele Gorelli, Stevie Kim, Moreno Cedroni e Roberto Cipresso. Il primo episodio, “Meno tecnica e più emozione”, ha affrontato l’evoluzione della figura del sommelier e il rapporto tra competenza, linguaggio e capacità di comunicare il vino.
“Attraverso la formazione, l’editoria e le tante iniziative dell’Associazione, vogliamo far conoscere e valorizzare la cultura dei territori italiani, avvicinando un pubblico sempre più ampio alla loro ricchezza” ha affermato Sandro Camilli, presidente dell’Associazione italiana sommelier, sottolineando che “i sommelier ne sono interpreti e ambasciatori: attraverso il vino raccontano storie, persone e tradizioni, trasformando ogni degustazione in un’occasione per scoprire il patrimonio culturale del nostro Paese”.
La celebrazione del numero 50 si è svolta il 29 settembre nella sede nazionale dell’Ais a Milano, dove copertine, fotografie e materiali editoriali hanno ripercorso la storia della rivista. Una “Pagina Bianca” ha invitato gli ospiti a indicare quale storia del vino italiano vorrebbero leggere in un prossimo numero, raccogliendo i contributi in un’installazione collettiva. La serata ha inaugurato anche il Premio “Storie di Vitae”, che l’Associazione intende assegnare ogni anno a personalità impegnate nel racconto del vino attraverso giornalismo, scrittura, fotografia e divulgazione. Il primo riconoscimento è andato ad Alessandro Torcoli, editore e direttore di “Civiltà del bere”, testata fondata nel 1974. Giornalista professionista e sommelier Ais, Torcoli è autore di libri dedicati al vino e fa parte dell’Accademia italiana della vite e del vino.

