Il 26 gennaio si è celebrata la Giornata internazionale dell’energia pulita, istituita dalle Nazioni Unite nel 2023 per promuovere una delle sfide più impellenti del nostro tempo: garantire energia accessibile, sostenibile e moderna per tutti. Una data simbolica, ma necessaria, in un’epoca in cui la crisi climatica non è più un’ipotesi futura, bensì una realtà che incide sulla vita quotidiana di milioni di persone. E poi c’è la sfida dell’uguaglianza sociale, soprattutto nei Paesi meno sviluppati e nelle zone in via di sviluppo: senza un accesso equo alle risorse energetiche, sono a rischio pure i servizi di prima necessità, come gli ospedali.
Obiettivo 7 dell’Agenda 2030
L’energia pulita è al centro dell’Obiettivo 7 dell’Agenda 2030, approvata dall’ONU il 25 settembre 2015. L’obiettivo è quello di garantire, entro quella data, l’accesso universale a servizi energetici affidabili, sostenibili e a costi accessibili, aumentando la quota di energie rinnovabili e migliorando l’efficienza energetica.
Secondo i dati ONU, nel 2022 circa 675 milioni di persone nel mondo non avevano ancora accesso all’elettricità, mentre oltre 2 miliardi dipendevano da combustibili inquinanti per cucinare e riscaldarsi. Numeri che raccontano una disuguaglianza profonda: l’energia non è solo una questione tecnologica, ma anche umana. Senza elettricità, scuole e ospedali funzionano a intermittenza, le opportunità di lavoro diminuiscono e la qualità della vita si abbassa drasticamente. Dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) emerge che quasi un miliardo di persone nel mondo siano servite da strutture sanitarie con fornitura di elettricità inaffidabile o assente.
Chi muove davvero il cambiamento
Le istituzioni hanno un ruolo chiave nel raggiungimento dell’Obiettivo 7. A livello internazionale, l’Unione Europea ha inserito la transizione energetica tra i pilastri del Green Deal europeo, presentato nel dicembre 2019, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In Italia, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), approvato nel 2021, ha destinato miliardi di euro allo sviluppo delle energie rinnovabili, all’efficienza energetica degli edifici e alla mobilità sostenibile.
Accanto alle grandi strategie, esistono iniziative già avviate che mostrano come il cambiamento sia possibile. Nel 2022 l’Italia ha registrato un aumento significativo della produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare solare ed eolica, spinta anche dalla crisi energetica legata al conflitto in Ucraina iniziato il 24 febbraio 2022. Molti comuni hanno investito nelle comunità energetiche rinnovabili, riconosciute ufficialmente dal decreto legislativo del 2021, che permettono a cittadini, enti locali e piccole imprese di produrre e condividere energia pulita a livello locale.
Anche a livello globale non mancano esempi positivi. Nel 2021, durante la COP26 di Glasgow, oltre 40 Paesi hanno firmato impegni per accelerare l’uscita dal carbone. Nel 2023, nuovi investimenti nelle rinnovabili hanno superato quelli nei combustibili fossili in diverse aree del mondo, segnando un cambio di rotta significativo, seppur ancora insufficiente.
La vita quotidiana che cambia con l’energia pulita
Ma la transizione energetica non può essere solo una questione di numeri e politiche. È una trasformazione che riguarda le persone, le loro abitudini e le loro speranze. Significa bollette più leggere per le famiglie, aria più pulita nelle città, nuove opportunità di lavoro per i giovani. Significa anche scelte quotidiane: spegnere una luce, usare mezzi di trasporto sostenibili, sostenere politiche previdenti.
Rendere umano questo percorso significa ricordare che dietro le politiche energetiche ci sono storie concrete: studenti che possono studiare di sera, medici che lavorano in sicurezza, anziani che affrontano l’inverno senza rinunce. In Africa e Asia, tra il 2018 e il 2024, micro-reti solari hanno portato elettricità a interi villaggi, migliorando istruzione, salute e autonomia. Piccoli passi, ma di grande valore simbolico.
Investire nella conoscenza per un domani sostenibile
Un ruolo sempre più importante è svolto dalle attività di sensibilizzazione. Scuole e università, attraverso progetti avviati soprattutto dopo il 2020, contribuiscono a diffondere una cultura dell’energia sostenibile, sensibilizzando le nuove generazioni sull’impatto delle scelte quotidiane. Comprendere come viene prodotta l’energia che utilizziamo significa diventare cittadini più consapevoli e responsabili. Quindi un’occasione per fermarsi a riflettere non solo sui grandi obiettivi globali, ma anche sul contributo individuale. Ogni gesto, se inserito in una visione collettiva, può fare la differenza.
L’energia pulita non è solo una tecnologia del futuro, ma una necessità del presente, capace di migliorare concretamente la vita delle persone e costruire un domani più giusto e sostenibile. In questo percorso, la collaborazione tra governi, imprese e cittadini resta decisiva. Senza una partecipazione attiva e diffusa, anche le migliori strategie rischiano di restare sulla carta. L’energia pulita, invece, diventa reale solo quando entra nelle case, nelle scuole e nelle città, trasformandosi in una risorsa condivisa e in un investimento concreto sul futuro comune per il domani.
Cosa rischiamo se non agiamo oggi
Se non acceleriamo la transizione energetica, il sistema basato sui combustibili fossili resterà fragile e fortemente dipendente da equilibri geopolitici instabili, con conseguenze dirette e immediate su famiglie, imprese, servizi essenziali e mercati. La crisi energetica europea del 2022 ha dimostrato quanto la mancanza di fonti rinnovabili diffuse possa trasformarsi rapidamente in un problema sociale, colpendo soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.
Prezzi dell’energia più alti, difficoltà economiche, interruzioni di servizi fondamentali e instabilità dei mercati sono alcune delle conseguenze più evidenti. Raggiungere l’Obiettivo 7 dell’Agenda 2030 non significa solo ridurre le emissioni inquinanti, ma anche garantire sicurezza, stabilità e dignità per tutti.
Cristiana Bentivegna Mattia Bisignano, Bonanno Elisa, Buttafuoco Paolo Lorenzo, Angelica Di Fini, Martina Pia Gagliano
Classe 3A ITBA – “R. L. Montalcini” Gagliano C.to

