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Imprese ed export, scoppia il caso dello Sportello della Regione. La Vardera: “Rischio conflitto di interessi”

Imprese ed export, scoppia il caso dello Sportello della Regione. La Vardera: “Rischio conflitto di interessi”

Il leader di Controcorrente contesta la duplice posizione di Tommaso di Matteo che dirige lo sportello ed è anche titolare di società del settore dei servizi per le imprese. L’assessore Tamajo: “Mio staff ha analizzato la documentazione. Daremo i chiarimenti”

Mentre la Regione chiude un accordo biennale con Verona Fiere per la partecipazione alle prossime due edizioni di Vinitaly, a un costo di qualche decina di migliaia di euro in più rispetto a quello dello scorso anno, e continua a lavorare per portare fuori dai confini isolani i pezzi forti della sicilianità, sul governo Schifani rischia di piovere una nuova grana.

Riguarda la posizione di Tommaso Di Matteo, 32enne che da due anni dirige lo Sportello regionale per l’internazionalizzazione, ufficio che sin dalla sigla con cui è conosciuto – Sprint – punta a dare slancio all’imprenditoria.

“L’obiettivo è accorciare le distanze tra imprese e istituzioni. L’ufficio si occuperà di incrementare e rafforzare le politiche per la valorizzazione delle aziende siciliane, agevolando l’accesso degli operatori economici ai servizi promozionali, assicurativi e finanziari, svolgendo azioni di raccordo con altri enti regionali e nazionali che attuano interventi nel campo dell’internazionalizzazione”, sono le parole con cui a gennaio del 2024 l’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo presentò Di Matteo. “Investire sui giovani è un punto da sempre al centro della mia strategia, una decisione lungimirante per la politica”, aggiunse l’esponente della giunta.

Oggi attorno a quella designazione c’è chi solleva qualche perplessità. A farlo è stato il deputato regionale Ismaele La Vardera, con un’interrogazione che segue un articolo pubblicato pochi giorni fa dal quotidiano La Sicilia.

Sovrapposizioni di ruoli

A finire nel mirino del leader di Controcorrente, fresco di annuncio alla candidatura a presidente della Regione nel 2027, è la duplicità della posizione che caratterizzerebbe Di Matteo: da una parte direttore dello Sportello regionale per l’internazionalizzazione, dall’altro titolare di società che operano proprio nel settore dei servizi per le imprese.

“Di Matteo – si legge nell’interrogazione – risulterebbe ricoprire incarichi e detenere partecipazioni in società operanti nei settori della consulenza aziendale, della pianificazione export, dell’internazionalizzazione, del supporto a bandi e finanziamenti, dell’import-export e della creazione di reti d’impresa, ambiti potenzialmente contigui a quelli di competenza dello Sprint Sicilia”.

Tra le richieste di chiarimento formulate da La Vardera c’è anche l’iter che ha portato alla nomina di Di Matteo. L’esponente d’opposizione chiede “se, in sede di conferimento e di successiva proroga dell’incarico al dott. Tommaso Di Matteo, sia stata effettuata una formale e documentata verifica circa eventuali cause di inconferibilità o incompatibilità ai sensi della normativa vigente”.

Ma anche di fare luce su un altro passaggio: “Dal decreto di conferimento dell’incarico risulta che, nel corso dell’istruttoria, Di Matteo abbia trasmesso ulteriore documentazione rivisitando una dichiarazione relativa agli incarichi in corso presso società private – si legge – Negli atti pubblicati non risulterebbe allegato il contenuto integrale delle dichiarazioni rese né esplicitato in modo puntuale l’esito della verifica di compatibilità effettuata dall’amministrazione”.

Le società

Dai dati camerali riguardanti le partecipazioni e le cariche assunte da Di Matteo risulta che il 32enne è amministratore unico del Centro servizi amministrativi per i professioni e le imprese, di cui possiede il 40 per cento delle quote e che ha come oggetto sociale la fornitura di servizi di diversa natura, compreso il disbrigo pratiche, a soggetti pubblici e privati.

Di vera e propria consulenza strategica e programmazione si occupa invece la Cpw Italia, impresa di cui Di Matteo è socio di maggioranza e presidente del consiglio d’amministrazione. Il 32enne è infine proprietario di metà delle quote, senza però avere ruoli amministrativi, della Stcm Sport, società che si occupa di gestione di impianti sportivi.

Dal portale della Regione, nessuna delle tre società risulta avere avuto rapporti con la pubblica amministrazione. L’unico riferimento è a una cooperativa di cui Di Matteo è liquidatore e che qualche anno fa è stata cancellata dalla Regione dall’elenco delle scuole paritarie.

Per La Vardera, però, i controlli vanno fatti anche sul piano dei rischi derivanti dall’operare nello stesso settore in cui Di Matteo è stato chiamato a lavorare per la Regione. “La normativa vigente in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi nella pubblica amministrazione impone non solo l’assenza di conflitti effettivi, ma anche la prevenzione di situazioni potenzialmente idonee a comprometterne l’imparzialità”, si legge nell’interrogazione.

La replica dell’assessore

Contattato dal Quotidiano di Sicilia, Tamajo ha assicurato di essere sicuro della correttezza del percorso fatto per arrivare alla nomina di Di Matteo.

“Il mio staff ha analizzato tutta la documentazione ed è stato appurato che l’incarico fosse conferibile. Con serenità daremo tutti i chiarimenti richiesti”, ha detto l’assessore alle Attività produttive.

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