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Imprese in Sicilia, è boom di lavoratori stranieri: occupazione estera pilastro per il sistema produttivo regionale

Imprese in Sicilia, è boom di lavoratori stranieri: occupazione estera pilastro per il sistema produttivo regionale
Operai

Secondo le analisi condotte dall’ufficio studi della Cgia su dati del sistema informativo Excelsior, il panorama occupazionale dell’Isola nel 2026 delinea uno scenario in cui il contributo degli immigrati non è più soltanto un supporto stagionale

L’economia siciliana sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda, segnata da una presenza sempre più strutturale di lavoratori stranieri che scelgono l’Isola per costruire il proprio futuro professionale. Secondo le analisi condotte dall’ufficio studi della Cgia su dati del sistema informativo Excelsior, il panorama occupazionale della Sicilia nel 2026 delinea uno scenario in cui il contributo degli immigrati non è più soltanto un supporto stagionale, ma un pilastro essenziale per la tenuta del sistema produttivo regionale.

Guardando ai dati assoluti previsti per l’anno in corso, le imprese siciliane stimano l’ingresso di 52.460 nuovi lavoratori stranieri. Questa cifra rappresenta un’incidenza del 13,3 per cento sul totale delle assunzioni complessive effettuate nell’Isola, un valore che, seppur inferiore alla media nazionale del 23,4 per cento, racconta una crescita straordinaria se confrontata con il passato recente. Nel giro di soli otto anni, infatti, la Sicilia ha visto aumentare le entrate di dipendenti immigrati del 147,5 per cento rispetto ai livelli del 2017, superando ampiamente il ritmo di crescita medio dell’intero Paese, che si è fermato a un pur ragguardevole 139,3 per cento.

I dettagli in provincia

Scendendo nel dettaglio delle realtà locali siciliane, emerge una mappa estremamente variegata della domanda di lavoro straniero. La provincia di Ragusa si distingue come il vero cuore pulsante dell’integrazione lavorativa nell’Isola: qui l’incidenza degli stranieri sulle nuove assunzioni raggiunge il 35 per cento, un dato che colloca il territorio ibleo al sesto posto della classifica nazionale assoluta. In termini numerici, a Ragusa si prevedono 15.170 ingressi, un volume di assunzioni che supera persino quello di centri urbani più grandi. Al contrario, le grandi aree metropolitane mostrano dinamiche differenti: a Catania si attendono 7.630 ingressi stranieri, con un’incidenza dell’8,7 per cento, mentre a Palermo i nuovi assunti non italiani previsti sono 5.630, pari al 6,7 per cento del totale provinciale.

Le altre province dell’Isola mostrano percentuali di inserimento che riflettono le specificità dei loro tessuti economici. A Trapani le entrate stimate sono 5.150, pari al 15,2 per cento delle assunzioni totali, seguita da Siracusa con 6.880 ingressi e un’incidenza del 17,3 per cento. Percentuali più basse si registrano a Messina, con 5.480 nuovi lavoratori stranieri e un’incidenza dell’11,5 per cento, e ad Agrigento, dove si prevedono 3.370 ingressi pari all’11,6 per cento. Caltanissetta si attesta al 12,3 per cento con 2.460 unità, mentre il valore più contenuto si riscontra a Enna, dove i 680 ingressi previsti rappresentano l’8,4 per cento della domanda di lavoro locale.

Il confronto con il resto d’Italia

Quando si confronta la Sicilia con il resto d’Italia, appare evidente che l’Isola si trovi in una posizione intermedia tra le regioni del Nord e quelle del Mezzogiorno. Sebbene la Sicilia guidi la crescita percentuale delle assunzioni straniere nel Sud Italia dopo la Basilicata e la Calabria, l’incidenza totale rimane lontana dai picchi del Nord-Est. Per fare un esempio, il Trentino-Alto Adige registra un’incidenza di assunzioni straniere del 31,5 per cento, mentre l’Emilia Romagna e la Lombardia superano la soglia del 29 per cento. In termini di volumi assoluti, il divario è ancora più netto: i 52.460 ingressi siciliani impallidiscono di fronte ai 301.250 della Lombardia o ai 151.230 dell’Emilia Romagna.

Tuttavia, è proprio la velocità della crescita a indicare un cambio di rotta. Mentre regioni come la Sardegna hanno registrato un incremento modesto delle assunzioni straniere dal 2017 ad oggi, fermandosi al 22,6 per cento, la Sicilia ha quasi triplicato il numero di nuovi contratti offerti a cittadini immigrati. Questo dinamismo è alimentato da settori chiave dell’economia isolana come l’agricoltura, dove a livello nazionale quasi la metà delle nuove assunzioni riguarda stranieri, e la ristorazione, che guida la classifica delle professioni più richieste con oltre 231mila ingressi in tutta Italia.

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