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In Campania ultima tappa del roadshow verso Fieragricola 2026

In Campania ultima tappa del roadshow verso Fieragricola 2026

Che si terrà a Verona dal 4 al 7 febbraio

Roma, 14 gen. (askanews) – Si è chiuso con la tappa a Paestum, in Campania, il roadshow di Fieragricola che ha toccato negli ultimi mesi Sardegna, Calabria, Sicilia, Puglia e Lazio. “Un tour che ha presentato le novità legate alla 117esima edizione di Fieragricola, in programma a Verona dal 4 al 7 febbraio prossimi, manifestazione sempre più internazionale e proiettata ad accompagnare il sistema agricolo verso una crescita che passa in particolare dall’innovazione come driver per migliorare produttività, sicurezza alimentare, efficienza delle filiere e marginalità”, spiega in una nota Matteo Pasinato, Event manager di Fieragricola.

Il claim della rassegna internazionale di agricoltura di Verona è “Full Innovation”: e nei 12 padiglioni interamente occupati dell’intero quartiere fieristico ci sarà Fieragricola Tech, salone dedicato all’innovazione e alle nuove tecnologie nei settori dell’agricoltura digitale, smart irrigation, energie rinnovabili, biosolution, robotica.

La tappa campana dell’8 gennaio scorso ha acceso i riflettori sulla zootecnia, in particolare quella bufalina, forte di una delle più importanti filiere Dop del Made in Italy grazie alla Mozzarella di Bufala Campana, oltre 50mila tonnellate prodotte fra gennaio e novembre 2025, ottenute da quasi 177mila tonnellate di latte valorizzate sul territorio per la Dop. Il comparto, in questa fase, sta attraversando alcune difficoltà legate alla discesa del prezzo del latte, non sufficientemente compensata dai prezzi della carne. Punto di forza del comparto, la genomica.

“Anasb, l’Associazione nazionale allevatori di specie bufalina – ha ricordato il direttore, Gabriele Di Vuolo – è l’unica realtà che si occupa attivamente di genomica nel segmento bufalino, aspetto che ci consente una crescita costruttiva e un confronto costante con allevatori e centri di ricerca di tutto il mondo”. Gli aspetti genetici, per il presidente di Anasb, Nicola Palmieri, “costituiscono un pilastro sul quale investire per rafforzare gli aspetti legati alla produttività e alla sostenibilità, migliorando benessere animale e quantità di latte per animale”.