In Sicilia stimate 19.000 assunzioni a gennaio - QdS

In Sicilia stimate 19.000 assunzioni a gennaio

Serena Giovanna Grasso

In Sicilia stimate 19.000 assunzioni a gennaio

sabato 22 Febbraio 2020 - 00:00
In Sicilia stimate 19.000 assunzioni a gennaio

Cgia Mestre: nell’Isola difficoltà maggiori legate all’assenza di candidati (10%) e impreparazione (14%). Nella nostra regione i profili di difficile reperimento sono cuochi, camerieri e camionisti

PALERMO – Supera appena le 19 mila unità la previsione di nuove assunzioni prospettata in Sicilia per il mese di gennaio dall’ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha condotto le proprie elaborazioni sulla base dei dati forniti da Unioncamere. Si tratta appena del 4,2% delle poco più di 462 mila assunzioni prospettate a livello nazionale per il primo mese dell’anno in corso. In Italia spicca in assoluto la Lombardia, regione che da sola concentra circa un quarto delle assunzioni complessivamente previste (117.690), seguono a distanza altre realtà settentrionali come Veneto (45.900) ed Emilia Romagna (42.390) e per l’Italia centrale il Lazio (46.300).

Nel dettaglio, la Sicilia rappresenta l’ottava regione per numerosità di nuove assunzioni prevista. Ma quel che colpisce di più è il fatto che ben un quarto delle assunzioni prospettate nell’Isola sarebbero di difficile reperimento: infatti, i cosiddetti introvabili rappresentano ben il 26% del totale, di cui il 10% determinato dalla mancanza di candidati, mentre per un altro 13,6% per la poca preparazione di questi. A livello nazionale, la situazione appare ancor più difficile, poiché in media i profili professionali di difficile reperimento raggiungono addirittura un terzo del totale (32,8%). Il Friuli Venezia Giulia si configura come la regione maggiormente penalizzata in tal senso: infatti, le posizioni di difficile reperimento arrivano a toccare il 43,3%.

I profili professionali di difficile reperimento variano man mano che ci spostiamo lungo lo Stivale: infatti, se al Nord si parla di tecnici informatici, addetti alla vendita, esperti in marketing, progettisti, ingegneri, operai metalmeccanici ed elettromeccanici; in Sicilia in particolare, e in tutto il Mezzogiorno più in generale, le posizioni disperatamente ricercate sono cuochi, camerieri, altre professioni dei servizi turistici e conduttori di mezzi di trasporto. In particolare, sono sempre meno numerosi i giovani che vogliono fare gli autisti di mezzi pesanti, sia perché il costo per ottenere la patente C o D e la “Carta di qualificazione del conducente” ha un peso significativo che oscilla tra i 2.500 e i 3.000 euro, sia perché è una professione estremamente faticosa: non a caso, questo settore negli ultimi dieci anni ha perso quasi 25 mila padroncini.

“L’offerta di lavoro si sta polarizzando – ha affermato Paolo Zabeo, il coordinatore dell’ufficio studi Cgia – da un lato gli imprenditori cercano sempre più personale altamente qualificato, dall’altro figure caratterizzate da bassi livelli di competenze e specializzazione. Se per i primi le difficoltà di reperimento sono strutturali a causa anche dello scollamento che in alcune aree del Paese si è creato tra la scuola e il mondo del lavoro, i secondi, invece, sono profili che spesso i nostri giovani rifiutano e solo in parte vengono coperti dagli stranieri”.

In generale, il nostro mercato del lavoro presenta un grande paradosso: infatti, il 35% degli occupati laureati e diplomati è sovraistruito, questo perché pur di lavorare molte persone hanno accettato un’occupazione meno qualificata del titolo di studio conseguito ed esiste un disallineamento tra le competenze richieste e quelle possedute. In parte, questo effetto è ascrivibile al fatto che la maggior parte dei laureati lo è in materie umanistiche o sociali difficilmente spendibili nel mercato del lavoro, mentre abbiamo un numero insufficiente di laureati in materie scientifiche (matematica, fisica, chimica) che, invece, sono ricercatissimi dalle medie e grandi imprese.

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