Inail, in Sicilia ispezionati 585 luoghi di lavoro, oltre il 40% meno del 2019 - QdS

Inail, in Sicilia ispezionati 585 luoghi di lavoro, oltre il 40% meno del 2019

Michele Giuliano

Inail, in Sicilia ispezionati 585 luoghi di lavoro, oltre il 40% meno del 2019

martedì 09 Novembre 2021 - 01:45

Sempre meno controlli, accanto al numero esiguo di verifiche svolte dagli ispettorati del lavoro. Calano gli infortuni ma aumenta il numero dei decessi rispetto allo scorso biennio

PALERMO – Sempre meno controlli nelle aziende, anche da parte dell’Inail.
Accanto al numero esiguo di verifiche svolte dagli ispettorati del lavoro, anche l’ente che si occupa della sicurezza sul lavoro dei dipendenti ha ridotto di parecchio la propria attività ispettiva in Sicilia. Nel 2020 sono state ispezionate, secondo i dati resi noti dall’Inail stessa, soltanto 585 aziende su tutto il territorio siciliano (-39,38% rispetto al 2018, -41,50% rispetto al 2019). Dalle ispezioni effettuate sono stati accertati 6,4 milioni di euro di premi omessi, il 25,53% in meno rispetto al 2018 e il 14,75% in meno rispetto al 2019. A livello nazionale si è registrato un calo del 27,96% rispetto al 2018 e un aumento del 6,28% rispetto al 2019%. Dati allarmanti, che si mantengono comunque al di sopra della media nazionale: le aziende ispezionate in Italia sono state complessivamente 7.486, in diminuzione in confronto ai due anni precedenti rispettivamente del 52,70% e del 51,70%.

In parallelo, l’Inail svolge attività di verifica su attrezzature, macchine e impianti con la principale finalità di accertare i livelli di sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro. In Sicilia i servizi omologativi e certificativi richiesti e resi nel 2020 sono stati 3.075, in diminuzione rispetto ai due anni precedenti (-42,19% rispetto al 2018, -29,87% rispetto al 2019). Il fatturato relativo a queste voci registrato nel 2020 è stato di 800 mila euro, in calo del 41,30% rispetto al 2018 e del 27,40% rispetto al 2019. A livello nazionale i servizi richiesti e resi nel 2020 sono diminuiti, rispettivamente del 32,66 e dell’11,36%, mentre il fatturato è calato del 29,76% rispetto al 2018 e del 4,34% rispetto al 2019. Segnale positivo, il numero di denunce di infortunio, che sono diminuite anch’esse: a livello regionale sono state registrate 22.645 denunce di infortunio, -19,95% rispetto al 2018, -18,92% rispetto al 2019; purtroppo, le denunce di infortunio con esito mortale sono state 91, e significa 15 casi in più rispetto al 2018 e tre in più rispetto al 2019.

Sono diminuiti anche gli indennizzi per inabilità temporanea erogati ai lavoratori siciliani infortunati in confronto sia al 2018 (-10,09%), sia al 2019 (-9,98%). Il dato è in controtendenza rispetto a quello nazionale, che ha segnato incrementi di oltre il 3% rispetto a entrambi gli anni. Nel 2020 nel territorio regionale è stato concesso anche un indennizzo per inabilità temporanea per tecnopatia, come nel 2018; nessun indennizzo per il 2019.

Il settore delle costruzioni è quello maggiormente colpito: si registra in Italia una vittima ogni 48 ore – affermano il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo, il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese e il segretario generale Feneal Uil Messina Palermo Pasquale De Vardo -. Prevenzione, formazione e sicurezza devono essere considerati costi necessari sui quali non si può risparmiare”. Gli infortuni accertati positivi in regione sono stati 15.226, in diminuzione rispetto sia al 2018 (-23,59%), sia al 2019 (-22,89%): gli infortuni accertati positivi in assenza di menomazioni sono stati 12.913, in calo del 17,14% rispetto al 2018 e del 16,94% rispetto al 2019.

“Chiediamo al governo nazionale – concludono dai sindacati – di passare dalle parole ai fatti e di adottare le misure individuate tra le quali l’immediata sospensione dell’impresa che non osserva le norme sulla sicurezza, l’assunzione di ulteriori ispettori e tecnici della prevenzione, una campagna straordinaria di formazione e informazione anche con il coinvolgimento delle Regioni e l’istituzione della Banca dati Unica degli infortuni, per premiare le imprese più serie e virtuose e sanzionare chi è stato condannato per infortuni sul lavoro”.

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