Uno sguardo nuovo, una prospettiva diversa che intende sovvertire il pregiudizio restituendo alla comunità la giusta narrazione. Stamani, all’interno del Museo Diocesano di Catania, è stata inaugurata la mostra fotografica “Si muove la città – Sguardi sul quartiere San Cristoforo”, promossa dalla Caritas di Catania nell’ambito del progetto nazionale “Percorsi di speranza”. Una raccolta di alcuni scatti realizzati dai giovani – abitanti, volontari e studenti – che hanno voluto rappresentare uno dei quartieri più antichi e autentici della città, San Cristoforo appunto, immortalandone scorci, contraddizioni, speranze e soprattutto dando luogo a una variegata umanità da osservare con occhi diversi. Un modo per ridisegnare la dignità dei luoghi e dei suoi abitanti, liberandolo dalla gabbia del preconcetto e restituendo, al quartiere e alla città tutta, il diritto ad esistere.
La missione, Nuccio Puglisi:”Percorsi di speranza contro i pregiudizi”
Ed è quello che ha evidenziato don Nuccio Puglisi, direttore della Caritas etnea, nel presentare l’esposizione e nell’evidenziarne la missione. “Si tratta di percorsi di speranza che hanno il compito di assumere delle forme e somigliare sempre di più alle persone che ritraggono – ha detto – e che vivono un quartiere che subisce un pregiudizio da decenni, pregiudizio che spesso rischia di portarlo all’attenzione degli altri come la sintesi di tanti limiti. Questo progetto vuole superare i limiti e dare vita a una narrazione diversa. Fatta da chi conosce questa realtà meglio di noi. Dietro ogni foto c’è una scelta di bellezza”.
Un’iniziativa dall’alto valore sociale e sociologico: d’altronde, il progetto è stato realizzato con la collaborazione scientifica del dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania e col prezioso contributo di una rete di associazioni del territorio. “All’indomani della conclusione dell’anno giubilare – ha commentato l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna – è bello vedere realizzati questi percorsi di speranza che fanno muovere la città non verso un futuro indefinito ma nel presente perché sono già abitati da persone che si sono incontrate, che hanno trovato la nostra attenzione, che si sono sentite ascoltate. E oggi ne apprezziamo anche la narrazione con le parole e con le immagini che sentiamo appartenere alla nostra città, alla nostra vita ecclesiale. Non sono degli estranei solo perché li vediamo in foto, ma sono accanto a noi. L’immagine ci dà l’opportunità di fermarci e fermarsi significa riflettere”.
Il progetto di mostra fotografica
Il percorso si è articolato su due canali fondamentali, come illustrato da Valeria Pisasale, commissario arcivescovile della Confraternita Maria SS. del Soccorso, che si è soffermata sul lavoro corale. “Abbiamo coinvolto oltre sessanta persone, tra abitanti, volontari, ricercatori, professionisti, attraverso i laboratori partecipativi che hanno permesso di costruire una vera e propria comunità di progetto coinvolgendo tutti gli attori del territorio che hanno sviluppato bisogni, riflessioni e prospettive sul quartiere” – ha sottolineato.
Contestualmente all’inaugurazione della mostra, è stato presentato il video reportage sul percorso del progetto, attraverso il racconto dei protagonisti e di un ospite speciale: Leo Gullotta.
“Si muove la città”, realizzata con il contributo di Assieme, per San Cristoforo, Associazione Cappuccini Catania, Cantiere per Catania, Centro Astalli Catania, Comunità Sant’Egidio, Parrocchia Sacratissimo Cuore di Gesù dei Cappuccini, Ufficio Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Catania, rappresenta solo una tappa di un percorso più ampio che continuerà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di consolidare le reti territoriali create e di moltiplicare le occasioni di partecipazione e protagonismo della comunità di San Cristoforo.
Iscriviti gratis al canale WhatsApp di QdS.it, news e aggiornamenti CLICCA QUI

