Inaugurato a Palermo l’Anno giudiziario 2026 del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia nella sede di Palazzo Benso ormai di proprietà. Una apertura senza grandi cambiamenti, sostanzialmente in continuità con quanto la relazione sull’andamento del 2025 del presidente Salvatore Veneziano ha sintetizzato.
Inoltre, anche sul piano organizzativo non ci sono grandi variazioni. “Anzi, abbiamo registrato a metà del 2025 una perdita di una unità perché la collega Cappellano si è trasferita in altra sede e quindi siamo rimasti sguarniti”, spiega al nostro giornale il presidente Veneziano aggiungendo che “purtroppo non ci sono prospettive di sollecito cambio”.
L’ufficio regge nonostante la riduzione in organico
A fronte della riduzione organica al Tar della Sicilia, l’ufficio regge malgrado tutto il carico di lavoro, ma con degli incrementi sensibili dei ricorsi. “Abbiamo registrato lo scorso anno questo aumento – dice il presidente Salvatore Veneziano – soprattutto su questi ricorsi ‘carta docente’, che è una tipologia di ricorsi seriali ma che numericamente ci impegna e continua con lo stesso modo anche nel 2026 perché abbiamo già 140 ricorsi in questi primi due mesi dell’anno”.
La proiezione dell’effetto caotico che la Carta docente ha costituito vede lo stesso trend, se non addirittura un lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2025.
Veneziano: “Tar Sicilia in linea con i tempi di trattazione cautelare”

“Difficoltà che non ci impediscono di concentrarci sul lavoro corrente – afferma il presidente della Tar della Sicilia – e quindi sulla trattazione delle tematiche ordinarie e nella prosecuzione dell’attività di contenimento degli arretrati, ma sarebbe giusto parlare di tempestività della definizione di nuovi giudizi più che di arretrati”. Salvatore Veneziano ha comunque valutato i dati relazionati dal presidente del Consiglio di Stato di Roma, Luigi Maruotti, concludendo che il Tar della Sicilia è “assolutamente in linea con i tempi di trattazione cautelare, addirittura alcuni giorni meno della media nazionale” ed “in linea con la trattazione cautelare dei riti appalti”.
Infine, la relazione sull’andamento dell’attività del Tar della Sicilia vede la definizione dei giudizi di primo grado trattati con rito appalti sensibilmente al di sotto della media nazionale. “Intorno a 80 giorni a fronte di circa 105 di media nazionale”, spiega Veneziano sottolineando che proprio questi sono i giudizi “considerati più sensibili come impatto sull’economia e sull’attività amministrativa”.
“Contenzioni in sanità, non ripetitivi ma tradizionali”
La tematica della Sanità, in Sicilia e quindi per il Tar regionale, secondo il presidente Veneziano “è un contenzioso non ripetitivo ma tradizionale, nel senso che si aggiorna di anno in anno, sulla base delle nuove misure adottate dalla Regione”.
Il caso Italo Belga potrebbe approdare al Tar
Tra le misure adottate dalla Regione Siciliana che è già stato annunciato sarà oggetti di ricorso al Tar c’é adesso anche la decadenza della concessione alla società Italo Belga s.p.a. per la spiaggia di Mondello. “Siamo chiamati a gestire, e dovremo probabilmente occuparci, di vicende sensibili per una realtà come quella siciliana e palermitana, come quello che gravita intorno alla spiaggia di Mondello”, dice Veneziano riferendosi alla notizia dell’ultimo e definitivo intervento regionale con cui è stato definito l’epilogo della super concessione storica per la spiaggia più nota e frequentata del capoluogo siciliano.
Nel 2025 un aumento di circa il 40% dei ricorsi
In linee generali, rispetto al 2025 relazionato, l’anno in corso registra un aumento del 40% circa dei ricorsi. Circa 750 fascicoli in più sul tavolo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ricorsi che risultano legati, come in tutti i Tribunali amministrativi regionali italiani, alla Carta docente.
Progetti finanziati dal Pnrr, nel 2027 si saprà se aumenteranno il carico di ricorsi al Tar
“Un incremento che denota soltanto inadempienza dell’amministrazione, in questo caso del Ministero dell’Istruzione e del merito”, dice Veneziano. Ci sarà invece da attendere il prossimo anno, con la relazione sull’attività del 2026, per sapere se l’anno di chiusura dei progetti finanziati dal Pnrr causeranno un importante carico di ricorsi al Tar. Al momento, l’incremento di ricorsi in materia è molto contenuto e si attesta su qualche decina in più.
Sono ricorsi che secondo il presidente Veneziano “non hanno scatenato troppo contenzioso”, ma il dato strutturale – spiega al Quotidiano di Sicilia il presidente del Tar dell’Isola – “conseguenza del nuovo Codice appalti, che essendosi liberalizzato in senso lato, reso meno formale ed anche con minori adempimenti di pubblicità ed affidamenti più piccoli, su questo settore abbia finito per sfuggire a contenzioso”. Il presidente Salvatore Veneziano pone una ipotesi sulle ragioni di tale contenimento: “Forse perché meno noto o perché essendo un settore che dovrebbe essere di un certo rilievo – leggevo anche i dati pubblicati dal Quotidiano di Sicilia in questi giorni, che sta facendo un’indagine denunziando questa assenza di informazioni puntuali – ma anche per l’ampiezza del fenomeno, probabilmente è dovuto al fatto che non si è creato contenzioso”.
Altri appalti
“Alla fin fine – afferma Veneziano in merito agli appalti ed alla mole di ricorsi che fin qui il Pnrr non ha prodotto – un dato che ho potuto rilevare è che alcune opere di grosso impatto economico hanno finito per essere finanziati su fondi paralleli, probabilmente per non incappare nella tagliola della scadenza del 30 giugno, e quindi non sono direttamente collegati al Pnrr”.
Nell’intervista che il presidente del Tar della Sicilia ha rilasciato al nostro giornale c’é tempo e modo anche per il ricordo di una persona da poco scomparsa: “Una cosa che ha trovato in qualche modo soluzione è stato il problema che avevo denunziato in passato di difficoltà dell’amministrazione regionale sui debiti fuori bilancio – racconta il presidente – e li, devo dire la verità, si è creata una proficua interlocuzione partita già dalla fase in cui c’era l’avvocato Maria Mattarella quale segretario generale della Regione e che compiangiamo tutti”. Alla sorella del presidente della Repubblica è stata intitolata, dopo la scomparsa, una importante sala al secondo piano di Palazzo d’Orleans.
Schifani loda l’operato delle toghe siciliane
Parlando di Palazzo d’Orleans, tra gli ospiti illustri della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar siciliano, insieme alle alte cariche civili e militari, cittadine ed al prefetto di Palermo Massimo Mariani, c’era proprio il presidente della Regione Siciliana. Renato Schifani, a margine della cerimonia, ha lodato l’operato delle toghe siciliane sostenendo che ciò che “dovrebbe fare il popolo siciliano è riconoscere il merito a questa magistratura” per la sua grande autorevolezza, grande saggezza, grande equilibrio”.
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