Stamani, nell’aula magna “Santo Mazzarino” del Monastero dei Benedettini di Catania, è stato inaugurato il 591° anno accademico dell’Università degli studi di Catania. Ospite della giornata, l’ambasciatrice Mariangela Zappia, presidente dell’Istituto per gli Studi di Politica internazionale. L’evento si è aperto con il suggestivo Corteo Storico al quale hanno preso parte le delegazioni dei dipartimenti e delle strutture didattiche dell’Ateneo, il Senato Accademico, la prorettrice Lina Scalisi e i rettori e le rettrici delle università ospiti tra cui i ‘siciliani’ Midiri, Spatari e Scollo e il vertice della Humanitas University Terracciano.
Il sapere come “atto fondativo” di cittadinanza attiva
Prima cerimonia in assoluto per il neo-rettore Enrico Foti, il quale ha aperto con vivo entusiasmo l’evento, dichiarando in primis la visione dell’Università fatta di dialogo tra passato e presente e di un futuro in cui è sempre più sentita l’autorevolezza dell’Ateneo e la capacità di attrarre risorse e talenti. Non è mancata la rinnovata riflessione su ciò che è il sapere e su cosa porta alla comunità studentesca. Un sapere che dia agli studenti non una formazione passiva ma un futuro lavorativo. Un sapere, infine, che crei soprattutto cittadinanza attiva.
«L’università – spiega – ha da sempre lo scopo di custodire ciò che è stato e di agire ciò che è. È un cammino che parte dalla memoria per orientarsi nel presente e costruirne il futuro. In questo luogo che custodisce esempi di studio e di vita, inauguriamo il nuovo anno accademico con la consapevolezza che il sapere non chiede di essere semplicemente attraversato ma compreso, rispettato e abitato. L’università cresce solo quando sa tenere insieme persone, competenze, responsabilità e fiducia, sostenendo ogni giorno docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e studenti in un percorso impegnativo ma straordinario, un cammino esigente e affascinante, fatto di studio, ricerca, dedizione e speranza».
L’intervento del direttore generale Corrado Spinella
Il rettore Enrico Foti esprime inoltre la sua vicinanza alle popolazioni colpite dal Ciclone Harry e alla comunità di Niscemi, assicurando l’impegno responsabile dell’Ateneo a sostegno di studenti, famiglie e territori feriti. Prosegue poi il suo discorso annunciando la nascita della Fondazione Siciliae Studium Generale 1434. Ultima nota conclusiva è la solidarietà attiva, ancora una volta espressa da parte dell’Ateneo verso gli studenti provenienti da Gaza grazie al progetto IUPALS, e verso i numerosi studenti iraniani che frequentano le aule catanesi.
Prosegue poi l’intervento del direttore generale Corrado Spinella il quale precisa che, nonostante la contrazione del Fondo di Finanziamento Ordinario a livello nazionale, l’Ateneo mantiene una solida situazione economico-finanziaria, con un fondo cassa di circa 450 milioni di euro e il pieno rispetto degli indicatori ministeriali di sostenibilità.
Particolare rilievo è stato attribuito ai progetti finanziati nell’ambito del PNRR, per un valore complessivo superiore a 130 milioni di euro, ormai in fase conclusiva. «L’Ateneo – asserisce il Direttore Generale – ha già raggiunto il 93% della rendicontazione delle risorse, superando il target previsto dell’88% per il 2025 e confermandosi pienamente in linea con gli obiettivi di spesa. Sul piano organizzativo, inoltre, è stato rafforzato il coordinamento tra le strutture della Direzione generale e avviata l’implementazione di un ambiente informativo unitario per la gestione dei dati, a supporto dei processi di qualità, valutazione e ranking. Gli interventi hanno già prodotto un miglioramento nel posizionamento nazionale e internazionale dell’Ateneo».
La lectio magistralis dell’ambasciatrice Mariangela Zappia
Seguono poi gli interventi della giovane senatrice accademica, Gaia Castro e del consigliere di amministrazione Francesco Pezzillo. Prezioso, infine, l’intervento dell’ospite d’onore Mariangela Zappia, presidente dell’Istituto per gli Studi di Politica internazionale, nonché ambasciatrice italiana negli USA dal 1º luglio 2021 al 1º settembre 2025 e prima donna in Italia a ricoprire la carica di Rappresentante Permanente presso il Consiglio Atlantico e presso le Nazioni Unite. Dona all’aula magna una lectio magistralis dal titolo “Frammentazione: un destino inevitabile o una scelta?” che illustra le principali problematiche del Mediterraneo in cui abitiamo e l’importanza delle scelte di ogni cittadino: «Il Mediterraneo è un luogo che per sua natura invita a riflettere sulla connessione piuttosto che sul confine, sull’apertura piuttosto che sulla chiusura. Eppure, oggi il mondo appare sempre più chiuso e sempre più frammentato e fratturato. La prima considerazione è che tali fratture non si siano prodotte per caso ma che sono risultato di dinamiche, di tensioni e di scelte, inclusa la scelta fondamentale che al cittadino è data nelle nostre democrazie».
A conclusione dell’evento – arricchito dagli intermezzi musicali del Coro di Ateneo diretto dai maestri Paolo Cipolla, Franco Lazzaro e Giuseppe Sanfratello – il premio Alumnus/Alumna conferito a Rossella Fiamingo, Rosario Aitala, Lucio Blandini e Riccardo Mulone.
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