Le calamità di inizio anno, il ciclone Harry, la frana di Niscemi, hanno scoperto – in realtà fatto riscoprire, perché lo si è sempre saputo – un lato diverso delle fragilità della Sicilia. La terra che si sbriciola per la forza del mare o per i mancati interventi di messa in sicurezza laddove già trent’anni fa i primi cedimenti avevano portato gli abitanti ad abbandonare le case hanno mostrato un’isola incapace di gestire gli effetti dell’acqua. Quasi un paradosso in una regione che da qualche anno convive con la siccità al punto da essere riconosciuta un’emergenza nazionale, anche se i dati del Servizio informativo agrometeorologico siciliano (Sias) della Regione dicono che le abbondanti piogge di gennaio e febbraio hanno contribuito “al superamento non solo della siccità agronomica, ma anche della siccità idrologica, che si è manifestato con ulteriori incrementi dei volumi idrici accumulati nel sistema degli invasi”, portando gli esperti ad affermare che “gradualmente si stanno restringendo quindi le aree dove risultano ancora condizioni di siccità a lungo termine”.
Incendi in Sicilia: quasi cento ettari bruciati nei primi mesi del 2026 tra Palermo e Messina
Ma messa quasi alle spalle la stagione invernale, all’orizzonte si prospetta già il menù tradizionale dei mesi caldi. Un menù in cui la portata principale da ormai tanti anni è rappresentato dalla questione degli incendi. Un tema che in alcune annate ha assunto i connotati della vera e propria piaga, con tanto di morti e migliaia di ettari distrutti il più delle volte dalla mano consapevole dell’uomo. I roghi dolosi e quelli colposi dovuti alle inadempienze in fatto di manutenzione rappresentano la principale causa delle devastazioni causate dal fuoco. A incidere sono senz’altro i comportamenti dei cittadini, l’inciviltà e la poca consapevolezza dei rischi, ma a essere tirati in ballo sono anche le responsabilità degli enti pubblici a vari livelli. Per il momento nel 2026, complice l’inverno particolarmente piovoso, ad andare bruciati è stato quasi un centinaio di ettari tra le province di Palermo e Messina. A dirlo sono i dati satellitari del programma europeo Copernicus. Numeri sostanzialmente contenuti ma che non possono permettere di fare abbassare la guardia, considerato il prossimo innalzamento delle temperature.
Legge 353/2000 e catasto incendi: 142 Comuni siciliani non rispettano l’obbligo annuale
In tal senso una notizia, finora passata inosservata, riporta l’attenzione sull’inadeguatezza dei Comuni a rispettare le previsioni della legge quadro 353 del 2000. Tra i compiti assegnati agli enti locali c’è quello di aggiornare annualmente il cosiddetto catasto incendi. I Comuni sono chiamati a individuare le aree percorse dal fuoco, in modo da determinare i terreni su cui entrano in vigore i divieti previsti dalla stessa legge, tra i quali quello di cambio di destinazione d’uso per 15 anni, di costruzione e pascolo per 10 anni, di rimboschimento per cinque anni. Disposizioni pensate per contrastare eventuali speculazioni da parte di chi potrebbe essere interessato ad appiccare le fiamme, ma che inevitabilmente lasciano il tempo che trovano nel momento in cui non si riesce a monitorare ufficialmente le aree interessate dai roghi.
Da anni la Regione finisce per sostituirsi ai Comuni, inviando commissari laddove non si riesce ad aggiornare i catasti incendi entro i termini previsti dalla legge. Un fenomeno tutt’altro che residuale, come confermato anche quest’anno dal decreto firmato il 10 marzo da Renato Schifani, che al momento ad interim tiene le redini dell’assessorato delle Autonomie locali. “I commissari incaricati – si legge nel provvedimento che interessa 142 Comuni, più di un terzo del totale – provvederanno, altresì, a dare corso agli adempimenti previsti per l’aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco relativo al quinquennio che precede l’annualità per la quale è stato conferito l’incarico qualora non si fosse ancora provveduto da parte degli organi comunali o dei commissari ad acta precedentemente incaricati, a causa della particolare complessità del procedimento e delle ragioni di carattere organizzativo che ne hanno impedito la definizione nei tempi normativamente previsti”.
Anci Sicilia: “Non solo sanzioni, servono supporto tecnico e cambio di approccio”
A commentare l’intervento della Regione è l’Anci Sicilia, l’associazione dei Comuni. “Non è più sostenibile che ogni anno, sul tema degli adempimenti legati alla prevenzione degli incendi, l’unica risposta sia il ricorso ai commissariamenti – dichiara al Quotidiano di Sicilia il segretario Mario Alvano – Siamo ben consapevoli delle difficoltà che i Comuni incontrano nell’assolvimento di questi obblighi ed è proprio per questo che riteniamo fondamentale porsi il problema di come sostenerli concretamente nello svolgimento di tali attività”.
Per Alvano, i correttivi da apportare nell’interesse di tutti è quello di prevedere interventi non soltanto con carattere sanzionatorio. “Serve un cambio di approccio: accanto agli obblighi, vanno messe in campo azioni strutturate di prevenzione e supporto ai Comuni, soprattutto sul piano tecnico e organizzativo – prosegue il segretario di Anci Sicilia – Per questo riteniamo di grande importanza un confronto con la Regione e con i soggetti competenti, finalizzato a individuare strumenti operativi efficaci e condivisi. Come Anci Sicilia siamo pronti a fare la nostra parte, contribuendo alla costruzione di un percorso che consenta agli enti locali di adempiere correttamente e, soprattutto, di prevenire”.
14.212 operai forestali al lavoro nel 2026: le categorie e il calendario di inizio attività
Guardando alla prossima stagione antincendio, invece, alla Regione si lavora per l’avvio delle assunzioni degli operai forestali. Mentre fa discutere la nuova sentenza che riconosce il diritto a un indennizzo a quanti per tanti anni sono stati reclutati per attività che i tribunali dicono non potere essere considerate stagionali, il dato che emerge da fonti della Regione vede in 14.212 unità il comparto che quest’anno si occuperà dei lavori di preparazione dei boschi – con la realizzazione dei viali parafuoco – e delle operazioni di spegnimento da terra dei roghi. Nello specifico sono 1320 gli operai a tempo indeterminato a cui si aggiungono 5297 appartenenti al gruppo dei cosiddetti 151isti, 6632 101isti e 963 78isti. Le categorie sono determinate dal numero di giornate annuali garantite ai lavoratori, anche se per i tre gruppi nel 2026 usufruiranno di 23 giornate in più come deciso dall’Ars a fine dello scorso anno. Numero che per il sindacato Sifus Confali potrebbe crescere ulteriormente.
“Il 31 marzo ci presenteremo in assessorato all’Agricoltura per chiedere la ripartizione delle giornate lavorative dei lavoratori forestali che entro il 2026 andranno in pensione – dichiara al Quotidiano di Sicilia il segretario regionale Franco Cupane –. Si tratta di circa mille lavoratori. L’aumento di 23 giornate è stato calcolato infatti su 13.500 unità, pari al dato del 2025, ma quest’anno il comparto subirà una nuova riduzione. Quindi – continua – chiederemo all’assessore Luca Sammartino di tenere in considerazione questo surplus di giornate, in attesa di vedere attuare una riforma del settore che sia giusta e che punti sulla salvaguardia del territorio e sulla stagionalità dei lavoratori storici e futuri”.
A livello provinciale il comparto degli stagionali è così ripartito: 1261 operai ad Agrigento, 969 a Caltanissetta, 2101 a Catania, 1661 a Messina, 4172 a Palermo, 1495 a Enna, 700 a Ragusa, 876 a Siracusa e infine 977 a Trapani. “Stando a quando ci risulta – commenta Cupane – l’inizio dei lavori degli operai assunti dall’assessorato all’Agricoltura per realizzare attività di manutenzione e viali parafuoco dovrebbe avvenire tra la metà e la fine di aprile. Mentre i lavoratori dell’antincendio dovrebbero entrare in servizi in due momenti diversi: i 151isti nella prima metà di maggio, i 101isti e i 78isti tra fine maggio e inizio giugno“.
Piano antincendio 2026: elicotteri, droni e tecnologia contro i roghi
In vista della nuova campagna antincendio, il governo Schifani ha di recente approvato l’aggiornamento al piano regionale. Come sempre il contrasto ai roghi avverrà sia da terra, con l’impiego delle squadre di operai stagionali e il contributo delle associazioni di volontariato, ma anche dal cielo: il 2026 rappresenta la seconda annualità del contratto biennale sottoscritto a fine 2024 con le società E+S Air ed Helixcom, ditte che da anni gestiscono quasi in assenza di concorrenza la fornitura di elicotteri. Ai dieci mezzi affittati dalla Regione si aggiungeranno, all’occorrenza, anche i canadair gestiti dalla Protezione civile nazionale.
Dieci elicotteri e fino a 360 ore di volo: come sarà strutturato il servizio aereo
Il servizio elicotteristico sarà strutturato, così come accaduto l’anno passato, prevedendo due mezzi per i dodici mesi dell’anno e per un totale per ognuno di essi di 360 ore volo. A questi se ne aggiungeranno quattro nel periodo che va dall’1 maggio al 14 ottobre e altrettanti tra il 16 giugno e il 30 settembre. Le attività di contrasto dei piromani iniziano a prevedere anche l’impiego di nuove tecnologie di controllo e monitoraggio dei punti più sensibili. In tal senso, l’iniziativa più significativa è quella che è stata ribattezzata Sicily Cyber Security, finanziata con fondi Fesr 2014-2020. Prevede di rafforzare, con un progetto che si articola in più fasi, le strutture di supporto al Corpo forestale.
Piattaforma Leonardo X2030 e termocamere: la rivoluzione tecnologica contro gli incendi
A livello di gestione delle informazioni, la macchina dell’antincendio siciliana sarà dotata di una nuova piattaforma, fornita da Leonardo spa, in grado di incrociare i dati provenienti dalle due piattaforme attualmente usate da Corpo forestale e Protezione civile. “L’apporto tecnologico innestato sull’organizzazione vigente si concretizza, principalmente, nell’utilizzo della nuova piattaforma integrata X2030, progettata secondo gli ultimi standard informatici, in grado perciò di connettere i flussi dati provenienti dalle piattaforme esistenti che comunque continueranno ad essere utilizzate”, si legge nel piano. Attesa anche per l’installazione delle termocamere. La strumentazione promette di rilevare i primi segnali dei roghi o la presenza delle condizioni più critiche – temperatura, umidità, fumo, velocità del vento – che possano favorire la propagazione delle fiamme e utilizzare analisi satellitare. L’obiettivo è quello di intercettare i problemi sul nascere in modo da intervenire prontamente e impedire la propagazione delle fiamme che spesso hanno causato danni immani al patrimonio naturalistico.
Droni, torrette e seimila sensori: la Sicilia investe nel monitoraggio capillare del territorio
La Regione punta poi a potenziare anche la flotta di droni. Questi ultimi non serviranno a contrastare i piromani quanto ad aiutare nelle operazioni di redazione del catasto incendi, perimetrando le aree percorse dal fuoco. L’anno scorso, due progetti pilota sono stati avviati per testare le nuove tecnologie. Uno riguarda l’utilizzo di nuove torrette di avvistamento sulle quali saranno installate le termocamere, un altro invece l’utilizzo di speciali sensori. Il piano prevede l’installazione di “12 torrette elettroniche con visibilità a 12, 5 o 5,5 chilometri e circa seimila sensori ubicati in 15 aree di interesse”, si legge nel piano.
I Comuni commissariati
Questo l’elenco dei 142 Comuni commissariati per non avere aggiornato al 2024 l’elenco delle aree percorse dal fuoco: Aci Castello, Aci Sant’Antonio, Agira, Alì, Alia, Alessandria della Rocca, Alimena, Aliminusa, Aragona, Barcellona Pozzo di Gotto, Belmonte Mezzagno, Bisacquino, Bivona, Bompensiere, Borgetto, Burgio, Buseto Palizzolo, Caccamo, Calamonaci, Calatabiano, Caltanissetta, Cammarata, Campobello di Licata, Campobello di Mazara, Campofranco, Camporotondo Etneo, Capizzi, Capo d’Orlando, Carini, Casalvecchio Siculo, Casteldaccia, Castelmola, Casteltermini, Castronovo di Sicilia, Castrofilippo, Castroreale, Catania, Catenanuova, Cattolica Eraclea, Chiaramonte Gulfi, Cianciana, Collesano, Condrò, Contessa Entellina, Corleone, Custonaci, Delia, Enna, Falcone, Ficarra, Floresta, Fondachelli-Fantina, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Gallodoro, Gela, Gioiosa Marea, Grotte, Gualtieri Sicaminò, Ispica, Itala, Joppolo Giancaxio, Letojanni, Lucca Sicula, Malvagna, Marineo, Mascalucia, Mazzarino, Mazzarrone, Melilli, Menfi, Merì, Mezzojuso, Militello in Val di Catania, Misiliscemi, Misilmeri, Misterbianco, Mistretta, Modica, Moio Alcantara, Monforte San Giorgio, Mongiuffi Melia, Montalbano Elicona, Monterosso Almo, Montedoro, Motta Camastra, Motta d’Affermo, Naro, Nissoria, Nizza di Sicilia, Pace del Mela, Pagliara, Palazzo Adriano, Palagonia, Partanna, Partinico, Patti, Pachino, Petrosino, Piana degli Albanesi, Portopalo di Capo Passero, Pozzallo, Racalmuto, Raddusa, Ragusa, Resuttano, Ribera, Riesi, Roccavaldina, Roccella Valdemone, Rodì Milici, San Filippo del Mela, San Giovanni Gemini, San Giovanni la Punta, San Mauro Castelverde, San Piero Patti, San Pietro Clarenza, San Vito Lo Capo, Sant’Alfio, Sant’Angelo di Brolo, Santa Caterina Villarmosa, Santa Elisabetta, Santa Maria di Licodia, Santa Teresa di Riva, Santo Stefano di Camastra, Sciacca, Siculiana, Serradifalco, Sommatino, Sperlinga, Torretta, Trabia, Trappeto, Trecastagni, Ucria, Ustica, Valdina, Valguarnera Caropepe, Villafrati, Villalba, Vittoria.

