Un incendio che lascia pensare a una nuova intimidazione ai danni di imprenditori a Palermo. Indagini della polizia e dei vigili del fuoco per chiarire se le fiamme che hanno distrutto tre furgoni di una ditta di costruzioni e due auto che si trovavano all’interno di un residence di via Luigi Cosenz, nel quartiere Cep hanno matrice dolosa oppure no. Danneggiati a causa delle fiamme anche due garage e il prospetto di un palazzo.
Incendio di furgoni e auto al Cep, i testimoni: “Sembravano petardi”
L’allarme è scattato a mezzanotte nella notte tra venerdì a sabato, anche se la notizia è stata resa nota solo nella giornata di domenica. Alcuni residenti hanno chiamato i vigili del fuoco intervenuti poco dopo sul posto per le operazioni di spegnimento, “Abbiamo sentito scoppiare, sembravano petardi – raccontano dei residenti a QdS.it -, poi ci siamo affacciati dalla finestra e abbiamo visto le scintille con conseguente incendio e abbiamo chiamato i soccorsi”.
Ipotesi intimidazioni e l’ombra del racket al Cep
La pista seguita dagli investigatori è quella che porta al rogo doloso, intimidazione a scopo estorsivo che fa rimpiombare il quartiere palermitano nell’incubo estorsioni. A inizio febbraio nove persone furono arrestate per minacce, estorsioni e violenza ai danni di commercianti tra Borgo Nuovo e Cep: a finire in manette esponenti del clan Cintura, due dei quali sono tornati liberi mentre per altri cinque sono stati disposti i domiciliari.
Il blitz di febbraio era scattato a seguito del coraggio di alcuni commercianti di Borgo Nuovo e Cep che avevano deciso di denunciare i Cintura. “Se non lo fai sei alla loro mercé. Vivono di questo. Se io non li avessi denunciati a quest’ora il locale sarebbe già loro” aveva dichiarato uno dei commercianti confermando di come molti esercenti erano sotto scacco del gruppetto.
L”incendio nel residence e l’omicidio di Barrile
Altra pista che stanno seguendo gli inquirenti sull’incendio dei mezzi all’interno di un residence di via Luigi Cosenz è quello di un possibile collegamento con l’omicidio del trentenne Placido Barrile avvenuto a pochi metri di distanza dal luogo del rogo, in via Filippo Paladini. La vittima è stata uccisa con quattro colpi di pistola tra la faccia e la testa. Sul Cep gli investigatori seguono due filoni: da un lato il delitto dall’altro le intimidazioni e non è escluso che i due episodi potrebbero essere collegati.
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