I legali di Saverio Romano, coordinatore di Noi Moderati, annunciano un’azione legale per tutelare il diritto di difesa. Il tutto dopo la decisione del tribunale del Riesame che, nel valutare la posizione di un altro indagato, torna a tirare in ballo la posizione dell’esponente politico già valutata dal giudice per le indagini preliminari in un provvedimento che la procura, a dicembre, non aveva impugnato.
Il contesto, più ampio, è l’inchiesta sugli appalti nella sanità siciliana che a novembre causò un vero e proprio “terremoto” politico in Sicilia la cui onda d’urto è ancora sottotraccia.
Cosa ha scritto il tribunale del Riesame
Il Riesame ha deciso di accogliere il ricorso della procura riguardo la posizione dell’imprenditore Sergio Mazzola e di disporre una misura cautelare minore, in questo caso il divieto temporaneo di esercitare l’attività di impresa.
Lo scontro con Romano si concretizza nelle motivazioni. Secondo il Riesame Saverio Romano “intervenne per aiutare l’amico imprenditore Sergio Mazzola nella vicenda dell’appalto per il servizio delle così dette attività ausiliare bandito dalla Asp di Siracusa, aggiudicato alla società Dussmann e poi finito sotto inchiesta”. Per entrambi il Gip ha declassato il reato da corruzione a traffico di influenze.
Romano: “Azione per tutelare il mio diritto di difesa”
Ma Saverio Romano non ci sta e sottolinea: “Il Tribunale del Riesame ha valutato la mia posizione senza che io fossi parte del procedimento e in assenza di qualsiasi contraddittorio, su fatti già esaminati dal Gip con esclusione di ogni gravità indiziaria – decisione che il Pm non ha ritenuto di impugnare” annunciando una azione legale a tutela del diritto di difesa.
“Il Tribunale del Riesame, pronunciandosi sulla posizione di un altro indagato, ha ricostruito analiticamente la mia posizione su fatti già sottoposti al Gip, che con ordinanza del 2 dicembre 2025 ha escluso la gravità indiziaria per tutti i reati contestati e ipotizzabili, incluso il traffico di influenze illecite. Quella decisione non è stata impugnata dalla Procura ed è diventata definitiva”.
“Tutto ciò è avvenuto in un procedimento nel quale non ero parte, non sono stato notificato e non ho potuto esercitare alcun contraddittorio. La mia posizione processuale è coperta da giudicato cautelare. Nessuna valutazione incidentale resa in un procedimento al quale non ho partecipato può modificarla”.
E conclude: “Ho già attivato con i miei difensori le iniziative necessarie a tutela del diritto di difesa, del principio del contraddittorio e della certezza del diritto”.
Il contesto
La gara rientra in una più ampia inchiesta su nomine di manager e gestione di appalti nella sanità siciliana che, a novembre, ha coinvolto tra gli altri anche Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione e segretario della Nuvova Dc, e il manager della Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone.
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