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Inchiesta Cefpas, revocati i domiciliari a Riccardo Gallo

Inchiesta Cefpas, revocati i domiciliari a Riccardo Gallo
A sinistra l’onorevole Riccardo Gallo, foto di Carlo Carino via Imagoeconomica; a destra la polizia, foto comunicato stampa

Accolta l’istanza presentata dai legali dell’ex deputato regionale

Revocati gli arresti domiciliari all’ex deputato regionale Riccardo Gallo, indagato per corruzione nell’inchiesta denominata “Corte dei miracoli” sulla presunta gestione illecita del Cefpas e dell’Asp di Agrigento. La decisione del gip di Caltanissetta.

Accolto ricorso degli avvocati di Gallo

Istanza accettata quindi dal giudice presentata dai legali difensori di Gallo, Luigi Troja e Lillo Fiorello. Nei confronti dell’ex parlamentare disposta l’interdizione dai pubblici uffici per dodici mesi.

Revoca domiciliari, le motivazioni del gip

Nel provvedimento il gip sottolinea che “le esigenze cautelari si sono affievolite”, questo grazie anche alle dimissioni rassegnate da Gallo dall’Assemblea regionale siciliana presentate qualche giorno dopo l’applicazione della misura cautelare.

Alla decisione dei domiciliari, il giudice aveva spiegato che non era possibile applicare una misura interdittiva perché Gallo ricopriva una carica elettiva. Dopo la rinuncia al seggio all’Ars, si è aperta la possibilità della revoca per Gallo.

Le accuse della procura

Per la Procura, che aveva chiesto per il deputato regionale la custodia cautelare in carcere, Gallo avrebbe instaurato un rapporto di scambio con l’allora direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo. In cambio del sostegno politico utile a mantenerlo alle redini dell’ente, il manager avrebbe messo la struttura a disposizione del deputato. Avrebbe così assegnato incarichi, consulenze e posizioni dirigenziali a persone da lui indicate. Gli inquirenti contestano inoltre un secondo presunto accordo con Giuseppe Capodieci, nominato direttore generale dell’Asp di Agrigento.

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