Sono iniziati questa mattina al palazzo di giustizia di Palermo i primi interrogatori nell’ambito dell’indagine per corruzione che ha provocato l’ennesimo terremoto politico in Sicilia e che coinvolge, tra gli altri, l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao.
Il medico Veruska Costanzo è stata una delle prime a essere ascoltata. Accompagnata dal legale Ivan Albo ha “reso davanti al giudice per le indagini preliminari spontanee dichiarazioni perché il tema unico, suggestivo, di questa vicenda è legato all’utilizzo delle parole”.
L’avvocato di Costanzo poi ha sottolineato: “Noi, invece, abbiamo preteso di confrontarci sul contenuto dell’investigativo, quindi come si dice nel gergo indiziario, e su questo abbiamo dato massima disponibilità al confronto investigativo, danno la disponibilità di cellulari, dove parte delle cose che non risultano alle richieste dei pubblici ministeri, invece, potrebbero essere adeguatamente chiarite rispetto a quella che è la prospettiva della mia cliente Costanzo”.
Per Veruska Costanzo, che ha terminato, l’interrogatorio preventivo, la Procura ha chiesto invece il divieto di dimora.
Il legale dice: “Noi dobbiamo guardare il problema nella prospettiva di Costanzo, poi se in un incontro parallelo di strade, mentre io guardo un obiettivo, tu ne stai conseguendo un altro e magari segui altre strade o mi chiarite se io sono a conoscenza di questa cosa o probabilmente c’è un grosso equivoco”.
“Nessuna responsabilità”
L’avvocato Albo spiega inoltre: “Nel capo di imputazione al di là del cognome Costanzo non c’è una responsabilità e allora dobbiamo partire da questo, che è il tema principale. Che cos’è? Se c’è un concorso nel reato ditemi in quale porzione di questi fatti che voi rappresentate io ho dato il mio contributo e in che termini? Perché questo è un confronto sul quale non solo con i pubblici ministeri, ma il giudice è obbligato a dirmelo”.
“Accusa inconsistente”
Per il legale l’accusa è “inconsistente”. E prosegue: “Il rischio è su questa porzione delle indagini non mi permetto di entrare a gamba tesa su temi che non mi riguardano, ma su questa porzione delle indagini al di là di inequivoche suggestioni espressive ‘messa a disposizione’, ‘contropartita’ sono espressioni infelici”.
“Veruska Costanzo non è mai stata ponte tra due mondi”
E infine: “La dottoressa Costanzo – prosegue l’avvocato Albo – si trova tra due fuochi, quello di volersi accreditare come soggetto assolutamente spendibile dal punto di vista istituzionale nel mondo delle cure palliative che la vede impegnata da 20 anni. E parallelamente, senza creare assolutamente ponti, nel mondo politico, conosce Giuseppe Lombardo nel 2022 e come tante persone nell’ambito delle proprie competenze le spende in quella segreteria politica, cercando di portare avanti quelle che sono le sue istanze per il mondo delle cure palliative. Veruska Costanzo non è mai stata ponte tra due mondi, bensì si è mossa con la passione e a tutela del mondo delle cure palliative. Non abbiamo nessuna difficoltà a condividere queste sue spontanee dichiarazioni”.
Terminato interrogatorio Lupo: “Ho risposto a tutte le domande gip”
“Ho risposto a tutte le domande”. Così Mario Lupo, già condannato in un’inchiesta per tangenti, lasciando il Palazzo di giustizia di Palermo dopo l’interrogatorio preventivo davanti al gip del Tribunale nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che vede coinvolto anche l’ex vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao.
Gli interrogatori, domani tocca ad Armao, Matta e Lombardo
Domani sarà il turno di Gaetano Armao e Pierluigi Matta, entrambi avvocati e professori universitari per i quali sono stati chiesti gli arresti in carcere, al deputato all’Ars di Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo.
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