Questa mattina, accompagnata dai suoi legali, Giuseppe Gerbino e Sebastiano Campanella, l’assessora regionale al Turismo della Sicilia, Elvira Amata, si è presentata al Tribunale di Palermo per la prima udienza preliminare davanti al guo Walter Turturici. Amata è indagata per corruzione nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Palermo, che inizialmente aveva riguardato più fatti, ma che si è ridotta a due episodi in un unico contesto.
Le accuse nei confronti dell’assessore Amata
In particolare le viene contestata l’assunzione del nipote dell’assessore in una società della co indagata Marcella Cannariato, moglie del patron di Sicily By Car Tommaso Dragotto, e interessata a un finanziamento per una manifestazione da lei organizzata. Secondo l’accusa Amata avrebbe “sponsorizzato” l’iniziativa su ‘Donne, economia e potere’ del dicembre 2023, promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario, in cambio di un lavoro per il figlio della propria sorella, prematuramente scomparsa.
Il ruolo di Marcella Cannariato e Tommaso Paolucci
L’assessorato avrebbe versato 30 mila euro e in cambio, secondo la Procura, Marcella Cannariato avrebbe assunto Tommaso Paolucci nella società di cui la donna era legale rappresentante, la A&C Broker Srl. Il giovane avrebbe lavorato da settembre 2023 a marzo 2024 e nello stesso periodo avrebbe avuto pure un alloggio pagato dalla stessa imprenditrice, nella struttura ricettiva Leone Suite B&B, per complessivi 4.590,90 euro. Amata, interrogata dai magistrati, aveva confermato la circostanza, spiegando di aver voluto aiutare Paolucci per il gravissimo lutto subito con la perdita della madre. La Procura, ricordiamo, ha richiesto il rinvio a giudizio per l’assessora Amata.
Le dichiarazioni all’uscita dal Tribunale: “Amareggiata, ma consapevole di essere estranea ai fatti”
“Come sto? Sono molto amareggiata. Ma ho la totale consapevolezza di essere totalmente estranea ai fatti”. Lo ha detto l’assessora regionale al Turismo della Sicilia Elvira Amata lasciando il Palazzo di Giustizia di Palermo dopo la prima udienza preliminare, che si è tenuta davanti al gup Walter Turturici per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per corruzione.
“Ho alle spalle oltre 35 anni di politica attiva, fatta sempre a testa alta al servizio della collettività e della comunità. E la mia storia lo dimostra”, aggiunge, lasciando il Tribunale accompagnata dai suoi legali, Sebastiano Campanella e Giuseppe Gerbino. “Perché – dice Amata -se ci fosse stato qualcosa, si sarebbe saputo. Per cui è chiaro che, dal punto di vista umano, mi sento colpita. Però, affronto tutto a testa alta proprio perché so come operato, fino a questo momento. Quindi, schiena dritta e testa alta. Grazie. E affronto la questione”. La prossima udienza si terrà il 2 marzo. In quella data il gup Walter Turturici potrebbe decidere se accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Palermo.
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