Roma, 5 mar. (askanews) – In un mercato del lavoro sempre più orientato ai valori dell’inclusione, la trasparenza salariale smette di essere un tabù per diventare una richiesta esplicita dei lavoratori. È quanto emerge dalla recente indagine condotta dal Centro Studi Coverflex, piattaforma leader nelle soluzioni di welfare aziendale orientate alla retribuzione flessibile, che ha raccolto le opinioni di oltre 300 persone, di cui il 70% lavoratrici e il 30% lavoratori, evidenziano un legame indissolubile tra la chiarezza retributiva e la retention.
Più dell’85% delle oltre 200 donne intervistate, infatti, ritiene che il livello di trasparenza influisca direttamente sulla fiducia riposta nel proprio datore di lavoro. Nonostante ciò, il divario tra aspettativa e realtà è netto: il 57,2% delle donne dichiara che nella propria azienda la trasparenza salariale è del tutto assente, e il 42,9% ammette di non avere alcuna idea di come la propria retribuzione venga definita rispetto a quella dei colleghi di pari livello.
Ma non è tutto, perché il 57,2% delle intervistate dichiara di aver subito (o sospettato fortemente) una disparità salariale legata al genere nel corso della carriera. Al contrario, il 99% degli uomini intervistati dichiara di non aver mai riscontrato tale problema. Emerge inoltre un marcato confidence gap in fase di trattativa: mentre il 98% del campione maschile si sente “abbastanza” preparato a negoziare stipendio e benefit, ben il 57,1% delle donne dichiara di sentirsi “poco” o “per niente” preparata ad affrontare la discussione economica.
Parlare di soldi resta complesso, specialmente per le nuove generazioni (le donne under 34 dichiarano al 98% di non sentirsi a proprio agio), ma la soluzione identificata dal campione è univoca: l’85,7% delle donne ritiene che una maggiore trasparenza salariale sia lo strumento principale per ridurre concretamente il Gender Pay Gap. Alla domanda su quali strumenti sarebbero più utili per colmare questo divario, le risposte non lasciano spazio a dubbi: Linee guida oggettive (71,4%): Il mercato chiede criteri di valutazione e promozione che siano chiari, scritti e comunicati. Benchmark e Range (57,1%): Trasparenza sulle fasce retributive interne per ogni posizione.
“I risultati di questa survey confermano che l’equità salariale non si risolve solo con un adeguamento dei compensi, ma con una rivoluzione culturale della trasparenza” – ha commentato Chiara Bassi, VP Global Public Affairs di Coverflex . “Il fatto che quasi il 60% delle donne si senta impreparato alla negoziazione indica che le aziende hanno la responsabilità di fornire strumenti e parametri oggettivi per livellare il campo di gioco. In questo contesto, il welfare aziendale emerge come un alleato strategico: una politica di benefit flessibile e trasparente non solo integra la retribuzione in modo equo, ma permette di personalizzare il valore offerto a ogni dipendente, riducendo le zone d’ombra che spesso alimentano il gap di genere”.

