A febbraio, l’inflazione riprende a crescere, registrando un incremento dell’1,5% su base annuale e dello 0,7% rispetto al mese di gennaio. Anche il costo della spesa e i prezzi di alimenti e bevande sono in aumento, con un +2% e un +2,5%. Tuttavia, l’impatto della guerra in Medio Oriente, iniziata il 28 febbraio, non è ancora visibile nei dati definitivi forniti dall’Istat. Questo conflitto ha già sollevato preoccupazioni tra le associazioni dei consumatori riguardo ai rincari attuali e alle loro possibili conseguenze future.
I dati su Palermo
Crescono i prezzi dei beni di prima necessità anche a Palermo. È quanto emerge dai dati di gennaio 2026 che l’Istat ha rilasciato avviando la diffusione degli indici dei prezzi al consumo. Così a Palermo l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (NIC) nel mese di febbraio ha fatto registrare una variazione congiunturale pari a +0,3% (+0,8% il mese precedente). Rispetto a febbraio 2025 la variazione tendenziale è pari a +1,5% (+1,3% il mese precedente).
Consumi delle famiglie
Concentrandoci unicamente sull’indice dei Prezzi al Consumo (IPC), misuriamo la variazione nel tempo dei prezzi di un “paniere” di beni e servizi rappresentativo dei consumi delle famiglie. Effettuando 13 divisioni, rispetto al mese precedente, L’incremento maggiore si è registrato nella divisione “Bevande alcoliche, tabacco e droghe” (+2,3%). Due divisioni sono in diminuzione: la divisione relativa a “servizi di ristoranti e servizi di alloggio” (-0,1%), ma la diminuzione maggiore si è registrata nella divisione “Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” (-0,4%), mentre la divisione “servizi di istruzione” non ha rilevato alcuna variazione.
Passando alle variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (febbraio 2025), dieci divisioni sono in aumento. L’aumento più elevato si è registrato nella divisione: “Servizi finanziari e assicurativi” (+5,4%), mentre la diminuzione maggiore si è registrata nella divisione “informazione e comunicazione” (-2,3%). Considerando i due principali aggregati (beni e servizi), i beni hanno fatto registrare una variazione tendenziale pari a +0,8% (+0,8% anche il mese precedente). Da rilevare, fra i beni, un aumento del 2,9% dei beni alimentari e una diminuzione del 2,2% dei beni energetici. I servizi hanno fatto registrare una variazione tendenziale pari a +3,2% (+2,8% il mese precedente). Da rilevare, fra i servizi, un aumento del 4,5% dei servizi relativi all’abitazione e un aumento del 3,7% dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.
L’inflazione di fondo
L’inflazione di fondo (core inflation), ovvero al netto dei beni energetici e dei prodotti alimentari freschi, ha fatto registrare un incremento del 2,1% (+1,9% il mese precedente). L’indice dei prezzi al consumo al netto dei soli prodotti energetici ha fatto registrare una variazione pari a +2,4% (+2,0% il mese precedente).
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