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Influenza K in Sicilia, boom di casi anche nel Nisseno: la situazione

Influenza K in Sicilia, boom di casi anche nel Nisseno: la situazione
L’influenza dilaga in Italia

Senza dubbio un problema per l’ospedale di Gela così come per tutti gli altri sul piano locale e nazionale, dettato anche da quello che è ovviamente “un mancato filtro” che c’è alla base del rapporto tra famiglie e medici di famiglia.

Un po’ come in tutta la Sicilia, è boom di pazienti all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela (Caltanissetta) con “prevalenza della variante K”. Tutto ciò è quanto filtra dai medici impegnati tra corridoi e sale del Nisseno, dove sarebbero circa 80 gli accessi al giorno che, per il 90% dei casi, avrebbero codici bianchi o verdi.

Senza dubbio un problema per l’ospedale di Gela così come per tutti gli altri sul piano locale e nazionale, dettato anche da quello che è ovviamente “un mancato filtro” che c’è alla base del rapporto tra famiglie e medici di famiglia, con un canale di direzione a volte unico verso l’ospedale senza però – come da prassi – prima consultare il medico di riferimento per la propria salute.

Cosa è l’influenza K e quali sono i consigli dei medici

Il ceppo mutato H3N2, chiamata anche influenza K sta colpendo duramente gli italiani. Nella settimana dal 22 al 28 dicembre l’incidenza è diminuita passando dai 17,1 casi per mille assistiti dei sette giorni precedenti a 14,5, ma per gli esperti del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ISS, è destinata a risalire. E’ infatti in forte crescita la variante del ceppo A/H3N2 che sta contribuendo all’aumento dei contagi. Va anche precisato, come sottolinea nel post di X Matteo Bassetti, virologo e infettivologo, attualmente direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino di Genova, che oltre all’influenza girano anche altri virus e batteri da quello respiratorio sinciziale al rinovirus e SARS-CoV-2 con sintomi spesso simili.

Il picco atteso dopo il 6 gennaio

In totale le stime dell’Istituto Superiore di Sanità contano nella settimana di Natale circa 820 mila nuovi casi (22-28 dicembre) e un totale di circa 6,7 milioni di persone dall’inizio della sorveglianza. A essere maggiormente colpiti sono i bambini nella fascia di età 0 -4 anni con circa 39 casi per mille assistiti. E la corsa ai contagi non si arresta con il picco atteso quando riapriranno le scuole. Il ceppo mutato H3N2 è emerso all’inizio di quest’anno e l’ondata di infezioni sta costringendo a letto moltissime persone anche in Giappone, che ha dichiarato un’epidemia di influenza, nel Regno Unito, negli Stati Uniti con record di ricoveri e anche in Italia, con i pronto soccorso presi d’assalto in Puglia, Campania, Sicilia e Veneto. A questo proposito, il professor Matteo Bassetti nel post di X invita a rivolgersi all’ospedale solo nei casi in cui vi sia una forma grave di influenza associata a difficoltà respiratorie, per evitare che si intasino e non riescano a lavorare bene.

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