I Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza con cui il GIP presso il Tribunale di Termini Imerese – Dottoressa Erina Cirincione – ha disposto la misura cautelare personale della reclusione in carcere nei confronti di un Appuntato in servizio presso il Gruppo di Termini Imerese e degli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore locale attivo nel settore del commercio al dettaglio di carburanti. I reati per cui si procede sono rivelazione di segreti d’ufficio, corruzione, peculato e falsità ideologica.
Informazioni riservate su turni di servizio in cambio di benzina ad un prezzo di favore
Le indagini sono state condotte dalle stesse Fiamme Gialle di Palermo sotto l’egida e il coordinamento della Procura della Repubblica di Termini Imerese. Dagli accertamenti, in particolare, è emerso che il finanziere avrebbe fornito all’imprenditore informazioni riservate circa i turni di servizio e la dislocazione sul territorio delle pattuglie del Reparto di appartenenza, ricevendo in cambio forniture di gasolio a uso agricolo a un prezzo di favore, scontato della dovuta accisa.
Il finanziere accusato anche di peculato, si sarebbe appropriato di borse e zaini di note griffe contraffatti
È stata ricostruita, inoltre, un’ipotesi di peculato afferente a prodotti contraffatti. Nello specifico, nel corso di un’attività di polizia giudiziaria eseguita dal citato Gruppo territoriale, il graduato si sarebbe appropriato di alcune borse/zaini riportanti i loghi di note griffe della moda contraffatti, che avrebbero dovuto essere sottoposti a sequestro.
Truffa del finto finanziere, arrestati padre e figlio
Erano dei finti finanzieri invece quelli che qualche settimana fa i Carabinieri della Stazione di Rosolini hanno arrestato in flagranza di reato, un 75enne e il figlio 36enne, catanesi, resisi responsabili di una truffa aggravata in danno di persona anziana.
I due uomini, unitamente ad un complice in corso d’identificazione, hanno contattato telefonicamente una 79enne di Rosolini e, fingendosi finanzieri, le hanno chiesto di raccogliere il denaro e i preziosi che custodiva in casa asserendo che i suoi documenti erano stati usati per noleggiare alcune auto coinvolte in diverse rapine e pertanto doveva essere fatto un controllo.
Pochi minuti dopo la telefonata, il 36enne si presentava a casa dell’anziana e, spacciandosi per Finanziere, si faceva consegnare denaro contante per circa 550 euro e svariati monili in oro.
I Carabinieri della Stazione di Rosolini, già impegnati in servizio perlustrativo di controllo del territorio, intervenivano immediatamente riuscendo a individuare non solo il 36enne, sorpreso con in mano la refurtiva, ma anche il padre che lo attendeva in auto.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

