Ingroia e la trattativa Lollobrigida - QdS

Ingroia e la trattativa Lollobrigida

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Ingroia e la trattativa Lollobrigida

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lunedì 22 Novembre 2021 - 09:06

Oggi la nuova star televisiva a reti unificate, Antonio Ingroia, diventa il Lancillotto di una beniamina novantenne a rischio interdizione

All’inizio ci fu il processo trattativa Stato – Mafia, punire i colpevoli di tradimento nei confronti dello Stato, il famoso papello di Ciancimino, più junior che senior.

A seguire ci fu la Rivoluzione Civile, che lo candida a Palazzo Chigi nel 2013. Fu un flop.

Poi Crocetta, abolite le province, lo candida a Commissario della provincia di Trapani. Per favorire la cattura di Matteo Messina Denaro disse.

La cosa non andò in porto per problemi di inconferibilità derivante dall’applicazione di nuove normative statali.

Nel 2020 si candida a Sindaco di Campobello di Mazara con esito infausto. Diede la colpa alla mafia appellandosi al Prefetto. Che però non ravvisò tale fatto e non ritenne di intervenire.

Poi, ormai avvocato, il ritorno sulle scene come difensore di Pino Maniaci contro il complotto ordito dalla dottoressa Saguto e come attore non protagonista della serie Vendetta su Netflix.

Oggi la nuova star televisiva a reti unificate, Antonio Ingroia, diventa il Lancillotto di una beniamina novantenne a rischio interdizione.

La Lollo nazionale, le curve italiane più famose di Hollywood, la bersagliera Gina Lollobrigida.

Questo excursus può degnamente rappresentare la curva di percorso della magistratura italiana da Rocco Chinnici a Palamara.

Un diagramma del cambiamento culturale dell’ordine giudiziario, una volta autorevole ed onnipotente nell’immaginario dell’opinione pubblica, oggi televisivamente onnipresente.

Doveva catturare Matteo Messina Denaro ma si è accontentato di catturare la Lollo.

Così è se vi pare.

Gatto Silvestro

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