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Eni, progetti green, alternative al silicio ed energia dalle onde marine

redazione

Eni, progetti green, alternative al silicio ed energia dalle onde marine

venerdì 06 Novembre 2020 - 00:00
Eni, progetti green,  alternative al silicio ed energia dalle onde marine

Nel 2019 Eni ha avviato un piano di deployment che ha portato all’installazione di alcuni Kw di potenza di moduli OPV su edifici di proprietà. Negli ultimi quattro anni spesi 4 miliardi di euro per la ricerca, sviluppo e implementazione di tecnologie per la decarbonizzazione

Dal punto di vista delle performance, essendo una tecnologia molto giovane, i pannelli solari organici hanno prestazioni ovviamente ancora inferiori a quelle delle tecnologie commerciali: attualmente i dispositivi di laboratorio, cioè su piccola area e in condizioni controllate, convertono fino al 15-16% della radiazione solare in energia (per confronto, le migliori celle di laboratorio al silicio arrivano al 25%).

Moduli OPV di una certa taglia arrivano a produrre circa 1/3 di quanto produca il fotovoltaico convenzionale. Gap che viene in parte recuperato grazie alle buone performance in luce diffusa, nelle ore di bassa illuminazione e nelle ore centrali della giornata, ore in cui, il surriscaldamento dovuto alla forte insolazione, porta i moduli fotovoltaici standard a perdere di efficienza molto più rapidamente di quanto non faccia un modulo OPV.

Per quanto riguarda le installazioni, la tecnologia OPV si presta, già oggi, ad installazioni non in diretta competizione con il Silicio, ma alternative. Leggerezza e facilità di installazioni rendono l’OPV idoneo per l’integrazione in elementi edilizi e in facciata, per essere applicati su arredi urbani (pensiline, tettoie, fermate dei mezzi pubblici, aree ristoro e aree informative ecc.). I moduli inoltre si prestano per applicazioni portatili in ambito outdoor e potrebbero favorire l’accesso all’energia in paesi in via di sviluppo, in cui la carenza di infrastrutture rende difficoltoso il trasporto e l’installazione di moduli standard.

Nel 2019 Eni ha avviato un piano di deployment che ha portato all’installazione di alcuni kW di potenza di moduli OPV su edifici e strutture di proprietà. Tra queste: una installazione su parete e una su tetto di palazzine all’interno del centro ricerche di Novara, la copertura di una pensilina in policarbonato per biciclette che alimenta l’illuminazione della struttura e alcune colonnine di ricarica di bicilette elettriche presso uno dei palazzi dell’headquarter di eni a San Donato milanese, e l’installazione di moduli OPV integrati su un supporto tessile di facile trasporto e installazione su un cabinet della logistica R&M che alimenta off-grid un sistema per il monitoraggio di effrazioni lungo una pipeline a Ferrera Erbognone.

Moduli OPV sono stati inoltre integrati con Solar Home Kits, sistemi alimentati da pannelli di piccola taglia che, grazie anche a batterie, permettono di alimentare utenze quali illuminazione domestica, ricarica di cellulari, piccoli elettrodomestici, utenze tipiche di contesti in paesi in via di sviluppo in cui l’accesso all’energia è un importante motore di sviluppo sociale e economico secondo i criteri dei Sustainable Development Goals dell’ONU.

Ci prepariamo a un domani low carbon. Negli ultimi quattro anni abbiamo speso 4 miliardi di euro per la ricerca, sviluppo e implementazione di tecnologie per la decarbonizzazione e nel piano d’azione 2020-23 dedicheremo 1’80% delle nostre spese in R&D a progetti inerenti la neutralità carbonica e dell’economia circolare” ha dichiarato Francesca Zarri, direttore Tecnologia, R&D e Digitale di Eni.

I progetti “green” cui lavora Eni, naturalmente, non finiscono qui e la Zarri parla anche dell’Iswec, Inertial sea wave energy converter, sviluppato insieme a Wave for Energy, spin-off del Politecnico di Torino, per convertire l’energia delle onde marine in energia elettrica.

“Iswec è perfetto per fornire energia elettrica completamente rinnovabile a impianti offshore e in luoghi non interconnessi alla rete – precisa – come le isole minori in Italia. Il primo impianto pilota è già attivo al largo della costa di Ravenna, collegato alla nostra piattaforma PC80 e integrato con un impianto fotovoltaico. E la prima realizzazione, ma stiamo lavorando a un modello industriale di Iswec. Il nostro obiettivo è sviluppare 118 impianti per arrivare a produrre circa 12 MW di energia elettrica dal moto ondoso. Questi dispositivi arriveranno a 100 kW di picco e il primo varo è previsto per la fine del 2022”.

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