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Integrazione scolastica, Sicilia ancora in ritardo: ecco dove l’Isola è lontana dal resto d’Italia

Integrazione scolastica, Sicilia ancora in ritardo: ecco dove l’Isola è lontana dal resto d’Italia
Scuole non adeguate per i disabili in Sicilia

Nelle aule di sostegno ci sono appena 34,3 postazioni ogni 100 scuole contro una media nazionale del 42,6: i dati sono tutt’altro che positivi

Nel contesto dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, l’accesso a strumenti tecnologici adeguati rappresenta una delle condizioni fondamentali per garantire pari opportunità e piena partecipazione al percorso formativo. Tuttavia, i dati Istat relativi all’anno scolastico 2023-2024 (ultimi censiti) mettono in luce una realtà siciliana ancora lontana dagli standard auspicabili. L’Isola mostra valori spesso inferiori alla media nazionale in termini di postazioni informatiche adattate alle necessità degli alunni con disabilità, adibite all’integrazione scolastica. 

Numeri molto bassi

L’indagine prende in esame la presenza di postazioni tecnologiche, distinguendo tra tre principali collocazioni: in classe, nei laboratori e nelle aule di sostegno. Si tratta di strumenti che, con opportune tecnologie assistive, possono trasformare l’ambiente scolastico in uno spazio davvero accessibile e funzionale. A livello nazionale, per ogni 100 scuole, si registrano in media 49,1 postazioni adattate in classe, 54,3 nei laboratori e 42,6 nelle aule di sostegno, mentre nell’Isola tali valori si assestano, rispettivamente, al 47,8, al 56,4 e al 34,3. Il dato è preoccupante in particolare nelle aule di sostegno, dove il supporto individualizzato è cruciale, e dove la regione tocca perde quasi dieci punti rispetto alla media nazionale. Il confronto con altre regioni è impietoso: il Trentino-Alto Adige supera il 72,6, l’Emilia-Romagna arriva a 59,6, e anche regioni del Mezzogiorno come la Puglia, a 39,3, o la Basilicata, a 49,8, mostrano performance migliori. 

La differenza per ordine scolastico

Se si entra nel dettaglio per ordine scolastico, il divario è ancora più evidente. Nelle scuole primarie siciliane si rilevano 28,2 postazioni in aula di sostegno ogni 100 scuole, una cifra ben distante dalla media nazionale, che arriva a 38. Nelle secondarie di primo grado si arriva a 34,2, mentre per le scuole secondarie di secondo grado il dato si ferma a 48,3, unico valore che supera la soglia dei 40 ma che resta comunque inferiore alla media nazionale, pari a 52,5. Unici luoghi in cui le postazioni presenti permettono alle scuole siciliane di superare la media nazionale sono i laboratori, in particolare nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. 

Un problema del Mezzogiorno 

La Sicilia non è un caso isolato. L’intero Mezzogiorno soffre di una cronica carenza di strumenti tecnologici per l’inclusione. In media, le aule di sostegno delle scuole meridionali dispongono di 32,5 postazioni adattate ogni 100 scuole, dieci punti sotto la media nazionale e ben 19 punti sotto il Centro Italia. Un dato che riflette probabilmente non solo una minore disponibilità di risorse economiche, ma anche una debolezza strutturale nella programmazione e nella gestione degli interventi. Le regioni del Centro, infatti, guidano la classifica con 41 postazioni in aula di sostegno ogni 100 scuole, mentre il Nord raggiunge quota 51,5. 

Un ostacolo

La mancanza di postazioni informatiche adattate non è un problema solo tecnico o logistico. Si traduce in un ostacolo concreto per migliaia di studenti con disabilità che, in assenza di strumenti adeguati, rischiano di non poter seguire le lezioni alla pari con i propri compagni. In un’epoca in cui la tecnologia rappresenta un’estensione naturale dell’apprendimento, la sua assenza o inadeguatezza nelle aule di sostegno è una forma di esclusione silenziosa. L’accesso a software specifici, tastiere ergonomiche, display braille o dispositivi di output visivo e uditivo rappresenta infatti un diritto essenziale per garantire l’inclusività del sistema scolastico. Dove questi strumenti mancano, si riduce drasticamente la possibilità di realizzare un’inclusione autentica.