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L’Ia farà aumentare la ricchezza per pochi

L’Ia farà aumentare la ricchezza per pochi
IA (Imagoeconomica)

Più poveri, più ricchi

A parte le baggianate relative all’Intelligenza artificiale (Ia) – non solo per il nome (Intelligenza), del tutto inappropriato, ma anche per le ipotesi fuori luogo che fanno in molti su un software che potrebbe addirittura soggiogare gli umani – facciamo alcune osservazioni sulle conseguenze che l’uso di tale strumento avrà nel mercato mondiale.

IA e lavoro: meno occupazione, più produttività, profitti solo per pochi

Per prima cosa, essa farà accorciare i processi produttivi e quindi espellerà lavoro; poi, farà aumentare la produttività del manifatturiero e non solo, anche qui con conseguenze sul lavoro. Per le imprese, soprattutto quelle di armi, energia, finanza e farmaci, sarà una manna perché di fatto ridurrà i costi e aumenterà il valore aggiunto. Ma questo, dirà qualcuno, è il Mercato, al quale nessuno si può opporre.

Tuttavia, vediamo con chiarezza la conseguenza del fatto che l’arricchimento sarà a favore dell’offerta, ma dall’altra parte, non aumentando salari e retribuzioni, non consentirà l’ampliamento della domanda perché i redditi non aumenteranno, quindi i consumi resteranno stabili.

A bocce ferme, l’Ia favorisce una parte della popolazione, quella che produce beni e servizi, ma non la controparte, cioé quella che consuma beni e servizi. Conseguenza di questo sarà l’aumento vertiginoso dei profitti e una stagnazione dei consumi.

Costituzione e IA: i principi di progressività fiscale e diritto al lavoro a rischio

Il lavoro, com’è noto, è un distributore di reddito, ma lo è anche il sistema delle imposte. Ricordiamo al riguardo l’articolo 53 della Costituzione, il quale dice: “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività” e poi “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.

Vogliamo ricordare anche l’articolo 4 della Costituzione, che recita: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Non sembra che l’utilizzo sempre più massiccio dell’Intelligenza artificiale rispetti questi due principi costituzionali.

È vero che l’Ia può far crescere il Prodotto interno lordo, ma certamente non farà crescere l’equità fra i cittadini.

L’IA aggrava le disuguaglianze globali

“La questione è grave, ma non seria”, direbbe Ennio Flaiano, perché questa nuova tecnologia aumenta le disparità fra ricchi e poveri: questi ultimi aumenteranno cospicuamente di numero e parimenti i primi.

Attenzione, non è una questione di regime democratico, perché il fenomeno accade nei democraticissimi Stati Uniti o nella vecchia Europa, ma anche in Cina o in Russia, ove i nuovi miliardari sono centinaia. Non è vero infatti che i regimi totalitari impediscono la crescita economica e sociale di un Paese (il cui parametro più significativo è il Pil), come dimostrano appunto le nazioni prima indicate.

Come evitare che l’IA esploda tra le mani

Dunque, l’Ia è un aggeggio che va maneggiato con cura per evitare che possa esplodere in quelle mani, con danni per la base della popolazione. Per fare questo occorrono governanti sapienti e colti, con un alto senso di moralità e con capacità gestionali che prevedano quello che accadrà fra dieci o quindici anni e quindi si preparino di conseguenza a varare piani idonei al medio periodo.

La concentrazione della ricchezza in poche mani non è solo una questione di liquidità monetaria, ma anche di concentrazione del potere. Chi, come Musk, è accreditato di un patrimonio di circa 800 miliardi di dollari (secondo Forbes), non solo è un imprenditore straricco, ma anche capace di esercitare potere sulle istituzioni per ottenere benefici egoistici dalle stesse.

Bill Gates è stato un nuovo ricco sui generis perché, motivo della citazione, ha abbandonato le sue attività economiche per dedicarsi esclusivamente all’omonima fondazione, la quale svolge molteplici e benefiche attività filantropiche.

Salari bloccati e potere d’acquisto in calo

Tornando all’Ia, il potere di acquisto della massa dei percettori di reddito fisso (stipendi e pensioni) si è di fatto bloccato; non si vedono aumenti all’orizzonte per la semplice ragione che non è possibile aumentare gli stipendi nonostante l’aumento della produttività, che è conseguenza dell’Ia e non di una migliore organizzazione umana.

“Così è se vi pare”, direbbe Pirandello.